Mangiando l’Istria (terza parte)
Martedì, 3 Giugno 2008Vini aspri
Ma per completare l’offerta, ci vuole il vino giusto. Da scegliere dopo alcune riflessioni. Il vino in Istria tradizionalmente veniva prodotto sfruttando le vinacce fino in fondo. Che cosa succedeva: una fermentazione eccessiva influiva sul colore del vino, sul suo sapore e sulle possibilità di conservazione. I vini prodotti in casa si conservano fino ad aprile-maggio dopodiché si guastano, inacidiscono.
Anche la posizione delle botti non favoriva la loro conservazione, venivano tenute verticali, bastava che il vino calasse di qualche millimetro e la presenza d’aria provocava l’ossidazione. Sono osservazioni fatte in anni di studi e analisi da diversi specialisti che hanno seguito negli ultimi vent’anni l’evoluzione della vinificazione in Istria.
Oggi le cantine sono al passo con i tempi, la fermentazione a freddo consente di selezionare profumi e sapori, pilotando la vinificazione con maestrìa.
Ma in alcune botti, si produce ancora il vino nella maniera tradizionale per accontentare chi ama il sapore forte della tradizione, il Malvasia corposo, deciso. Sono esperienze che si possono fare facilmente seguendo le vie del vino. In tutti gli uffici turistici si possono trovare guide e cartine in lingua italiana che indicano gli itinerari con dovizia di particolari e storia delle varie famiglie di produttori.

