T-LTRO III, la nuova tranche di operazioni non convenzionali della BCE

By on marzo 11, 2019

Finito il QE la BCE non cessa la sua attività di finanziamento all’Eurozona al fine di sostenere la
ripresa immettendo liquidità nel sistema e stimolando la crescita dell’inflazione verso quel 2% che
rappresenta il target della Banca Centrale Europea. Francoforte va quindi a rispolverare le
“Operazioni non convenzionali” che tanto bene fecero allo spread italiano ai tempi di Monti, in
particolare si tratta di una nuova tranche di T-LTRO (Targeted Longer-Term Refinancing
Operations) che va a rifinanziare 720 miliardi di euro in scadenza 2020-2021.
Rispetto le passate emissioni la scadenza viene accorciata a 2 anni rispetto i precedenti 4; i tassi
restano ancorati verso il basso allo 0,25% per i rifinanziamenti e -0,40% per i depositi presso la
BCE. L’Istituto Centrale ha preso atto del rallentamento della crescita globale che è prevista al
1,1% contrariamente al 1,6% che si pensava. I finanziamenti non potranno essere diretti
all’erogazione di mutui per l’acquisto di case, per evitare il nascere di una bolla immobiliare, ma la
liquidità consentirà alle banche di mantenere bassi i prestiti su questa tipologia di finanziamento
diretto alle famiglie. In base a questi è prevedibile che i valori di Euribor per i mutui a tasso
variabile e Eurirs per quelli a tasso fisso, restino fermi almeno fino al 2022.
L’avere escluso i mutui dai beneficiari delle operazioni di finanziamento costringe le banche
richiedenti a prestare liquidi direttamente a imprese e famiglie, alimentando quindi il sistema
produttivo. L’incognita è che avere previsto un tasso negativo dello -0,40% sui soldi lasciati in
deposito alla BCE, porterà le banche ad avere manica larga nella concessione dei prestiti, con
possibili ricadute in termini di affidabilità.
MAURIZIO DONINI

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