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A Fermo la politica abdica

0006fermoLa crisi amministrativa del Comune di Fermo con il suo strascico di polemiche e l’emersione di fratture importanti tra i protagonisti della vita politica, ma anche all’interno delle forze politiche di maggioranza ha messo in luce limiti sensibili e difficili da superare. Se il Pd come abbiamo detto nei giorni scorsi per bocca di Bagalini si affida alle primarie, uno strumento importante ma non risolutore, che anzi a detta di molti anche all’interno del partito ha necessità di un tagliando importante, affinché diventi un momento di scelta qualitativa e concreta, le opposizioni, dopo il vantaggio acquisito con le dimissioni della Brambatti si ritrovano a fare i conti con la realtà. Una realtà non facile. Trovare un candidato non solo rappresentativo, capace, coagulo di molte anime, in grado di gestire la complessa macchina amministrativa e la molteplicità delle problematiche di un Comune come Fermo non è cosa da sottovalutare. In questi giorni sono circolate indiscrezioni secondo le quali sono stati fatti sondaggi nei confronti del Dott. Zacheo comandante dei Carabinieri di Fermo, ufficiale di grande valore e spessore. Senza nulla togliere alle qualità insindacabili dell’ufficiale quello che ci appare poco sensato è l’intenzione della politica, in questo caso di fare karakiri. E già, perché lo ripetiamo il profilo dell’uomo e dell’ufficiale è di prim’ordine, ma che ci azzecca con una prassi politico-amministrativa lontana anni luce dalla sua formazione ed anche dai suoi tratti comportamentali. La politica è sempre più spesso l’arte del possibile, del compromesso, lecito,  per raggiungere un obiettivo, la politica è anche spregiudicatezza, quella buona, utile a tenere in piedi la baracca e tanto altro ancora. Un ufficiale dell’Arma è tutt’altro per definizione. E’ rigore non solo morale, è coerenza, è inflessibilità, laddove la politica è fatta di flessibilità, altrimenti si ricade nel gioco precedente. La città ha necessità di un Sindaco “normale”, una persona capace di ascoltare, che conosca a fondo i ritardi endemici di questo territorio, con radici solide nel mondo del lavoro, nemmeno un politico di professione come qualcuno di quei candidati in pectore a tutto e sempre pronti ad occupare una poltrona. Poco importa che sia un professionista o un operaio, contano le capacità a fare squadra, a capire da dove avviare il rilancio della città e dare voce e ascolto a tuti gli interlocutori, veri, coerenti, disinteressati, impegnati in tutti i settori. Deve anche capirci di politica e saper tessere la tela tra i partiti che oggi non sono nemmeno più partiti. Guardatevi intorno, non c’è da andar lontano per trovare qualcuno con un profilo come quello tracciato, senza scomodare commissari, ufficiali, prefetti, professori e acchiappapoltrone.

ARES