Archivio di Aprile 2010

L’Incoronata - Kornat

Mercoledì, 14 Aprile 2010

di Piero Magnabosco

A sud dell’Isola Lunga (Dugi Otok), lungo la medesima dorsale c’è la grande isola Incoronata-Kornat, la principale dell’arcipelago a cui da il nome: Arcipelago dell’Incoronata-Kornati.
Le isole vengono oggi chiamate Incoronate in una contaminazione di andata e ritorno fra veneto e croato: il nome Kornat dato all’isola maggiore è una corruzione di Encoronata, che appare per la prima volta vicino a Santa Maria (Madonna Incoronata) nelle carte veneziane del 1300. Kornati non è altro che il plurale, di conseguenza ripreso anche in italiano.
Comunque le chiamiamo, queste isole restano un luogo speciale, un dedalo infinito di baie, scogli, isolotti quasi sempre deserti, abitati solo in estate quando, con la brezza fresca dei pomeriggi assolati, arrivano flotte di barche e di persone alla ricerca di un angolo speciale sospeso fra la terra ed il mare che si riesce spesso a trovare.
I colori sono un momento particolare, ridotti al giallo della rada erba secca e al blu profondo di una mare generoso.
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Tra le insenature di Hvar

Venerdì, 9 Aprile 2010


di Piero Magnabosco

Anche per Hvar-Lesina, l’entrata nella storia coincide con l’arrivo dei coloni greci di Siracusa.
Pharos, l’odierna Starigrad, fondata sul finire del IV secolo a.C., era con Issa uno degli insediamenti più importanti delle isole.
L’altro centro, destinato poi a divenirne il capoluogo, era Dimos nel sito dell’attuale Hvar.
Durante la conquista romana tutta l’isola subì pesanti distruzioni e tornò ad essere florida solo più tardi, in epoca imperiale. Dopo le incertezze del Medioevo, con l’inizio della stabilità veneziana, Hvar-Lesina divenne in modo definitivo la città principale dell’isola ed ebbe un periodo di grande sviluppo economico e artistico. Il porto, in una posizione particolarmente felice, era la sede invernale della flotta da guerra veneziana del basso Adriatico. I molti palazzi nobili, la bellissima loggia del 1479, ritoccata in seguito dal Sanmicheli, il grande Arsenale, anch’esso sembra costruito su progetto del Sanmicheli, sono la testimonianza di questo florido periodo. La città subì un attacco dei turchi nel 1571 che le causò enormi danni, ma la ricostruzione fu veloce ed efficiente e il porto tornò ad essere un riferimento molto importante nell’Adriatico centro-meridionale.
Le vicende storiche furono poi le stesse di tutta la Dalmazia.
Alla fine della prima guerra mondiale fu occupata dall’Italia che la consegnò al nuovo regno di Yugoslavia nel 1921, dopo il trattato di Rapallo.
Già sulla fine dell’800 cominciò un deciso sviluppo turistico favorito dall’ottimo clima, con estati secche e ventilate e inverni particolarmente miti.
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