Intervista al Consigliere Delegato di UBI Banca Victor Massiah

By on novembre 7, 2018

Dott. Massiah, nelle ultime settimane le notizie dei mercati in Italia, ma anche all’estero,
sembrano additare una nuova fase di turbolenza per l’economia che potrebbe arrivare a colpire
imprese e famiglie. Lei ancora recentemente ha invitato alla prudenza e dichiarato che l’anno
che sta per chiudersi sarà migliore del precedente. Cosa la spinge a tali considerazioni di cauto
ottimismo?
E’ oggettivo che il contesto internazionale è più difficile. Siamo di fronte a dei bivi. La presunta o
potenziale guerra commerciale dei dazi è una guerra vera o è semplicemente un posizionamento
negoziale che poi si rivelerà essere semplicemente una tattica e non una strategia? Ovviamente
auspichiamo la seconda ipotesi, ma andremo a vedere quello che sarà l’effettivo risultato. Questo
che si sta creando è però un contesto di attese più negative. D’altra parte anche le ultime
statistiche sulle crescite internazionali ci dicono di crescite ancora positive ma inferiori, in termini
di dimensioni e di intensità, a quelle che ci sono state sino ad oggi, con l’eccezione
importantissima degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda il nostro Paese è evidente che questa minaccia di un contesto internazionale
più chiuso al commercio internazionale stesso è qualcosa di negativo per le nostre industrie, le
quali – come sappiamo tutti – sono più influenzate dalla componente di export che dalla
componente di consumo interno. È altrettanto vero però che fino ad oggi il consumo interno si è
rivelato sufficientemente positivo e, seppur con l’ultima frenata dell’ultimo trimestre, ci troviamo
comunque con un consolidato a livello annuo di quasi l’1% di crescita e quindi siamo ancora in
territorio positivo. Da qui il mio primo invito a “non esagerare”: in confronto alla crisi precedente,
dove eravamo in presenza di PIL negativo anche in intensità importante, ci troviamo ancora con un
PIL positivo. È ancora più vero che sia dal lato imprese sia dal lato banche ci troviamo con strutture
organizzative molto più robuste di prima, e comunque più robuste che al tempo della precedente
crisi. Sia dal lato delle imprese, che hanno saputo riconfigurarsi e che hanno subìto una vera e
propria selezione darwiniana, sia dal lato delle banche, che emergono, come abbiamo visto anche
dagli ultimi stress test, più solide dal punto di vista della patrimonializzazione e della resistenza a
eventuali urti. Per quanto ci riguarda ho detto che mi aspetto un risultato complessivo annuo
migliore di quello dell’anno precedente, e lo confermo. Anche questi ultimi risultati di quest’anno,
di questo trimestre in particolare, ci dicono che stiamo sopportando bene questa volatilità sui
mercati. È vero che inevitabilmente l’incremento dello spread ci ha portato ad avere un impatto in
senso negativo sul patrimonio, ma altre voci, altre componenti ci hanno permesso di assorbire
completamente questo impatto negativo, tant’è che il coefficiente patrimoniale CET1, quello più
rilevante per la misurazione della solidità è allo stesso identico livello di quello di giugno, quindi
questo vuol dire che la nostra banca è stata in grado di assorbire l’allargamento dello spread senza
avere conseguenze sui coefficienti patrimoniali. Resta vero che se non ci fosse stato avremmo
avuto coefficienti patrimoniali più alti, però intanto “portiamo a casa” una solidità e una capacità
di resilienza che è stata tipica anche durante le crisi precedenti e che confermiamo in questo
trimestre.
I risultati dei recenti stress test promossi dall’EBA e le conferme che arrivano da importanti
società di rating come S&P sembrano confermare anche in questa fase turbolenta la resilienza di
UBI Banca, sia come impresa, sia dal punto di vista della sua struttura finanziaria. Quali sono a
suo avviso i principali punti di attenzione per i prossimi mesi?
È evidente che, se da un lato gli stress test dimostrano che siamo tra le banche meno impattate in
un contesto di stress – lo dimostra il fatto che l’esito complessivo dell’impatto è nella parte

inferiore in termini di impatto della media europea – e questo è un fatto che evidentemente ci fa
molto piacere, dall’altro lato è oggettivo che la dimensione dei coefficienti patrimoniali in Europa
diventa sempre più elevata e quindi che il concentrarsi su un ulteriore arricchimento dei nostri
coefficienti patrimoniali deve essere – ed è sempre stato – parte della nostra strategia. Abbiamo
tutta una riserva di DTA (deferred tax asset – vantaggi fiscali differiti, ndr) che ammonta a circa
ottocento milioni, che sono tutti da sfruttare, e che sostanzialmente faranno parte della nostra
strategia per il prossimo periodo.
Venendo ai risultati di questa trimestrale, quali sono i fatti più rilevanti?
Direi che innanzitutto dobbiamo sottolineare due componenti di carattere straordinario. La prima
è la conclusione dell’accordo sindacale, l’ennesimo accordo sindacale, in perfetta linea e coerenza
con tutti quelli precedenti, quindi di accompagnamento delle nostre risorse più anziane verso
l’esodo pensionistico. Il costo è di 55 milioni lordi una tantum appostati in questo trimestre. Il
secondo è l’evento della GACS. È stata finalizzata la GACS, la quale a sua volta ha avuto un costo
coerente con quello previsto. L’insieme di questi due costi, nettati del loro impatto fiscale,
rappresentano circa 90 milioni di euro netti che mancano all’utile netto stated, e questa cosa ci
dice che obiettivamente, nonostante la volatilità del mercato, nonostante l’effetto dello spread,
noi ci siamo trovati a produrre comunque una componente economica interessante anche questo
trimestre, dimostrando anche sul lato economico e non solo sul lato patrimoniale quella resilienza
di cui parlavo prima. Per quanto riguarda le voci più importanti di conto economico il margine di
interesse ha risentito nel terzo trimestre in termini positivi di una componente di ulteriore
riduzione del costo del funding di un basis point, quasi inatteso se consideriamo il fatto di quanto è
stato incrementato sui mercati il costo del funding stesso. Siamo riusciti a far questo grazie alla
capacità di sostituire alcune delle emissioni istituzionali con emissioni interne che sono state fatte
evidentemente secondo la nuova logica del bail in, secondo le regole del Mifid 2, ma che siamo
riusciti a fare grazie alla fiducia confermata, da parte dei nostri clienti, nel profilo di rischio della
banca. Quella che deve ancora essere “messa a terra” fino in fondo è la componente di
riprezzamento degli impieghi. È un lavoro in corso, un lavoro che abbiamo iniziato da luglio, è un
lavoro che è difficile da fare perché in un contesto competitivo comunque ancora molto elevato
ma che è inevitabile perché razionale: se la componente di “materia prima” aumenta il suo costo,
e ciò sui mercati internazionali sta avvenendo, se il profilo di rischio si accentua di nuovo un poco
perché inevitabilmente la volatilità porta con sé un profilo di rischio un po’ più elevato, noi
dobbiamo essere capaci di ricondurre la componente di prezzo degli impieghi a questo nuovo
contesto, ed è il lavoro in corso che il nostro commerciale sta svolgendo e che so essersi
accentuato nel corso dell’ultimo trimestre. Per quanto riguarda la componente costi è di nuovo,
come sempre, come “da tradizione”, tutto perfettamente sotto controllo. Assistiamo a una
ulteriore riduzione degli stessi, l’“anno su anno” è qualcosa di importante, l’integrazione delle tre
banche ormai è definitivamente completata e i benefici cominciano ad apparire in maniera sempre
più significativa. Per quanto riguarda il costo del credito, le variabili fondamentali dimostrano di
nuovo una situazione sotto controllo; i nuovi crediti non performanti sono tornati, in termini di
flusso e di percentuale di afflusso, ai livelli pre-crisi, abbiamo una situazione di stock che si è
ridotto sensibilmente, grazie anche alla finalizzazione delle GACS di cui ho parlato prima, e un
ulteriore contributo alla riduzione verrà dalla finalizzazione della componente non GACS dell’FTA
(prima adozione IFRS9, ndr) che abbiamo annunciato, che prevediamo di concludere tra la fine di
quest’anno e l’inizio dell’anno prossimo. Nell’insieme, una banca che riesce a navigare in maniera
molto buona nonostante i mari molto più tempestosi, e che dimostra per l’ennesima volta di
conoscere il proprio porto e di saperci arrivare.

