L’Europa in pezzi e l’Italia non conta nulla !
Aprire al più presto centri di registrazione in Italia e Grecia. Lo chiede Angela Merkel. «Abbiamo stabilito con i capi di governo che ci siano centri di registrazione nei Paesi particolarmente colpiti dai primi arrivi, come Grecia e Italia. Questo deve succedere velocemente, entro quest’anno, non possiamo accettare ritardi».
Anche Francois Hollande, nello statement congiunto con la cancelliera a Berlino, ha spinto per «un’accelerazione dell’istituzione dei centri di registrazione» nei due paesi. «È indispensabile che questi centri vengano realizzati – ha aggiunto – per registrare chi arriva sulle nostre coste, e che qui si prendano le necessarie decisioni su quelli che hanno diritto e quelli che non possono essere accettati».
La Merkel ha chiesto anche che la Commissione Ue faccia rispettare le condizioni previste dal diritto di asilo: «Germania e Francia si aspettano» che le «tutte le condizioni vengano rispettate: registrazione, standard minimi per i centri di accoglienza e standard minimi per gli approvvigionamenti sanitari – ha detto -. Chiediamo alla Commissione europea di agire in modo che laddove questi non vengano rispettati questo finalmente accada».
«Ci sono stati momenti in cui ci siamo trovati in situazioni straordinarie e questa è una situazione strardinaria», ha detto Hollande.
“Perbacco, verrebbe da dire! Chi “guida” l’Europa? Ci sono Stati a sovranità limitata? Parrebbe di si a dar conto del vertice bilaterale tra Hollande e la Merkel sul problema dell’immigrazione e sulle risultanze di quel bilaterale dal quale emergono indicazioni o meglio “prescrizioni” precise per Italia e Grecia. E’ pur vero che da quel punto di vista, la registrazione e l’identificazione dei migranti l’Italia è fortemente inadempiente, ma si pone u problema di leadership, laddove l’Italia oramai è relegata ai margini, anche a seguito della nomina di soggetti deboli nei consessi internazionali. Va da se che l’Europa si avvia ad un rapido dissolvimento, colpita ad est dai muri di filo spinato da 175 km dell’Ungheria, a sud ovest dall’intransigenza della Francia e a nord dalla rigida politica antimmigrazione della Gran Bretagna. A questo si sommano i problemi economici e il crollo delle borse mondiali trascinate nel baratro dalla politica monetaria protezionistica della Cina. Forse, se ci avete seguito in altre pagine qualche giorno addietro tutto questo lo avevamo pronosticato per le prossime settimane, l’accelerazione è dovuta alla congiuntua gravissima che ha colpito il grande paese asiatico.”