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L’isola di Brac - Brazza

Mercoledì, 27 Maggio 2009

di Piero Magnabosco

La Splitska Vrata (porta di Spalato) che separa Solta da Brac è larga non più di 500 metri ed è uno stretto decisamente pittoresco.
Brac - Brazza è famosa fin dall’antichità per le sue cave di pietra, sfruttate già in epoca romana. Con la pietra di Brazza sono state costruite anche la Casa Bianca di Washington negli Stati Uniti e il Reichstag di Berlino. I primi coloni dell’isola furono, anche qui, i greci di Siracusa. Venne poi Roma. Il medioevo fu piuttosto tormentato perché erano in molti a contendersi Brazza: il comune di Spalato, il regno d’Ungheria, il regno di Bosnia, i pirati di Almissa, Venezia. Fu quest’ultima che riuscì a stabilizzare la regione agli inizi del ‘400. Da quel momento in poi la storia fu comune per tutte le isole. Sull’isola non c’è nessun centro particolarmente grande, ma molti paesi carini e ben conservati.
Cominciamo il nostro giro dell’isola da Sutivan - San Giovanni, il porto più ad ovest della costa settentrionale, e andiamo poi verso est. Sutivan è un paese piccolo e piacevole con diverse spiagge nei dintorni, come nella baia di Livka. Il porto, purtroppo, ha pochissimo posto e, oltre a questo, uno scarico rende l’acqua piuttosto sporca e puzzolente. Con la Bora la protezione è precaria e con il Maestrale del tutto assente. Ad est di Sutivan, il villaggio di Mirca, un po’ all’interno, ha un piccolo porto con una trattoria. Il posto è piacevole ma attenzione al Maestrale che alza onda. Anche la Bora, quando è forte, può creare problemi. Supetar (San Pietro) è il  capoluogo e non arriva a 3500 abitanti. I traghetti da Spalato fanno scalo qui. In estate c’è una certa animazione. In porto il posto per i diportisti non manca, ma il traffico disturba e il Maestrale alza un’onda fastidiosa che può anche diventare pericolosa quando supera una certa intensità. Sarebbe meglio venire qui in primavera o in autunno, quando è più tranquillo e la brezza pomeridiana è meno intensa e frequente. Ad est di Supetar inizia la parte meno frequentata dell’isola nonostante ci siano alcuni degli approdi più interessanti.

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Curzola la bella

Venerdì, 3 Aprile 2009

di Piero Magnabosco

Corcyra Melaina era il nome che, nel IV secolo a.C., le dettero i Greci provenienti da Siracusa durante il regno di Dionigi il Vecchio. Il fiorire di importanti colonie a Pharos (Starigrad-Castelvecchio nell’isola di Hvar-Lesina), Tragurium (Trogir-Traù nel continente), Issa (l’isola di Vis-Lissa) è la testimonianza della presenza ellenica che si sovrappose alle preesistenti popolazioni illiriche. Venne chiamata così perché allora, come oggi, era ricoperta da fitti boschi scuri. Pini d’Aleppo, cipressi, querce, ulivi selvatici, carrubi e lauri sono gli alberi più comuni.
L’isola si estende da ovest verso est per circa 30 miglia, il suo punto più occidentale è capo Proizd (N 42°50’,15  E 16°37’.50), il suo punto più orientale è capo Raznjiç (N 42°55’,00  E 17°12’,30). Il monte più alto è il Klupac con i suoi 568 metri e nella parte centrale ci sono delle fertili conche con bei vigneti ed alberi da frutto. Il clima è particolarmente mite, tant’è che vicino a Lombarda ci sono anche degli agrumeti. Dopo la morte di Dionigi, gli Illiri piano piano ripresero un ruolo importante e intorno al 230 a.C. il loro regno, sotto la guida della regina Teuta, si estendeva dall’Epiro alla foce della Narenta (Neretva). La capitale del regno era a Rizonico (Risan), nelle Bocche di Cattaro, e i suoi sudditi erano dediti alla pirateria a danno dei navigli romani.

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Curzola è anche il nome della principale cittadina dell’isola, testimone con le sue architetture dei profondi legami con Venezia e dell’abilità locale nella lavorazione della pietra. La parte antica della città è su una penisoletta completamente fortificata. Sia il lato orientale della penisola che quello occidentale sono dei porti; ad oriente, però, la banchina è riservata ai traghetti ma, contiguamente, è stato costruito il marina ACI, che offre diversi ormeggi. Se ormeggiate sul lato esterno prestate molta attenzione perché i traghetti in arrivo sollevano un’onda pericolosa. Sul lato occidentale ci sono un po’ di posti riservati ai diportisti, vicino alla Torre del Principe o Torre Tiepolo. Il porto ovest è meno protetto e se il Maestrale soffia gagliardo ci si può trovare in difficoltà.

Molto comoda al marina è una spiaggia di ciottoli simpatica e decisamente frequentata, immediatamente dopo la piscina usata per la pallanuoto. Più tranquilli e ridossati sono alcuni ancoraggi vicinissimi alla città: Luka (Porto Peocio) sulla parte orientale della città nuova e Banja un miglio ad ovest del paese. Curzola da sempre è famosa per la qualità delle sue costruzioni navali, il cantiere tuttora attivo è l’erede degli “squeri”, che per secoli hanno prodotto splendidi legni per veneziani e ragusei. Nel bel museo civico, di fronte alla cattedrale di San Marco nel palazzo Gabriellis, sono raccolte molte testimonianze della lunga attività cantieristica.

All’interno della Cattedrale, con la  facciata in stile gotico pugliese, spiccano, fra le altre, una tela del Tintoretto (San Marco tra San Girolamo e San Bartolomeo) e la pala con la Trinità di Jacopo da Bassano. Accanto alla cattedrale nella “Casa dell’Abbazia” (Opatijska Riznica) è visibile il ricco Tesoro dell’Abbazia e una bella collezione di dipinti, disegni e sculture.

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L’articolo completo, che riporta tutti gli approdi di Curzola, si trova nel numero 11 di Adriatico che si può ricevere sottoscrivendo l’abbonamento a 4 numeri (10€) attraverso il modulo scaricabile nella colonna di destra.