 

I risultati al 30 settembre 2018 del Gruppo UBI

Utile dei primi 9 mesi del 2018, al netto delle poste non ricorrenti, a 260,6 milioni1

, il miglior

risultato degli ultimi 10 anni (167,3 nei primi 9 mesi del 20172
)

Utile netto contabile a 210,5 milioni (86,2 milioni nei primi 9 mesi del 2017, al netto di 616,2

milioni di capital gain derivante dall’acquisizione delle 3 banche)

Al 30 settembre 2018, CET1 fully loaded all’11,42%, invariato rispetto a giugno 2018,
nonostante l’impatto dell’ulteriore allargamento degli spread sulla riserva di valutazione dei

titoli in portafoglio

(il dato non include utilizzi di DTA future e include pro-quota l’ipotesi di un dividendo)

LCR>1

NSFR >1 anche al netto del contributo del TLTRO2

A seguito della vendita delle sofferenze cartolarizzate e dell’attività di recupero, i crediti
deteriorati lordi si riducono di circa 1.517 milioni3

rispetto al 30 giugno 2018 e di 1.922 milioni

rispetto all’1.1.2018

Texas ratio al 91,3% (era del 101,4% a giugno 2018)

Costo del credito annualizzato a 57 punti base, invariato rispetto ai primi 6 mesi del 2018
Default rate4

annualizzato in ulteriore contrazione all’1,61% (1,67% a giugno 2018)
Raccolta totale a 192,7 miliardi (190,9 all’1.1.2018):
– Raccolta diretta a 94 miliardi (94,4 all’1.1.2018)
– Raccolta indiretta 98,8 miliardi (96,5 all’1.1.2018).

Performance particolarmente rilevante dei prodotti di bancassurance, passati a 24,7

miliardi (+14,4% vs 1.1.2018 e +2% vs giugno 2018)

Andamento in costante incremento del risparmio gestito attestatosi a 44,5 miliardi (+1,6% vs
1.1.2018 e stabile vs giugno 2018) in un mercato particolarmente difficile
Impieghi netti in bonis5

pari a 83,2 miliardi di euro, in diminuzione di circa 1 miliardo
rispetto al 30 giugno 2018, soprattutto per effetto di una politica di salvaguardia degli

spread (-0,3 miliardi rispetto all’1.1.2018)

1
Le poste non ricorrenti includono nei primi 9 mesi del 2018 gli oneri per incentivi all’esodo relativi all’accordo del settembre
scorso per 36,9 milioni netti (circa 55 lordi), 4,6 milioni netti relativi ad oneri sostenuti per progetti di Piano Industriale e 8,7 milioni
netti (12,9 lordi) relativi a contributi straordinari al Fondo di Risoluzione sostenuti nel 2trim2018. Non è inclusa tra le poste non
ricorrenti la perdita da cessione delle tranches mezzanine e junior della cartolarizzazione di sofferenze avvenuta a settembre 2018
(65,3 milioni lordi e 43,8 netti), inclusa nella voce 100 – risultato della finanza -.
2
I primi 9 mesi del 2017 includono le 3 banche acquisite a partire dal 1 aprile 2017. Si nota che nel primo trimestre del 2017 le 3
banche avevano riportato un risultato negativo e che quindi la loro inclusione pro-forma avrebbe portato ad un raffronto anno su anno
ancora più favorevole.
3
Di cui circa 1.496 milioni relativi alla cartolarizzazione GACS
4
Default rate: flussi lordi annualizzati da crediti performing a crediti deteriorati/ consistenze iniziali di crediti performing lordi (voce
40. 2) dello Stato Patrimoniale consolidato riclassificato)

2
***
3trim2018 / 2trim2018

Al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile netto del 3trim2018 si attesta a 38,5 milioni6
Utile contabile del 3trim2018 pari a 1,6 milioni, influenzato dagli oneri straordinari legati al
Piano Industriale (oneri relativi all’accordo sindacale firmato a settembre 2018 per 36,9
milioni netti) e dalle perdite relative alla cessione delle tranches della cartolarizzazione di

sofferenze (43,8 milioni netti)

Margine d’interesse a 452,6 milioni (458,4 nel 2trim2018), essenzialmente a seguito della
contrazione degli impieghi per effetto della politica di salvaguardia degli spread attuata dal

Gruppo

Commissioni nette a 380,5 milioni (400,6 milioni nel 2trim2018), influenzate da minori
collocamenti di prodotti gestiti, parzialmente compensati dal buon andamento delle

commissioni derivanti dall’attività bancaria tradizionale

Al netto delle commissioni upfront e di performance, le commissioni nette complessive segnano
un leggero incremento (+0,5%) rispetto al 2trim2018 nonostante la consueta stagionalità.
Si conferma ancora una volta il costante controllo degli oneri operativi, attestatisi a 607,5
milioni (vs 601,4 nel 2trim2018) nonostante l’inclusione del contributo ordinario stimato al

Fondo di Tutela dei Depositi per 38,9 milioni

Costo del credito a 123,8 milioni (55 punti base annualizzati) rispetto a 140,5 milioni nel

2trim2018 (61 punti base annualizzati)

