L’esportazione di animali vivi va vietata adesso

L’esportazione di animali vivi  costituisce una macchia sulla nostra società. Ogni anno, quasi 2 miliardi di mucche, maiali, pecore, capre e altri animali vengono ammassati su navi sporche e affollatissime, e sbatacchiati sui mari agitati per giorni e persino per settimane – costretti a stare immersi nei propri escrementi, spesso senza acqua, cibo e assistenza veterinaria adeguati. Molti animali vengono calpestati dai loro compagni di viaggio o muoiono per disidratazione, di fame o per malattia.

Le loro sofferenze vengono ulteriormente aggravate quando si verificano degli incidenti e le navi subiscono ritardi, o prendono fuoco, o persino affondano. Nel novembre 2019, una nave con 14.600 pecore a bordo si capovolse poco dopo aver lasciato il porto. Nonostante fossero tentate operazioni di salvataggio per molti giorni, solo 180 pecore sopravvissero al disastro.

Gli animali allevati per la carne e la pelle conducono già costantemente una vita miserevole. Il minimo che possiamo fare è risparmiare loro il trauma inutile di un faticosissimo viaggio per mare prima di essere uccisi. Lunedì 14 giugno si celebra la Giornata di consapevolezza internazionale del divieto di esportare animali vivi – utilizziamo quest’occasione per contattare i politici che decidono le leggi e chiedere loro di porre fine a questo commercio vergognoso. Assumiamoci anche responsabilità personali. La sofferenza degli animali finirà solo quando le persone finiranno di mangiare e indossare prodotti di origine animale.