Granadilla Lab – Intervista sul fumetto erotico

By on aprile 3, 2019

Granadilla Lab è un collettivo che si occupa di disegni e fumetti a sfondo erotico. Il logo di
Granadilla Lab richiama la Passiflora, il fiore del frutto della passione, simbolo di un nuovo pianeta
che si inserisce nell’universo fumettistico internazionale, sull’onda del loro crescente successo
abbiamo intervistato questa interessante realtà

Ciao, vorreste innanzitutto raccontare come e quando è nato Granadilla lab?
Il Granadilla Lab è nato una sera, quasi per gioco, chiacchierando in chat su quello che avremmo
voluto vedere nel panorama fumettistico e dell’illustrazione. A un certo punto ci siamo detti:
“Perché non proporre noi quello che ci piace invece di aspettare che lo faccia qualcun altro?” ed
ecco che è sbocciata l’idea del collettivo e, successivamente, quella del nostro primo progetto:
CYRCUS.
La Passiflora che il vostro simbolo logo richiama dichiaratamente la passione, cosa è per voi la
passione?
Scegliere il logo non è stato semplice, è stata forse una delle cose più difficili perché volevamo un
simbolo che rappresentasse alla perfezione la nostra visione. Il fiore della Passiflora è venuto di
conseguenza proprio perché richiama la passione, che per noi è l’impegno e la dedizione totale che
gli artisti mettono nel lavoro che fanno e che spesso e volentieri, soprattutto nel mondo
dell’autoproduzione, non porta nemmeno un guadagno adeguato. La passione è quella cosa che
spinge questi straordinari artisti a darsi totalmente alla propria arte, è il carburante che permette
loro di non mollare mai e per noi è una cosa assolutamente da ammirare e da valorizzare. Inoltre
abbiamo voluto che il logo ricordasse anche la struttura di un atomo/pianeta per rimandare
all’idea di qualcosa in costante espansione.
La domanda precedente voleva riallacciarsi a quello che è il vostro fil rouge, voi siete
specializzati in fumetti erotici giusto?
Sì, in realtà al momento abbiamo solo prodotto un artbook ed uno sketchbook connesso a tema
erotico e boys’ love (un termine per gli addetti ai lavori che indica storie a tematica omoerotica
maschile), ma l’intenzione è proprio quella di creare prodotti collegati a questo genere.
In Italia abbiamo una bella linea storica, basti ricordare nomi come Manara, Valentina, è l’unico
vostro filone o ne seguite altri? E come è nata l’idea di inserirsi in questo genere?
Il nostro intento è quello di dare spazio proprio alla tematica dell’erotismo, genere che ci unisce. Ci
siamo incontrati e conosciuti nel privato proprio coltivando questa passione e abbiamo voluto
concretizzare in qualcosa che vedevamo realizzato da altri mettendoci anche del nostro. In realtà il
filone che abbiamo seguito è stato quella della cultura del pop contemporaneo rappresentata dallo
yaoi o BL giapponese (e qui ognuno di noi ha contribuito con proprio bagaglio di conoscenze e
preferenze tra vari autori e storie) o dei web comics americani (Hamlet Machine con il suo Star
Fighter su tutti).
Da profano, i Manga giapponesi hanno punti in comune con il fumetto erotico che ad esempio
create voi?
Sì, ma stiamo cercando di ibridizzare un genere erotico come lo Yaoi giapponese con qualcosa che
possa incontrare i gusti del mercato occidentale più maturo.