Default rate7

del 3trim2018 annualizzato all’1,48% (confermando il dato positivo del

2trim2018)
***

Bergamo, 6 novembre 2018 – Il Consiglio di Gestione di Unione di Banche Italiane Spa (UBI Banca) ha
approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2018, che si sono chiusi con un utile di 210,5
milioni o di 260,6 milioni al netto delle poste non ricorrenti legate alla realizzazione del Piano
Industriale.
L’andamento economico del Gruppo
Nota metodologica
I risultati consolidati del Gruppo UBI includono, a partire dal 1 aprile 2017, le 3 Banche
recentemente acquisite. A causa della differenza di perimetro, non è quindi significativo il raffronto dei
primi 9 mesi del 2018 con l’analogo periodo del 2017. I risultati dei primi nove mesi del 2018 sono
consultabili in allegato.
Per contro, risulta più significativo il raffronto congiunturale trimestrale a perimetro omogeneo e
in regime di IFRS9 (3trim2018 rispetto al 2trim2018). In allegato, per completezza dell’informativa, è
stato esposto un confronto con le risultanze del 3trim2017, contabilizzate ancora in vigenza dello IAS39-
che non consente un adeguato raffronto soprattutto del margine d’interesse, dell’attività di negoziazione
e copertura, e del costo del credito anno su anno – ma riesposte per tener conto delle nuove
5 Voce 40. 2) dello Stato Patrimoniale consolidato riclassificato.
6
Le perdite relative alla cessione delle tranches della cartolarizzazione di sofferenze (43,8 milioni netti) non sono oggetto di
normalizzazione. Sono stati normalizzati solo gli oneri relativi all’accordo sindacale (36,9 milioni netti)
7
Vedasi nota 4

3

classificazioni introdotte dal 5° aggiornamento, datato 22/12/2017, della Circolare Banca d’Italia n.
262/2005, applicabile a partire dall’1/1/2018.
I risultati economici del Gruppo
Il terzo trimestre del 2018 si è chiuso con un utile al netto delle componenti non ricorrenti di 38,5
milioni (101,1 milioni di euro nel 2trim2018 e 37,3 nel 3trim2017).
L’utile netto incluse le componenti non ricorrenti si è attestato a 1,6 milioni, influenzato da oneri
straordinari legati al Piano Industriale (oneri legati all’accordo sindacale firmato a settembre 2018 per
36,9 milioni netti nel trimestre) e dalle perdite (43,8 milioni netti) relative alla cessione delle tranches
mezzanine e junior della cartolarizzazione di sofferenze, che ne ha consentito il deconsolidamento.
Tale utile si raffronta con un utile netto di 91,2 milioni nel 2trim2018 e di 6,4 milioni nel 3trim2017.
Nel 3trim2018, il risultato della gestione operativa si è attestato a 200,5 milioni, in riduzione rispetto ai
310,1 milioni registrati nel 2trim2018 principalmente per effetto del decremento dei proventi operativi
a 808 milioni (-11,3% vs 2trim2018) – attribuibile essenzialmente alla perdita registrata sulla vendita
delle tranches della cartolarizzazione di sofferenze, che ha fatto passare il risultato della finanza a -59,3
milioni (dai +18,5 del 2trim2018), e alle minori commissioni di performance e up front sul collocamento
di sicav e prodotti assicurativi. Gli oneri operativi hanno confermato una buona performance,
attestandosi, nonostante l’inclusione di 38,9 milioni di contributo al fondo di tutela dei depositi, a 607,5
milioni nel 3trim2018 rispetto ai 601,4 del 2trim2018.
Nel dettaglio, il margine d’interesse definito in base all’IFRS9 si è attestato a 452,6 milioni (458,4
milioni nel 2trim2018), con le seguenti componenti:
– al netto degli impatti propri dell’applicazione dell’IFRS98

, il margine derivante dall’attività di
intermediazione creditizia con la clientela ha ritracciato leggermente la crescita progressiva
registrata nei precedenti 4 trimestri, passando a circa 388 milioni dai 395 milioni nel 2trim2018.
Si conferma la riduzione del costo del funding, con un mark down rispetto all’Euribor 1 mese
migliorato ancora leggermente a -65 punti base nel 3trim2018 (dai -66 del 2trim2018), mentre il
mark up è risultato in leggera contrazione risentendo del differenziale di tasso tra gli impieghi in
scadenza e le nuove erogazioni. Il margine d’interesse ha inoltre risentito di una contrazione, in
parte stagionale, dei volumi, anche in conseguenza della politica di salvaguardia dello spread ai fini
di mantenere un’adeguata redditività corretta per il rischio. Complessivamente pertanto il 3trim
evidenzia una leggera contrazione della forbice clientela a 172pb9

rispetto ai 175pb del 2trim2018.
– il contributo delle attività finanziarie nel 3trim2018 è salito a 44 milioni circa, in leggera crescita
rispetto ai 43 milioni del 2trim2018 grazie all’attenta gestione del portafoglio titoli di proprietà.
Nell’ambito di tale gestione si è assistito a un’ulteriore riduzione delle consistenze e della credit
sensitivity.
– l’apporto al margine d’interesse dell’attività sull’interbancario, che comprende il TLTRO2, si attesta
nel 3trim2018 a -0,1 milioni rispetto ai -1,9 milioni del 2trim2018.
Anche in relazione alla consueta stagionalità, nel 3trim2018 le commissioni nette si sono ridotte a
380,5 milioni dai 400,6 del 2trim2018.
Nel 3trim2018, l’apporto delle commissioni relative all’attività bancaria tradizionale, salito a 182
milioni dai circa 173 del 2trim2018, conferma il buon esito delle azioni di repricing annunciate nel
2trim2018.
Per contro, nel trimestre si è contratto il contributo dei servizi legati all’attività in titoli a 198,4
milioni di euro (dai 227,8 milioni del 2trim2018); tale diminuzione è da attribuirsi in gran parte alla
minor presenza di commissioni up front e di performance, scese per effetto di minori collocamenti di
fondi e di prodotti di bancassurance (a fronte della consueta stagionalità ma anche del collocamento di
8
Impatti IFRS9 sul margine d’interesse. Nel 3trim2018: +30,8 milioni (+35,5 milioni nel 2trim2018) relativi a interessi su crediti
(time reversal e svalutazione interessi su inadempienze probabili), -8,4 milioni (-13,4 milioni nel 2trim2018) relativi a modifiche
contrattuali che non determinano una cancellazione del credito.
9
Trattasi di spread che non include i benefici del TLTRO2.

