Scifoni: “Le ultime parole di Cristo”

By on febbraio 8, 2019

Domenica 10 febbraio alle ore 17:30 al Teatro Comunale di Altidona sarà ospite Giovanni Scifoni con il suo lavoro dal titolo “Le ultime sette parole di Cristo”.
Questo è il secondo appuntamento per Altidona della stagione teatrale insieme a Campofilone Pedaso.

Filmografia di Scifoni
La meglio gioventù, regia di Marco Tullio Giordana (2003)
Mio figlio, regia di Luciano Odorisio – Miniserie TV (2005)
L’onore e il rispetto, regia di Salvatore Samperi – Miniserie TV (2006)
Io non dimentico, regia di Luciano Odorisio – Miniserie TV (2008)
Un caso di coscienza 3, regia di Luigi Perelli – Miniserie TV (2008)
Don Matteo 6 (ep.4), regia di Elisabetta Marchetti – Serie TV (2008)
Io e mio figlio – Nuove storie per il commissario Vivaldi, regia di Luciano Odorisio – Serie TV (2010)
Il peccato e la vergogna, regia di Alessio Inturri e Luigi Parisi – Miniserie TV (2010)
Un medico in famiglia 7  (2011)
Pasolini, la verità nascosta, regia di Federico Bruno (2012)
L’ultimo papa re, regia di Luca Manfredi – Film TV (2013)
Paura di amare 2, regia di Vincenzo Terracciano – Miniserie TV (2013)
La Tempesta, regia di Fabrizio Costa – Film TV (2014)
A testa alta – I martiri di Fiesole, regia di Maurizio Zaccaro – Film TV (2014)
Una pallottola nel cuore, regia di Luca Manfredi – Miniserie TV (2014-2018)
Un passo dal cielo 3, regia di Monica Vullo e Jan Michelini – Serie TV (2015)
Squadra antimafia, regia di Christophe Tassin e Samad Zarmandili – Serie TV (2015, guest 2016)
Mò Vi Mento – Lira di Achille, regia di Stefania Capobianco e Francesco Gagliardi (2018)
Esordisce come conduttore televisivo nel 2017 con la trasmissione Beati Voi.

Lo spettacolo
Le ultime sette parole di Cristo;
Fu opera in musica di Haydn nel 1786 e viene oggi trasformata per l’occasione in un’avvincente giullarata. Le sette parole sono il canovaccio:
1) Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno.
2) In verità ti dico, oggi sarai con me nel regno dei cieli.
3) Donna ecco il tuo figlio. Ecco la tua madre.
4) Dio mio, perché mi hai abbandonato?
5) Ho sete.
6) Tutto è compiuto.
7) Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

La sofferenza del Redentore è affidata all’estro giullaresco di questo singolare trovatore cantastorie cattolico, che fa rinascere dalle basi la sua vocazione trovando il suo filone personalissimo nel teatro di narrazione. Tutte le epoche hanno avuto i loro giullari ed essi si sono abilmente influenzati. In questo lavoro si può riconoscere il Mistero Buffo di Dario Fo, come qualche monologo di Gaber o l’invettiva da teatro civile di Marco Paolini, ma sarebbe riduttivo il semplice accostamento anche se illustre. Giovanni Scifoni prosegue la strada dei suoi predecessori, soddisfando i bisogni profondamente radicati nella natura umana di ascoltare e raccontare storie, senza accettarne però i dogmi ideologici o religiosi; scherza sulla vita dei santi, detestando tutti gli imbonitori, le spettacolarizzazioni miracolistiche, i maghi, le superstizioni, i partiti. L’uso calibrato e gentile che fa del suo corpo,  lo fa giocare col pubblico a caratterizzazioni di tipi da strada un po’ border line: ci sono nello spettacolo scurrilità appena accennate, nonsense, buffonate mescolate a cultura umanistica e messaggi spirituali per i giovani.

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