L’Ufficiale giudiziario lo sfratta lui tenta di sparargli

PESARO – In 28 anni di servizio ne ha viste di tutti i colori: si è preso pentolate in testa, colpi di ramazza, lanci di svariati oggetti. Mai però avrebbe pensato di arrivare a rischiare la pelle come è successo invece ieri mattina, quando per la prima volta si è trovato vis à vis con un fucile da caccia carico e pronto a sparare.

Per Gennaro Franchini, ufficiale giudiziario al Tribunale di Pesaro, è stato il quarto d’ora più brutto di tutta la sua vita. «Mi ha salvato la mia esperienza napoletana – riflette – ho sviluppato per fortuna un certo sesto senso».

Che si è innescato da subito ieri mattina, quando l’uomo a cui doveva consegnare l’ordine di rilascio dell’appartamento, Rodolfo Orsini, 75 anni, gli ha subito risposto al citofono. Con lui c’era l’avvocato Adriano Buffoni, legale che rappresenta la famiglia Dolci, proprietaria del palazzo e che da tempo sta cercando di mandare via di casa l’inquilino che non paga più l’affitto da mesi.

«Mi ha fatto strano vedere che ci avesse subito aperto il portone – continua – ero andato già 4/5 volte e lui non aveva voluto sentire ragioni». Una volta dentro, Gennaro invita Orsini a preparare il bagaglio, l’uomo risponde di aspettarlo che lui intanto va in camera a fare la valigia. Ma a quel punto l’avvocato Buffoni ha un’illuminazione. «Guarda Gennaro che ha un fucile, mi ha detto più volte che vuole spararsi». L’ufficiale giudiziario scatta subito in piedi e va nel reparto notte. E si trova davanti l’inquilino con in braccio la doppietta. Franchini non si perde d’animo e afferra il fucile puntando la canna verso il soffitto. Orsini comincia a divincolarsi e gli dice di lasciarlo che vuole farla finita.

Ma Gennaro non molla la presa. Non vuole colpire il 75enne perché teme di fargli seriamente male, così continua a bloccargli l’arma. Ma in un attimo di disattenzione, il pensionato riesce a liberare la doppietta e a puntarla contro la porta d’ingresso vicino a cui si trova l’avvocato Buffoni che sta già chiamando carabinieri e polizia. Orsini preme il grilletto, ma il colpo non parte perché per fortuna c’è la sicura.

L’arma è carica e l’uomo ha anche delle munizioni nelle tasche. Davanti ai carabinieri il pensionato si arrende e viene arrestato. «Voleva suicidarsi – racconta Gennaro – aveva anche lasciato una lettera d’addio, ma prima sembrava proprio deciso a sparare anche a noi».

«Non voleva lasciare questa casa per motivi affettivi – spiega l’avvocato Buffoni – qui ha vissuto tanti anni con la sorella che poi è morta. E così è rimasto solo. Non ha nè moglie, nè figli. L’unica cosa che gli restava della sua vita era questo appartamento pieno di ricordi che però non riusciva più a mantenere. Dietro questa vicenda c’è una storia di profonda solitudine. Quest’uomo ha bisogno di aiuto».