4

prestiti obbligazionari alla clientela in relazione alle difficoltà espresse dai mercati internazionali) e
dell’andamento dei mercati.
Al netto delle commissioni upfront e di performance, le commissioni nette complessive segnano un
leggero incremento (+0,5%) rispetto al 2trim2018.
Uno dei principali impatti sui proventi operativi deriva dal risultato della finanza, che ha registrato nel
trimestre -59,3 milioni (+18,5 nel 2trim2018), sintesi degli andamenti seguenti:
– il risultato da cessione/riacquisto di attività e passività finanziarie, che include nel terzo trimestre le
perdite da cessione delle tranches mezzanine e junior della cartolarizzazione di sofferenze (65,3
milioni lordi) e altri costi collegati alla medesima operazione (per ulteriori 8,6 milioni), si è
attestato a -74,1 milioni (11,2 nel 2trim2018)
– il risultato netto dell’attività di negoziazione ha totalizzato 21,6 milioni (22,5 nel 2trim2018)
– il risultato netto dell’attività di copertura è pari a -3,2 milioni (-2,7 nel 2trim2018)
– il risultato netto delle attività/passività valutate al fair value è pari a -3,6 milioni (-12,6 milioni nel
2trim2018).
Si conferma solido il risultato della gestione assicurativa, riferito alle società apportate al Gruppo
dalla ex Banca Tirrenica, che totalizza 4 milioni nel 3trim2018 (erano 5,5 milioni nel 2trim2018).
Il continuo controllo dei costi si è di nuovo riflesso positivamente sugli oneri operativi.
Gli oneri operativi hanno infatti totalizzato 607,5 milioni nel 3trim2018 (inclusa la stima di 38,9
milioni di contributo ordinario al Fondo di Tutela dei Depositi contabilizzati nel periodo) rispetto
ai 601,4 del 2trim2018 (che includevano contributi per un totale di 7,9 milioni al Fondo di
Risoluzione10), riuscendo grazie alla riduzione delle poste operative a pressoché compensare
l’impatto dei maggiori contributi obbligatori.
Al netto dei contributi registrati nei due trimestri, gli oneri operativi risultano infatti in discesa
trimestre su trimestre di circa 25 milioni (-4,2%).
Nel dettaglio,
le spese per il personale ammontano a 367,9 milioni (-1,7% vs 2trim2018) e riflettono la strategia di
esodi volontari, assistita al contempo da assunzioni di giovani risorse qualificate, inclusa nel Piano
Industriale.
Si rammenta che nel mese di settembre è stato firmato un nuovo accordo sindacale per l’uscita di
ulteriori 369 risorse, i cui costi up front per 55 milioni lordi (36,9 netti di imposte) sono registrati in
una voce dedicata “oneri per piano di incentivo all’esodo”. I risparmi di costo relativi all’Accordo
sono stimati in 28,5 milioni di euro annui a partire dal 2019.
le altre spese amministrative si sono attestate a 198,7 milioni (incluso il contributo al Fondo di
tutela dei depositi per 38,9 milioni) rispetto ai 186,6 milioni del 2trim2018 (che includevano
contributi per un totale di 7,9 milioni al Fondo di Risoluzione11). Al netto di tali contributi, le
spese amministrative si sono ridotte di 19 milioni (-10,6%).
le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali sono rimaste pressoché invariate a 41 milioni
dai 40,4 del 2trim2018.
Nel terzo trimestre dell’anno sono state iscritte rettifiche di valore nette per deterioramento crediti
verso la clientela per 123,8 milioni di euro, configurando un costo del rischio annualizzato12 di 55 punti
base (140,5 milioni nel 2trim2018, con un costo del rischio di 61 pb).
La copertura dei crediti in bonis del Gruppo risulta elevata e pari allo 0,64%, sostanzialmente invariata
rispetto al 2trim2018.

10 Derivanti nel 2trim2018 da 12,9 milioni di contributo straordinario al Fondo di Risoluzione e da una rettifica in diminuzione della
stima di contributo ordinario per 5 milioni (da 34,2 milioni stimati nel 1trim2018 a 29,2 milioni nel 2trim2018).
11 Vedasi nota precedente
12 Calcolato come rapporto tra voce 130a (crediti verso la clientela) del Conto Economico consolidato riclassificato e la voce 40 2)
dello Stato Patrimoniale consolidato riclassificato, annualizzato

5

Le imposte stimate per il 3trim2018 ammontano a 26,2 milioni, configurando un tax rate del 36,5%
(35,7% nel 2trim2018). In conseguenza del trattamento fiscale degli impatti della FTA dell’IFRS9
sull’utile 2018, si stima che non si configureranno nel corrente esercizio i presupposti per la rilevazione
contabile delle attività fiscali sulle perdite degli esercizi pregressi delle 3 Banche acquisite.

***

Gli aggregati patrimoniali
NOTA METODOLOGICA
Il commento che segue si riferisce alle situazioni contabili (30.9.2018, 30.6.2018 e 1.1.2018) che
recepiscono l’IFRS9 e l’applicazione del 5° aggiornamento della Circolare Banca d’Italia n. 262/2005.
Al 30 settembre 2018, i crediti netti verso la clientela13 si attestano complessivamente a 89,6 miliardi,
rispetto ai 91,3 del 30.6.2018 e ai 91 dell’1.1.2018.
All’interno dell’aggregato,
– i crediti netti in bonis risultano in flessione, attestandosi a 83,2 miliardi dagli 84,2 di fine giugno
2018, essenzialmente per effetto della politica di salvaguardia dello spread divenuta più stringente
nella seconda parte dell’anno, che ha riportato lo stock, in assenza di nuovo lending sostitutivo con
adeguata remunerazione, prossimo ai livelli di inizio anno (83,5 miliardi all’1.1.2018);
– i crediti deteriorati netti risultano in costante contrazione, passando a 6,37 miliardi dai 7,14 miliardi
del 30 giugno 2018 e dai 7,45 miliardi dell’1.1.2018 (rispettivamente -10,8% vs giugno 2018 e –
14,5% vs 1.1.2018).
Si rammenta che è prevista una seconda cessione di crediti, principalmente unsecured, e per un
importo inferiore a quello della cartolarizzazione GACS già conclusa, da finalizzare nel
4trim2018/1trim2019.
Più in dettaglio, per quanto riguarda l’evoluzione dei crediti deteriorati:
– lo stock14 di crediti deteriorati totali lordi si è attestato a 10.491,6 milioni, in diminuzione del
12,6% (o 1.516,8 milioni) rispetto al 30 giugno 2018, e del 15,5% (o 1.922 milioni) rispetto
all’1.1.2018. La riduzione è da attribuirsi sia alla vendita delle tranches mezzanine e junior della
cartolarizzazione di sofferenze, che ne ha consentito il deconsolidamento, sia agli elevati livelli dei
recuperi15 che si confermano, sebbene con una certa stagionalità, anche a settembre 2018 (al 30
settembre 2018, i tassi di recupero erano del 9,6% annualizzato sul totale crediti deteriorati e del
5,5% annualizzato sulle sole sofferenze; a settembre 2017, tali percentuali si attestavano
rispettivamente all’8,1% e al 4,3%).
L’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale dei crediti lordi passa all’11,14% dal 12,41% del
30 giugno 2018 (era il 12,85% all’1.1.2018).
Anche in termini netti, gli stock di crediti deteriorati si sono posizionati a 6.369,2 milioni, con
una contrazione importante del 10,8% rispetto al 30.6.2018 e del 14,5% rispetto all’1.1.2018.
L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti passa al 7,11% dal 7,82% del 30
giugno 2018 (era l’8,19% all’1.1.2018).
Nonostante la cartolarizzazione e vendita di sofferenze soprattutto unsecured, quindi con tassi di
copertura più elevati sia in relazione allo status “sofferenze” che alla categoria “non garantite”, la
copertura contabile totale dei crediti deteriorati ha riportato un impatto limitato, passando al
39,29% dal 40,52% del giugno 2018 (era il 40% all’1.1.2018), grazie alla presenza di importanti
write off sulle posizioni cedute, che, assieme alle coperture contabili, rappresentano il reale livello
di svalutazione dei crediti deteriorati.

