Il barometro politico di Novembre 2018

By on dicembre 7, 2018

Cosa ci lascia questo novembre 2018 in fatto di politica? In realtà molto poco di concreto, se non la
riesumazione del trasformismo figlio delle precedenti repubbliche. Siamo stati inondati da dichiarazioni
bellicose da parte di Salvini e Di Maio, con Tria e Conte a cercare inutilmente di fare da pacieri; poi di fronte
alla realtà di uno spread in continua ascesa, con lo spettro delle sanzioni europee, i btp rimasti sul tavolo
invenduti, improvvisamente si scende a più miti patti.
Peccato che avere insultato Juncker e Moscovici come se si fosse in una taverna portuale abbia scatenato i
mercati ed invelenito i rapporti, dare dell’ubriacone al Presidente, per non parlare degli attacchi al
Governatore Draghi ed al Commissario all’Economia, non sana i conti in rosso.
Ma il trasformismo si è espresso anche nelle mancate risposte alle promesse elettorali, il video diventato
virale su Youtube dove Salvini giurava che avrebbe cancellato le accise, si è trasformato al contrario in un
aumento della benzina in Liguria, forse per punirli di aver avuto un ponte crollato… Ancora tasse sparse
secondo la fantasia dei neo-parlamentari, ora spunta quella ecologica, ma se in Francia ha scatenato una
guerra civile, qui verrà sicuramente digerita senza problemi. Un gravame che colpirà le auto più inquinanti,
fine lodevole se non fosse che sono anche i mezzi in possesso delle fasce meno abbienti, diventando quindi
una tassa sulla povertà. Semplificazioni? Non se ne vedono, provvedimenti strutturali? Men che meno.
Il reddito di cittadinanza cambia ogni settimana, così come la quota 100 varia ogni giorno, per fortuna il
Ministro Toninelli non manca di allietare il momento con le sue involontarie battute…
MAURIZIO DONINI

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