Archivio di Giugno 2009

Quando il mare incontra la terra

Mercoledì, 17 Giugno 2009

di Marco Affronte

Aree Protette adriatiche
Il nostro viaggio è cominciato nel numero scorso. Siamo partiti dal golfo di Trieste e, seguendo la linea di costa, seppure con qualche incursione in mare aperto e altre invece verso l’entroterra, abbiamo scoperto e visitato le zone protette che si incontrano sul cammino.
Linee immaginarie presenti solo nella mente, e nelle carte, dell’uomo si sovrappongono a ritagli di territorio nei quali la natura, o almeno l’equilibrio fra naturalità e artifizi, viene preservata e difesa.
Questa volta ripartiamo per fermarci subito in un luogo che meriterebbe una lunga sosta, ma anche un tempo e un numero di parole ben più ampi di quanto noi possiamo dedicargli.


Il delta del Po
Maestoso, come il fiume da cui prende il nome e l’origine, il Parco del Delta del Po è una realtà estremamente ampia, ricca e variegata. Andrebbe letto sotto diversi aspetti, di cui quello naturalistico e paesaggistico non è che uno. Qui l’ambiente naturale e la presenza dell’essere umano, che peraltro vi abita sin da tempi preistorici, si intrecciano in cento modi differenti, a volte alleati e complici. Basti pensare alla varietà di attività umane che si svolgono: pesca, acquacoltura, agricoltura, turismo. Altre volte gli interventi di bonifica o di risanamento sono sembrati più una guerra per la conquista di territori da sottrarre all’ambiente naturale e votare alla laboriosità umana. In qualche caso poi, la natura si è ripresa quello che le era stato tolto. In definitiva comunque, il delta del Po è uno dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, per il suo interesse storico e naturale, e questo già dice tanto.
Il territorio del Delta del Po è coperto e dunque gestito formalmente da due parchi, quello veneto e quello emiliano-romagnolo. Il primo scende dal fiume Adige fino al Po di Goro, ma si spinge anche molto verso l’entroterra fino a comprendere i comuni della Provincia di Rovigo, coprendo in totale una superficie di 12.000 ettari.
Il parco romagnolo invece, più vasto, si estende su 53.000 ettari di territorio e va dal Po di Goro fino alle saline di Cervia, a sud, mentre a occidente abbraccia Ferrara.
Tutta l’area ha subito, come si diceva, importanti e ripetuti interventi dell’uomo. A cominciare dalla deviazione del Po, già oltre 400 anni fa, quando i veneziani tagliarono il grande fiume deviandone il corso verso i lidi ferraresi, temendo che i sedimenti avrebbero col tempo interrato le loro lagune. Verso la fine del 1800 poi iniziano le massicce opere di bonifica, per trasformare ampie aree paludose in terreni coltivabili. A queste seguirono gli interventi per portare strade e acqua potabile, rendendo la zona di fatto abitabile: e in effetti fu ampiamente colonizzata nella seconda metà del secolo scorso.
Ovvio però che, nonostante questa rilevante presenza antropica, il delta del Po resta un territorio dall’elevato valore naturalistico.

(more…)

Puglia: una crociera lungo le sue coste

Giovedì, 4 Giugno 2009

di Piero Magnabosco

Scoprire in due settimane la regione adriatica più meridionale della costa italiana, in un crescendo continuo di città d’arte, porti accoglienti, belle spiagge e mare incontaminato. Se a questo uniamo la tradizionale e conosciuta qualità dei prodotti locali, della cucina e dell’ospitalità in genere, la Puglia diventa una delle mete più piacevoli dell’intero Mediterraneo.
Le condizioni meteo estive sono particolarmente adatte alla navigazione a vela, con il Maestrale che soffia con regolarità arrivando a essere anche gagliardo in zone come il Canale d’Otranto. Vento e corrente suggeriscono in estate una navigazione da nord verso sud sfruttandone appieno la direzione.
Una crociera di due settimane è l’ideale per cominciare a scoprire queste coste in cui negli ultimi anni sono state create molte strutture accoglienti per le imbarcazioni da diporto.
Partiremo da Vieste e navigheremo in tutto l’Adriatico Meridionale, continuando, poi, nello Ionio per completare l’esplorazione della parte sud della regione: il Salento.

1° giorno

Il nostro porto di partenza è Vieste, sulla testa del Gargano. La cittadina è molto bella e pittoresca anche se, come purtroppo è successo spesso in Italia, ha sofferto un po’ dello sviluppo turistico a volte incontrollato.
Ci troviamo all’interno del Parco nazionale del Gargano che comprende quasi tutto il promontorio il quale, con i 1055 metri del Monte Calvo, è l’unico rilievo di una certa dimensione nelle coste italiane dell’Adriatico Meridionale. Per informazioni su percorsi e iniziative all’interno del parco potete contattare l’Ente Parco Nazionale del Gargano (via S. Antonio Abate 121, 71037 Monte Sant’Angelo-Foggia, tel. 0884.568911 fax 0884.561348 www.parcogargano.it e-mail: info@parcogargano.it).

Il porto è ben riparato e ci sono diverse opportunità per l’ormeggio: Lega Navale Porto Molo Sud Ovest (tel/fax 0884.702698 www.leganavale.it), Vieste Ormeggi (via Colombo 17 tel. 0884.707899, 328.1827537), VHF 12. La Darsena Ormeggi (località Molo sud tel. 0884.701675, 347.1339215), Cariglia Michele (0884.701675, 347.1339215), Centro Ormeggi (via Scalo Marittimo 18 tel. 0884.707983, 330.940581).
Si può anche ancorare a sud dell’imboccatura del porto, davanti alla spiaggia, su fondo di sabbia in circa 4 metri di profondità. L’ancoraggio è esposto ai venti orientali, ma ridossato dagli altri settori e in estate è decisamente più tranquillo rispetto al porto molto frequentato. (more…)