13 Voce 40. 2) dello Stato Patrimoniale consolidato riclassificato.
14 Vedasi tabelle allegate
15 Calcolato come: incassi / (stock crediti deteriorati lordi di inizio periodo + variazioni in aumento)

6

In particolare, le sofferenze sono ulteriormente scese a 5.804,9 milioni dai precedenti 7.192,5
milioni in termini lordi, e a 2.844,5 milioni, dai precedenti 3.473,5 milioni in termini netti (erano
7.340,2 e 3.519,1 all’1.1.2018), con una copertura del 51% (51,71% a giugno 2018 e 52,06%
all’1.1.2018).
– I nuovi flussi lordi di crediti da bonis a deteriorati hanno configurato nel terzo trimestre
dell’anno un default rate annualizzato pari all’1,48%, invariato rispetto al 2trim2018, e in riduzione
rispetto all’1,85% registrato nel primo trimestre dell’anno.
Sui 9 mesi, il default rate annualizzato si attesta all’1,61%, in riduzione rispetto all’1,67%
annualizzato del primo semestre.
– Grazie alla contrazione degli stock di crediti deteriorati, il Texas ratio16 scende al 91,3% dal
precedente 101,4%.
Al 30 settembre 2018, la raccolta diretta del Gruppo ammonta a 94 miliardi, in riduzione rispetto ai 95
del giugno 2018, risultato dei seguenti andamenti:
– scende la raccolta diretta da clientela ordinaria a 76,7 miliardi dai 78,9 miliardi del 30 giugno
2018 per effetto essenzialmente di:
. una riduzione della liquidità investita nell’aggregato “conti correnti e depositi” a circa 66 miliardi
(-0.8 miliardi), parzialmente spostatasi sul risparmio gestito che cresce trimestre su trimestre;
. una riduzione delle voci “ depositi a scadenza” e “pronti contro termine passivi” per complessivi
0,7 miliardi;
. una riduzione di circa 400 milioni nell’aggregato relativo alle obbligazioni collocate sulla clientela
captive, nonostante nuove emissioni effettuate nel periodo che hanno compensato scadenze per
oltre 1 miliardo.
– cresce la raccolta istituzionale a 17,2 miliardi17 (16,1 miliardi a giugno 2018), che include, oltre ai
consueti strumenti di raccolta, la prima emissione di Senior Non Preferred effettuata con valuta 5
aprile 2018 per 500 milioni, sotto programma EMTN.
Come sopra riportato, la raccolta indiretta si conferma ancora in crescita progressiva a 98,8 miliardi
dai 98,5 del giugno 2018 (e dai 96,5 dell’1.1.2018). In particolare, sul trimestre:
– il risparmio gestito in senso stretto si attesta 44,5 miliardi, in crescita di circa 76 milioni rispetto a
giugno 2018;
– la raccolta assicurativa sale a 24,7 miliardi (+2% rispetto ai 24,2 del giugno 2018);
– la raccolta amministrata ammonta a 29,5 miliardi (29,8 miliardi a giugno 2018), impattata
dall’effetto performance (-0,3 miliardi) derivante dalla volatilità dei mercati.
L’esposizione del Gruppo verso la BCE a titolo di TLTRO2 è pari a 12,5 miliardi di euro nominali.
Il profilo di scadenza contrattuale di tale esposizione TLTRO2, iscritta tra i “Debiti verso Banche” e
quindi non inclusa nella raccolta diretta, prevede il rimborso di 10 miliardi a giugno 2020 e 2,5 miliardi
a marzo 2021.
Il Gruppo continua a beneficiare della solida posizione di liquidità, con indici (Net Stable Funding Ratio
e Liquidity Coverage Ratio) costantemente superiori a 1. Si conferma che il NSFR è >1 anche al netto
del contributo del TLTRO2.
Le attività stanziabili a disposizione del Gruppo sono complessivamente pari, al 30 settembre 2018, a
30,8 miliardi di euro (di cui 15,9 disponibili) già al netto degli haircut, e inclusi 7,9 miliardi di liquidità
depositata presso la BCE .
Coerentemente con la strategia di de-risking perseguita nel Piano Industriale, le attività finanziarie18
del Gruppo si sono ulteriormente ridotte nel 3trim2018, raggiungendo al 30 settembre una consistenza
16 Calcolato come Crediti deteriorati netti totali / ((patrimonio netto escluso l’utile e i terzi) – attività immateriali totali).
17 Di cui covered bonds 10,7 miliardi (invariato rispetto al 30.6.2018), EMTN 4,5 miliardi (erano 4,7), pronti contro termine e altro
per circa 2 miliardi (erano 0,7).

7

di 15,4 miliardi di euro (15,7 al 30.6.2018 e 17,1 all’1.1.2018), di cui 9,3 miliardi relativi a titoli di stato
italiani (9,9 al 30.6.2018 e 11,4 all’1.1.2018). Si riduce la modified duration e la sensitivity alla
variazione degli spread.
Al 30 settembre 2018, il patrimonio netto del Gruppo, incluso l’utile, ammonta a 8.898.567 mila euro,
in leggera discesa rispetto ai 8.964.893 mila euro del 30.6.2018 essenzialmente per effetto della
contrazione della riserva di valutazione del portafoglio titoli a seguito dell’allargamento degli spread.
Sempre al 30 settembre 2018, il CET1 di Gruppo si attesta all’11,79% phased in (ben al di sopra del
requisito SREP per il 2018, pari all’8,625%) e all’11,42% fully loaded, risultando invariato rispetto a
giugno 2018 (era rispettivamente l’11,78% phased in e l’11,42% fully loaded al 30 giugno 2018).
L’ulteriore allargamento degli spread sulla riserva di valutazione del portafoglio titoli di proprietà (circa
12 punti base) è stato infatti compensato dall’impatto dell’uscita delle sofferenze in relazione
all’operazione di cartolarizzazione GACS conclusa a settembre e dal recupero di eligibilità delle
garanzie a seguito del costante lavoro di aggiornamento della documentazione (complessivamente 10
punti base) nonché dalla riduzione dei volumi di impiego.
Il CET1 non include alcun beneficio da utilizzo di DTA delle tre Banche acquisite. Si rammenta inoltre
che i crediti ai clienti propri delle 3 Banche acquisite sono ancora inclusi a modello standardizzato;
l’estensione del modello IRB è attesa nel corso del 4trim2018.
Alla fine dei primi 9 mesi dell’anno, il Total Capital Ratio del Gruppo ammonta al 14,25% phased in
(era il 14,13% al 30.6.2018) e al 13,89% fully loaded (era il 13,77% al 30.6.2018).
Infine, al 30.09.2018 il leverage ratio del Gruppo si attesta al 5,35% phased-in e al 5,17% fully loaded.

