La crisi dei trasporti in Gran Bretagna potrebbe “cancellare” il Natale

Il Regno Unito ha una carenza stimata a 100.000 trasportatori, in gran parte attribuita all’esodo post-Brexit dei cittadini dell’UE. Questa mancanza di camionisti ha bloccato le consegne. Conseguenza: scaffali vuoti, ritardi nei porti e stazioni di servizio a secco hanno scatenato il panic buying ovvero l’acquisto in preda al panico iniziato a settembre e durato per settimane.

 

Anche altri settori hanno risentito della carenze di manodopera che si prevede influenzerà la disponibilità e il prezzo delle merci nel periodo pre-natalizio. Si teme che i problemi nella catena di approvvigionamento possano davvero “cancellare” il Natale nel Regno Unito.

 

L’esperto di supply chain della Bayes Business School (ex-Cass Business School) Manmohan Sodhi commenta la crisi dei trasporti nel Regno Unito sostenendo che comprare in anticipo non farà che peggiorare la situazione aumentando la scarsità dell’offerta e la frustrazione di negozianti e clienti.

 

Vi invito a leggere il commento qui sotto. Sentitevi liberi di inserirlo nel vostro articolo o di contattarmi per organizzare un’intervista con il ricercatore.

 

Giulia Gandolfi

 

 

 

Manmohan Sodhi, professore di gestione delle catene d’approvigionamento alla Bayes Business School (ex-Cass Business School) :

“Felixstowe, il più grande porto commerciale del Regno Unito, ha riferito di avere fino a 50.000 container in attesa di raccolta e distribuzione a causa della carenza di trasportatori.

Questo ha  portato la popolazione a temere di ritrovarsi di fronte a scaffali vuoti durante il periodo natalizio, con clienti delusi e rivenditori frustrati. La carenza di manodopera, come conseguenza delle restrizioni di viaggio legate al Covid e alla Brexit, hanno portato ai problemi di cui leggiamo in continuazione. Semplicemente non c’è abbastanza manodopera per raccogliere le zucche delle fattorie britanniche, scaricare le navi a Felixstowe, prendere i container dai porti o portare indietro i container vuoti. Molti lavoratori, come gli autisti di camion, hanno deviato verso altri lavori e c’è poca speranza che vogliano tornare alle loro precedenti mansioni.

La carenza di manodopera si fa sentire anche in altri settori, non solo in quello dei trasporti. Proporre misure come bonus e stipendi più alti per attirare i trasportatori non farà che rendere più profonda la crisi altrove.

Nonostante vengano incoraggiati a comprare in anticipo, non credo che i consumatori debbano farlo. I consumatori dovrebbero affrontare questo Natale come qualsiasi altro Natale, al limite spendere un po’ meno.

Lo shopping natalizio sembra iniziare prima ogni anno ma così facendo si rischia di favorire la carenza e il panico, mentre dovremmo lasciare che le catene di approvvigionamento ritrovino stabilità.

Le carenze sugli scaffali significano minori entrate potenziali per i rivenditori nel loro periodo più lucrativo dell’anno. Tuttavia, per i consumatori questa potrebbe non essere necessariamente una cosa negativa. Avere meno varietà può facilitare la scelta dei regali per gli amici e la famiglia e soprattutto ridurre la quantità di rifiuti prodotti dagli imballaggi e dai resi, il che gioverebbe all’ambiente.

I rivenditori dovrebbero concentrarsi sugli articoli più richiesti piuttosto che puntare ad offrire tutto. Questo permetterà a sua volta ai produttori di ridurre la varietà dei prodotti e la loro dipendenza dalle spedizioni.”