Avete esposto all’importante evento del Cartoomics, come è andata?
Cartoomics 2019 è stata la nostra prima fiera in assoluto come Collettivo durante la quale abbiamo
presentato in anteprima il nostro primissimo progetto, è stato qualcosa di pazzesco! Vedere che il
nostro lavoro ha riscontrato un così ampio consenso, ci ha veramente riempito il cuore di orgoglio.
Abbiamo organizzato una tre giorni fitta di appuntamenti con i nostri autori: in pratica al nostro
piccolo tavolo in self c’era sempre qualcuno a fare sketch e firme sugli albi. Questo ci ha permesso
di avere un contatto col pubblico ancora più stretto: sono venuti in tanti a farsi firmare le proprie
copie. Il fatto che in self area ci fossero molti dei nostri autori con i propri tavoli e che quindi si sia
creato una sorta di “Cyrcus Tour”, dove chi ha acquistato l’artbook andava di tavolo in tavolo a
farselo sketchare o firmare, ci ha fatti sentire parte di qualcosa che non fosse unicamente “il nostro
Cartoomics”, ma il “Cartoomics di tutti noi che abbiamo contribuito alla realizzazione di questo
progetto”: è stato davvero bello.
Pensate che l’arte del fumetto erotico sia correttamente valutata o piuttosto per il genere che
segna viva una situazione in cui è visto come un settore tenuto un poco in disparte?
Pensiamo che sia un filone in fase di espansione: negli ultimi anni sempre più artisti si stanno
dedicando a questo genere. Purtroppo però ci sono anche dei lati negativi: più di una volta
abbiamo sentito di artisti che non se la sentivano di disegnare soggetti erotici o che devono usare
uno pseudonimo altrimenti questo avrebbe potuto “macchiare” la loro reputazione, o non
avrebbero potuto lavorare in certi ambienti. Oltretutto i social, che per un certo periodo hanno
permesso il diffondersi dell’arte erotica, ora stanno facendo attiva opera di censura (per citare su
tutti, il caso Tumblr). Per quanto riguarda la situazione economica invece, il panorama italiano è
alquanto deludente su tutti i fronti: il lavoro della maggior parte dei creativi (e dico creativi perché
non sono solo i disegnatori, purtroppo) è parecchio svalutato e riuscire a guadagnarsi la pagnotta
diventa sempre più difficile.
Ho visto che avete partecipato al Sadistique, che esperienza è stata e come siete arrivati ad
esporre la vostra arte in questo contesto?
Un’altra di quelle esperienze folgoranti per la quale dobbiamo ringraziare Ayzad, che ci ha invitati
ad esporre le opere pubblicate all’interno di CYRCUS. Esporre in un contesto come il Sadistique, in
un locale meraviglioso come il Nautilus di Milano, ci ha fatto capire che la strada che abbiamo
imboccato è proprio quella che vogliamo percorrere. Fare parte, anche se per poche ore, di una
realtà dove l’erotismo è alla base totale dell’esperienza, ci ha permesso di vivere a pieno le
potenzialità del lavoro che stiamo facendo: dal libro al reale, anche se il nostro book non era
dedicato al BDSM, è stato come tuffarsi tra le pagine di un qualcosa che vorremmo “leggere” e
vedere stampato su carta. Chissà, prendiamo spunti da tutto ciò che ci circonda.
In un paese ancora gonfio di bigottismo e ipocrisia, non temete di essere identificati in maniera
scorrette? Quanto è difficile trovare un mercato per i vostri fumetti? Siete ricorsi anche al
crowdfunding, come è andata?
Anche se oggi più che mai l’Italia si sta dimostrando un paese davvero retrogrado e preoccupante
sotto molti punti di vista, noi non ci facciamo intimorire, perché l’erotismo per noi ha la stessa
dignità degli altri generi. Al momento, grazie all’autoproduzione, siamo inseriti in una nicchia di
mercato che funziona: la domanda è più ampia sotto vari aspetti e la disponibilità del pubblico

pagante più alta. Il crowdfunding è andato bene, oltre le nostre aspettative: nonostante fosse il
nostro primo progetto, il riscontro del pubblico è stato molto positivo. Consideriamo il
crowdfunding un ottimo metodo sia per farsi conoscere a livello globale, sia per produrre progetti a
livello indipendente. Tuttavia è un sistema che richiede molto impegno e, per esperienza personale,
sappiamo che questo impegno non va assolutamente sottovalutato.
Progetti futuri?
I progetti sono molti e diversi: continueremo a produrre Artbook a tematica erotica e al momento
stiamo progettando la realizzazione di un’antologia a fumetti. Continuate a seguirci sui nostri
social per rimanere aggiornati con tutte le novità. Grazie infinite per l’intervista e per il tempo che
ci avete dedicato dll Team Granadilla Lab.

MAURIZIO DONINI

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