***

Al 30 settembre 2018, la forza lavoro del Gruppo UBI Banca risultava costituita da 20.981 risorse
rispetto alle 21.123 risorse di fine giugno 2018 (erano 22.122 a giugno 2017, prima data di reporting
dopo l’acquisizione delle 3 Banche in Centro Italia).
Al 15 ottobre 2018, l’articolazione territoriale nazionale conta 1.651 sportelli, e ha già raggiunto la
dimensione prevista per il 2020 nel Piano Industriale. Si rammenta che a giugno 2017, prima data di
reporting dopo l’acquisizione delle 3 Banche, il Gruppo contava 1.948 sportelli.

***

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Elisabetta Stegher, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Unione di
Banche Italiane Spa attesta, in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 154 bis del
“Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria”, che l’informativa contabile
contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture
contabili.

***

Prevedibile evoluzione della gestione
Data la situazione di incertezza sui mercati, l’evoluzione del margine di interesse nell’ultimo trimestre
del 2018 dipenderà dall’esito della politica di repricing degli impieghi alla clientela e dall’evoluzione del
costo del funding a medio-lungo termine.
Si prevede che le commissioni nette beneficino della consueta e positiva stagionalità che caratterizza
l’ultima parte dell’esercizio.

18 Somma delle voci 20.3), 30.3) e 40.3) – titoli dello Stato Patrimoniale consolidato riclassificato.

8

Si conferma l’obiettivo di contenimento degli oneri operativi, in anticipo rispetto alle previsioni di Piano
Industriale.
Si prevede di mantenere il trend di riduzione del costo del credito rispetto al 2017.
Infine, si conferma la previsione di realizzare una operazione di cessione di sofferenze (senza
cartolarizzazione) entro fine 2018/inizio 2019.
***

Comunicato di deposito
UBI Banca comunica che sono consultabili sul sito internet della Banca www.ubibanca.it nella sezione
Corporate Governance la “Policy Unica in materia di operazioni con Parti Correlate ai sensi del
Regolamento Consob n.17221/2010, Soggetti Collegati ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza 263 di
Banca d’Italia, Personale Rilevante del Gruppo UBI, Soggetti Rilevanti ai sensi dell’Articolo 136 TUB
e Altri Soggetti Rilevanti” e il “Regolamento di Gruppo in materia di Operazioni con Parti Correlate ai
sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010, Soggetti Collegati ai sensi delle Disposizioni di
Vigilanza 263 di Banca d’Italia, Personale Rilevante del Gruppo UBI, Soggetti Rilevanti ai sensi
dell’Articolo 136 TUB e Altri Soggetti Rilevanti”.
Tali documenti sostituiscono i previgenti “Regolamento Parti Correlate” e “Regolamento Soggetti
Collegati” – come da ultimo modificati e pubblicati nel 2017 – e disciplinano per il Gruppo UBI la
gestione delle operazioni con parti correlate, soggetti collegati, personale rilevante di gruppo e soggetti
rilevanti ai sensi dell’art. 136 del D. Lgs. 385/1993 (TUB), in attuazione delle vigenti disposizioni
normative e regolamentari, nonché con ulteriori soggetti rilevanti come individuati in via di
autoregolamentazione da parte del Gruppo UBI.

Per ulteriori informazioni:
UBI Banca – Investor Relations – tel. +39 035 3922217
E-mail: investor.relations@ubibanca.it
UBI Banca – Media Relations – tel. +39 027781 4213 – 4938
E-mail: media.relations@ubibanca.it
Copia del presente comunicato è disponibile sul sito www.ubibanca.it

i

Allegati – Gruppo UBI Banca: prospetti riclassificati e schemi obbligatori
– Stato patrimoniale consolidato riclassificato
– Conto economico consolidato riclassificato
– Conto economico consolidato riclassificato al netto delle più significative voci non ricorrenti
– Conto economico consolidato riclassificato al netto delle più significative voci non ricorrenti (dettaglio
trimestrale)
– Stato patrimoniale consolidato – schema obbligatorio
– Conto economico consolidato – schema obbligatorio
– Tavola crediti

***
Note esplicative alla redazione di schemi e prospetti consolidati
Gli Schemi di Bilancio obbligatori sono coerenti con quelli definiti dalla Circolare di Banca d’Italia 262/2005 e
forniscono, oltre al dato contabile al 30 settembre 2018, le seguenti informazioni comparative riesposte:
– Stato patrimoniale: 31 dicembre 2017;
– Conto economico: 30 settembre 2017.
Come già avvenuto al 31 marzo 2018 e al 30 giugno 2018, gli Schemi sono stati redatti in ossequio alle previsioni del
5° aggiornamento della Circolare 262/2005 e divergono pertanto da quelli utilizzati per il Bilancio consolidato del
Gruppo UBI Banca al 31 dicembre 2017 e per il Resoconto Intermedio di gestione al 30 settembre 2017, redatti secondo
le previsioni del 4° aggiornamento della stessa circolare.
Ai sensi del principio contabile internazionale IAS 1 “Presentazione del bilancio”, i dati patrimoniali ed economici dei
periodi di raffronto sono stati quindi ricondotti alle nuove voci di bilancio.
Si precisa inoltre che i dati patrimoniali ed economici al 30 settembre 2018 non sono pienamente comparabili con quelli
riferibili ai periodi di raffronto in quanto questi ultimi sono stati determinati in applicazione del principio contabile
internazionale IAS 39, in vigore nel periodo oggetto di reporting. Ai sensi del par. 7.2.15 del principio IFRS 9, infatti,
non è previsto l’obbligo di rideterminazione dei dati riportati ai fini comparativi.
Si rammenta che i dati economici al 30 settembre 2018 non risultano omogenei con le evidenze al 30 settembre 2017
dal momento che queste ultime rappresentano il Gruppo UBI Banca con il contributo delle Banche Acquisite1 a partire
dal 1° aprile 2017, data di acquisizione del controllo ai sensi dell’IFRS 3.
Per approfondimenti sulla riconciliazione dei dati patrimoniali ex IAS 39 pubblicati nel Bilancio consolidato del
Gruppo al 31 dicembre 2017 con quelli determinati al 1° gennaio 2018 in applicazione delle previsioni dell’IFRS 9 in
termini di classificazione, misurazione e impairment, si rinvia a quanto pubblicato nel Resoconto intermedio di
Gestione al 31 marzo 2018 nel capitolo “La transizione ai nuovi principi contabili IFRS 9 e IFRS 15” e nel medesimo
capitolo nella Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018.
***

I Prospetti riclassificati sono stati predisposti sulla base degli schemi di cui al 5° aggiornamento della Circolare Banca d’Italia
n. 262/2005.
Si rimanda alle “note esplicative alla redazione dei prospetti consolidati” incluse nelle relazioni finanziarie periodiche
del Gruppo per una declinazione puntuale delle regole seguite nella redazione dei prospetti.
Al fine di agevolare l’analisi dell’evoluzione economica del Gruppo ed in ottemperanza alla Comunicazione Consob n.
DEM/6064293 del 28 luglio 20062

