Dalle Bocche di Cattaro alle foci della Bojana
di Piero Magnabosco

Il Montenegro (Crna Gora) si affaccia sull’Adriatico orientale e le sue coste non sono molto estese: dal confine con la Croazia a nord - le Bocche di Cattaro - al confine con l’Albania a sud - le foci della Bojana - ci sono appena cinquanta miglia. Un piccolo tratto però con bellissime città e baie riparate e solitarie in un piacevole alternarsi di spiagge e scogli sempre dominati dagli imponenti rilievi dell’entroterra. Una settimana di navigazione ci può permettere di scoprire fino in fondo questo interessante paese.
Prima di iniziare la nostra esplorazione bisogna sottolineare come i montenegrini siano estremamente ospitali e l’accoglienza che riceverete sarà sicuramente più calorosa e affettuosa di quella a cui si è normalmente abituati in Croazia.
Il Montenegro, unica fra le ex repubbliche yugoslave, è riuscita a rendersi indipendente in modo del tutto pacifico. Per l’accesso è sufficiente la carta di identità e la valuta corrente è l’Euro. I prezzi, piuttosto bassi fino ad un paio di anni fa, stanno salendo vertiginosamente. Il turismo via terra è sostenuto e le spiagge sono molto affollate. Sono interessanti la coabitazione e l’intreccio delle religioni: sulla costa la maggioranza è cattolica, all’interno ortodossa, ma sono presenti anche molti musulmani, specialmente nel sud e tra la minoranza albanese. Come nella vicina Albania, con i secoli, i fedeli dei diversi credi hanno imparato a convivere pacificamente e non ci sono tensioni e conflitti come nelle zone vicine, Bosnia e Kosovo soprattutto.

La costa montenegrina è stata a lungo divisa fra Venezia e i turchi che si spartivano città e porti: alcuni, come Herceg-Novi (Castelnuovo), cambiavano spesso amministrazione durante i vari conflitti, altri sono rimasti stabilmente dalla stessa parte, ad esempio Risan-Risano con i turchi, Kotor-Cattaro con i veneziani.
All’estremo sud Ulcinj-Dulcigno, anche se formalmente turca, è stata quasi sempre piuttosto indipendente e per secoli i suoi abitanti sono stati tra i più feroci e attivi pirati del Mediterraneo. Con l’inizio del declino turco si ricostituì nell’entroterra il Regno del Montenegro, nella zona del medioevale Principato Zeta. La costa rimase veneziana fino alla caduta della Repubblica dopodiché diventò austriaca, con un breve intermezzo russo, fino alla fine dell’Impero nel 1918. Quindi entrò a far parte del neonato Regno di Yugoslavia.
A testimonianza di questo lungo passato di conflitti e confini, restano le numerosissime fortificazioni di tutte le epoche disseminate lungo la costa. Le più recenti sono i forti austriaci all’entrata delle Bocche, sia sul lato croato (Punta Ostra) sia sul lato Montenegrino (Isola Mamula e Capo Mirista); le più spettacolari, invece, sono senza dubbio le mura veneziane che da Cattaro si arrampicano sul monte Leone praticamente in verticale. Nel 1979 un terribile terremoto ha causato danni consistenti le cui tracce ancora si notano soprattutto a Cattaro e a Dulcigno.
Arrivando da nord l’ultimo porto doganale croato è Cvatat-Ragusa Vecchia, circa 20 miglia a nord delle Bocche. Arrivando da sud l’ultimo porto albanese è Shengjin-San Giovanni in Medua,10 miglia dalle foci della Bojana. Se si arriva direttamente dall’Italia la distanza dai principali porti pugliesi è poco più di 100 miglia.
Supponiamo di cominciare il nostro viaggio da nord…
[...] il resto dell’articolo nel numero 13 di Adriatico

