Archivio di Giugno 2008

Mary: una storia adriatica (terza parte)

Giovedì, 26 Giugno 2008

di Marco Affronte

Mary a riccioneIl pomeriggio del giorno dopo i due animali vengono di nuovo imbragati e, sollevati per aria dal lungo braccio di una gru, finalmente spostati nella vasca grande del delfinario, oramai pronta. C’è appena un metro d’acqua in modo da consentire le cure mediche e anche perché la madre necessita di sostegno continuo, per cui si sta continuamente in acqua a spingerla in circolo per farla muovere. Mary le nuota sempre vicino, la tocca con il muso e con la testa, sembra volerla rianimare, o semplicemente dirle: mamma sono qui, perché non nuoti più con me, perché non mi dai un po’ di latte?

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Mary: una storia adriatica (seconda parte)

Martedì, 17 Giugno 2008

di Marco Affronte

Osservare e aspettare, riprovare a spingerli fuori, catturarli e portarli in mare, catturarli e ospedalizzarli.Un primo piano di Mary e il suo muso sfregiato
Tutte le supposizioni esplodono come una bolla di sapone quando torniamo sul posto. La madre, rispetto al giorno prima, è peggiorata moltissimo, sta male, non c’è dubbio. La sua speranza è legata alle cure che possiamo darle. Ovviamente per far questo va ricoverata in una vasca di ospedalizzazione. La piccola, che è stata vista tentare di allattarsi proprio quella mattina, non può che essere portata insieme a lei.
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Mary: una storia adriatica

Mercoledì, 11 Giugno 2008

di Marco Affronte


Mary G e un \

L’inizio di questa storia adriatica e fuori dall’ordinario è alle le otto di mattina di un sabato di prima estate: il 18 giugno 2005.
Squilla il telefono di Fondazione Cetacea. È Luca Amico, della Protezione Civile di Numana. Notizia secca: due grampi (cioè Grampus griseus, una specie di delfino stretto parente del classico flipper, che si chiama invece tursiope) sono comparsi nel porto di Ancona, madre e figlio. Scopriremo poi che si tratta invece di una femmina, e presto diventerà, per tutti, Mary G.
Formiamo presto un gruppetto di persone che parte subito per Ancona.

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Dal 5 giugno in edicola

Martedì, 3 Giugno 2008

La copertina del numero 9

Il numero nove di Adriatico

Mangiando l’Istria (terza parte)

Martedì, 3 Giugno 2008

Vini aspri

Ma per completare l’offerta, ci vuole il vino giusto. Da scegliere dopo alcune riflessioni. Il vino in Istria tradizionalmente veniva prodotto sfruttando le vinacce fino in fondo. Che cosa succedeva: una fermentazione eccessiva influiva sul colore del vino, sul suo sapore e sulle possibilità di conservazione. I vini prodotti in casa si conservano fino ad aprile-maggio dopodiché si guastano, inacidiscono.
Anche la posizione delle botti non favoriva la loro conservazione, venivano tenute verticali, bastava che il vino calasse di qualche millimetro e la presenza d’aria provocava l’ossidazione. Sono osservazioni fatte in anni di studi e analisi da diversi specialisti che hanno seguito negli ultimi vent’anni l’evoluzione della vinificazione in Istria.
Oggi le cantine sono al passo con i tempi, la fermentazione a freddo consente di selezionare profumi e sapori, pilotando la vinificazione con maestrìa.
Ma in alcune botti, si produce ancora il vino nella maniera tradizionale per accontentare chi ama il sapore forte della tradizione, il Malvasia corposo, deciso. Sono esperienze che si possono fare facilmente seguendo le vie del vino. In tutti gli uffici turistici si possono trovare guide e cartine in lingua italiana che indicano gli itinerari con dovizia di particolari e storia delle varie famiglie di produttori.

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