, è stato inserito un apposito Prospetto, di natura analitica, che evidenzia l’impatto

economico dei principali eventi ed operazioni non ricorrenti.
1 Banca Adriatica (ex Nuova Banca delle Marche), Banca Tirrenica (ex Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio) e Banca Teatina (ex Nuova Cassa di
Risparmio di Chieti) e rispettive Controllate.
2
In seguito all’entrata in vigore (dal 3 luglio 2016) degli Orientamenti ESMA/2015/1415, le cui linee guida la Consob ha incorporato nelle proprie
prassi di vigilanza e monitoraggio degli emittenti, i criteri del Gruppo UBI Banca in materia di identificazione delle poste non ricorrenti
(evidenziate nei Prospetti normalizzati) sono stati oggetto di revisione.
I nuovi criteri approvati dal Consiglio di Gestione del 18 ottobre 2016 circoscrivono il carattere di non ricorrenza a ben specifici proventi ed oneri
(connessi ad esempio all’adozione di un Piano Industriale, oppure agli impatti valutativi e realizzativi su immobilizzazioni materiali, immateriali,
finanziarie e titoli HTM, agli effetti di modifiche normative e metodologiche, nonché ad eventi straordinari, anche di natura sistemica).

ii

Gruppo UBI Banca: Stato patrimoniale consolidato riclassificato

ATTIVO
10. Cassa e disponibilità liquide 625.652 616.368 811.578 9.284 1,5% -185.926 -22,9%
20.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico 1.469.508 1.488.445 1.979.802 -18.937 -1,3% -510.294 -25,8%
1) crediti verso Banche 13.444 14.796 14.755 -1.352 -9,1% -1.311 -8,9%
2) crediti verso Clientela 283.496 313.580 362.425 -30.084 -9,6% -78.929 -21,8%
3) titoli e derivati 1.172.568 1.160.069 1.602.622 12.499 1,1% -430.054 -26,8%
30.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva 10.640.301 11.527.974 12.435.307 -887.673 -7,7% -1.795.006 -14,4%
1) crediti verso Banche – – – – – – –
2) crediti verso Clientela 15 – – 15 – 15 –
3) titoli 10.640.286 11.527.974 12.435.307 -887.688 -7,7% -1.795.021 -14,4%
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 103.431.623 103.886.299 101.833.189 -454.676 -0,4% 1.598.434 1,6%
1) crediti verso Banche 10.248.127 9.513.708 7.814.815 734.419 7,7% 2.433.312 31,1%
2) crediti verso Clientela 89.554.538 91.342.643 90.980.959 -1.788.105 -2,0% -1.426.421 -1,6%
3) titoli 3.628.958 3.029.948 3.037.415 599.010 19,8% 591.543 19,5%
50. Derivati di copertura 65.350 59.804 169.907 5.546 9,3% -104.557 -61,5%
60.
Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-) -6.002 33.826 -2.035 -39.828 n.s. 3.967 194,9%
70. Partecipazioni 243.646 240.509 243.165 3.137 1,3% 481 0,2%
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 195 373 347 -178 -47,7% -152 -43,8%
90. Attività materiali 1.824.737 1.799.295 1.811.743 25.442 1,4% 12.994 0,7%
100. Attività immateriali 1.710.712 1.711.908 1.728.328 -1.196 -0,1% -17.616 -1,0%
di cui: avviamento 1.465.260 1.465.260 1.465.260 – – – –
110. Attività fiscali 4.076.685 4.122.268 4.184.524 -45.583 -1,1% -107.839 -2,6%
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 735 1.384 962 -649 -46,9% -227 -23,6%
130. Altre attività 1.123.257 1.415.721 1.451.059 -292.464 -20,7% -327.802 -22,6%
Totale dell’attivo 125.206.399 126.904.174 126.647.876 -1.697.775 -1,3% -1.441.477 -1,1%
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 110.633.386 111.617.355 111.182.776 -983.969 -0,9% -549.390 -0,5%
a) Debiti verso Banche 16.678.273 16.607.300 16.733.006 70.973 0,4% -54.733 -0,3%
b) Debiti verso Clientela 70.258.101 70.582.753 68.434.827 -324.652 -0,5% 1.823.274 2,7%
c) Titoli in circolazione 23.697.012 24.427.302 26.014.943 -730.290 -3,0% -2.317.931 -8,9%
20. Passività finanziarie di negoziazione 347.184 386.959 411.653 -39.775 -10,3% -64.469 -15,7%
30. Passività finanziarie designate al fair value 95.434 75.488 43.021 19.946 26,4% 52.413 121,8%
40. Derivati di copertura 93.351 102.961 100.590 -9.610 -9,3% -7.239 -7,2%
50.
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-) 30.103 54.008 -23.905 -44,3% 30.103 – –
60. Passività fiscali 188.193 208.390 240.908 -20.197 -9,7% -52.715 -21,9%
80. Altre passività 2.116.819 2.654.081 2.694.744 -537.262 -20,2% -577.925 -21,4%
90. Trattamento di fine rapporto del personale 323.809 328.484 350.779 -4.675 -1,4% -26.970 -7,7%
100. Fondi per rischi e oneri: 567.401 565.147 624.612 2.254 0,4% -57.211 -9,2%
a) impegni e garanzie rilasciate 76.803 73.964 88.347 2.839 3,8% -11.544 -13,1%
b) quiescenza e obblighi simili 128.496 130.215 137.213 -1.719 -1,3% -8.717 -6,4%
c) altri fondi per rischi ed oneri 362.102 360.968 399.052 1.134 0,3% -36.950 -9,3%
110. Riseve tecniche 1.856.585 1.879.072 1.780.701 -22.487 -1,2% 75.884 4,3%
120.+150.+160.
+170.+180
Capitale, sovrapprezzi di emissione, riserve,
riserve da valutazione e azioni proprie 8.688.096 8.756.026 8.447.847 -67.930 -0,8% 240.249 2,8%
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 55.567 67.336 79.688 -11.769 -17,5% -24.121 -30,3%
200. Utile (perdita) del periodo (+/-) 210.471 208.867 690.557 1.604 0,8% -480.086 -69,5%
Totale del passivo e del patrimonio netto 125.206.399 126.904.174 126.647.876 -1.697.775 -1,3% -1.441.477 -1,1%
Importi in migliaia di euro

30.6.2018
B
1.1.2018
C
Variaz.
A-B
Variaz. %
A/B

30.9.2018
A

Variaz.
A-C
Variaz. %
A/C

iii

Gruppo UBI Banca: Conto economico consolidato riclassificato

30.9.2018
III trimestre
2018
II trimestre
2018
I trimestre
2018 Variaz. Variaz. %
III trimestre
2017 Variaz. Variaz. %
(IAS 39)

