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Rom dalla provincia di Roma per rubare a Pesaro

000romPESARO – I covi da cui partivano per rubare nel Pesarese e in Romagna erano abitazioni pagate dal Comune di Roma che provvedeva a saldare anche tutte le loro bollette. Già, perchè quei ladri, italiani, ex nomadi e regolarmente residenti nel campo romano di Zagarolo, ufficialmente sono nullatenenti e disoccupati eppure fanno la bella vita tra macchinoni e televisori a schermo piatto. Il furto è infatti la specialità della banda individuata dai carabinieri di Gabicce dopo dieci mesi di indagini culminate con il blitz nel campo di Zagarolo. Lì, i militari sono arrivati seguendo una traccia telematica individuata dopo il colpo grosso messo a segno il 3 luglio dell’anno scorso nella villetta del gioielliere in pensione, Oscardo Tonelli, di Gradara. Una razzia da oltre 100mila euro messa a segno in pieno giorno in nemmeno tre ore di tempo in cui i ladri avevano addirittura smurato i mobili dalle pareti e rubato tutto ciò che si poteva rubare dai soldi ai gioielli, dagli orologi al televisore. Ed è proprio quel televisore da 46 pollici che è stato trovato a Zagarolo, durante i controlli di una settimana fa, nella casa di una 40enne residente nelle case del campo donate dal Comune e arredate con refurtiva da migliaia di euro. La donna, per ora, è l’unica denunciata per ricettazione ma le indagini promettono a breve altre sorprese. A illustrare i dettagli dell’operazione, il capitano dei carabinieri di Pesaro Giuseppe De Gori affiancato dal luogotenente Giuseppe Zocchi di Gabicce. Secondo i militari dell’Arma, infatti, si tratta di ex nomadi diventati stanziali ma rimasti tali solo in riferimento ai loro continui spostamenti nelle regioni del Centro e del Nord (in particolare nelle Marche e in Emilia-Romagna) per mettere a segno i loro furti. Nulla è lasciato al caso: nelle loro missioni cambiano macchine continuamente per non parlare dei cellulari sostituiti ogni settimana. La riprova sono le 40 scatole piene di telefonini ritrovate dai carabinieri nelle abitazioni-caveau. Alla vista dei militari di Gabicce, arrivati nel campo di Zagarolo insieme ai colleghi del Norm di Pesaro, per giustificare quel tesoro che riempiva le loro case, hanno tutti usato la stessa improbabile scusa: «Li abbiamo comprati al mercatino di Porta Portese». Dopo le 5 perquisizioni, sono stati sequestrati circa 70 pezzi tra gioielli (quasi tutti in oro bianco perchè quello giallo viene immediatamente fuso in lingotti) e orologi tra cui due Rolex. Una parte della refurtiva è stata sequestrata a un banco dei pegni romano dove si era recata la cognata della denunciata. A parte il televisore del colpo di Gradara, però, la maggior parte degli oggetti sono ancora da identificare. Per questo i carabinieri invitano la popolazione che abbia subìto un furto di osservare le foto in cui poter eventualmente riconoscere i propri oggetti. Per informazioni rivolgersi alla caserma di Gabicce allo 0541.954629.