A B C D B-C B/C E B-E B/E

10.-20.-140. Margine d’interesse 1.348.796 452.644 458.358 437.794 (5.714) (1,2%) 402.472
di cui: TLTRO II 38.038 12.791 12.693 12.554 98 0,8% – di cui: componenti IFRS9 crediti 92.024 30.818 35.543 25.663 (4.725) (13,3%) – di cui: componenti IFRS9 modifiche contrattuali
senza cancellazioni (30.422) (8.350) (13.412) (8.660) (5.062) (37,7%) – 70. Dividendi e proventi simili 8.514 145 3.232 5.137 (3.087) (95,5%) 324 (179) (55,2%)
Utili (perdite) delle partecipazioni valutate al patrimoio netto 14.142 5.129 1.752 7.261 3.377 192,8% 5.948 (819) (13,8%)
40.-50. Commissioni nette 1.188.482 380.514 400.630 407.338 (20.116) (5,0%) 389.837 (9.323) (2,4%)
di cui commissioni di performance 12.134 3.645 6.745 1.744 (3.100) (46,0%) 2.386 1.259 52,8%
80.+90.
+100.+110.
Risultato netto dell’attività di negoziazione, copertura, cessione/riacquisto e delle attività/passività valutate al fair
value con impatto a conto economico (7.107) (59.343) 18.494 33.742 (77.837) n.s. 36.364
160.+170. Risultato della gestione assicurativa 15.034 4.031 5.548 5.455 (1.517) (27,3%) 4.562 (531) (11,6%)
230. Altri oneri/proventi di gestione 76.690 24.929 23.394 28.367 1.535 6,6% 16.835 8.094 48,1%
Proventi operativi 2.644.551 808.049 911.408 925.094 (103.359) (11,3%) 856.342
190. a) Spese per il personale (1.117.730) (367.871) (374.325) (375.534) (6.454) (1,7%) (379.782) (11.911) (3,1%)
190. b) Altre spese amministrative (591.256) (198.699) (186.643) (205.914) 12.056 6,5% (211.834) (13.135) (6,2%)
210.+220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali (122.963) (40.962) (40.384) (41.617) 578 1,4% (39.640) 1.322 3,3%
Oneri operativi (1.831.949) (607.532) (601.352) (623.065) 6.180 1,0% (631.256) (23.724) (3,8%)
Risultato della gestione operativa 812.602 200.517 310.056 302.029 (109.539) (35,3%) 225.086
130 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (390.297) (123.957) (142.252) (124.088) (18.295) (12,9%) (153.568)
130. a) – att.fin. valutate al costo ammortizzato: crediti verso banche (1.243) 217 265 (1.725) (48) (18,1%) – 130. a) – att.fin. valutate al costo ammortizzato: crediti verso clientela (381.933) (123.767) (140.495) (117.671) (16.728) (11,9%) (135.052)
130. a) – att.fin. valutate al costo ammortizzato: titoli (706) (602) 15 (119) (617) n.s. – 130. b) – att.fin. valutate al fv con impatto sulla redditività complessiva (6.415) 195 (2.037) (4.573) 2.232 n.s. (18.516)
200. a)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri –
impegni e garanzie rilasciate 11.601 (2.939) 3.477 11.063 (6.416) n.s. (13.042)
200. b)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri –
altri accantonamenti netti (19.258) (2.145) (15.700) (1.413) (13.555) (86,3%) (5.109)
250.+280. Utili (perdite) dalla cessione di investimenti e partecipazioni 1.261 298 170 793 128 75,3% 468 (170) (36,3%)
290. Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 415.909 71.774 155.751 188.384 (83.977) (53,9%) 53.835
300. Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente (143.074) (26.166) (55.557) (61.351) (29.391) (52,9%) (32.780) (6.614) (20,2%)
340. Utile (perdita) di periodo di pertinenza di terzi (20.905) (7.102) (7.794) (6.009) (692) (8,9%) (6.393) 709 11,1%
Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo ante impatto Piano Industriale e altri 251.930 38.506 92.400 121.024 (53.894) (58,3%) 14.662
190. a) Oneri per esodi anticipati al netto delle imposte e dei terzi (36.880) (36.880) (164) 164 36.716 n.s. (1.308) 35.572 n.s.
190. b) Oneri progetti Piano Industriale al netto delle imposte e dei terzi (4.579) (22) (1.029) (3.528) (1.007) (97,9%) (10.324) (10.302) (99,8%)
275. Differenza negativa di consolidamento – – – – – – 3.340 (3.340) (100,0%)
350. Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 210.471 1.604 91.207 117.660 (89.603) (98,2%) 6.370 (4.766) (74,8%)
Importi in migliaia di euro

iv
30.9.2018
IFRS 9

30.9.2018
IFRS 9

Importi in migliaia di euro

al netto delle componenti
non ricorrenti
Margine d’interesse 1.348.796 1.348.796
di cui: TLTRO II 38.038 38.038
di cui: componenti IFRS9 crediti 92.024 92.024
di cui: componenti IFRS9 modifiche contrattuali senza cancellazioni (30.422) (30.422)
Dividendi e proventi simili 8.514 8.514
Utile (perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto 14.142 14.142
Commissioni nette 1.188.482 1.188.482
di cui: commissioni di performance 12.134 12.134
Risultato netto dell’attività di negoziazione, copertura, cessione/riacquisto e delle attività/passività
valutate al fair value con impatto a conto economico (7.107) (7.107)
Risultato della gestione assicurativa 15.034 15.034
Altri oneri/proventi di gestione 76.690 76.690
Proventi operativi 2.644.551 – – – 2.644.551
Spese per il personale (1.117.730) (1.117.730)
Altre spese amministrative (591.256) 12.885 (578.371)
Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali (122.963) (122.963)
Oneri operativi (1.831.949) – – 12.885 (1.819.064)
Risultato della gestione operativa 812.602 – – 12.885 825.487
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (390.297) (390.297)
– att.fin. valutate al costo ammortizzato: crediti verso banche (1.243) (1.243)
– att.fin. valutate al costo ammortizzato: crediti verso clientela (381.933) (381.933)
– att.fin. valutate al costo ammortizzato: titoli (706) (706)
– att.fin. valutate al fv con impatto sulla redditività complessiva (6.415) (6.415)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri – impegni e garanzie rilasciate 11.601 11.601
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri – altri accantonamenti netti (19.258) (19.258)
Utili (perdite) dalla cessione di investimenti e partecipazioni 1.261 1.261
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 415.909 – – 12.885 428.794
Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente (143.074) (4.189) (147.263)
Utile (perdita) di periodo di pertinenza di terzi (20.905) (20.905)
Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo ante impatto Piano Industriale e
altri 251.930 – – 8.696 260.626
Oneri per esodi anticipati al netto delle imposte e dei terzi (36.880) 36.880 – Oneri progetti Piano Industriale al netto delle imposte e dei terzi (4.579) 4.579 – Utile (perdita) del periodo 210.471 4.579 36.880 8.696 260.626

Contributo
straordinario
Fondo di Risoluzione

Oneri Progetti Piano
Industriale Oneri per esodi anticipati

Gruppo UBI Banca: Conto economico consolidato riclassificato al netto delle più significative componenti non ricorrenti

Piano Industriale 2017-2020

v

Margine d’interesse 452.644 452.644 458.358 458.358 437.794 437.794
di cui: TLTRO II 12.791 12.791 12.693 12.693 12.554 12.554
di cui: componenti IFRS9 crediti 30.818 30.818 35.543 35.543 25.663 25.663
di cui: componenti IFRS9 modifiche contrattuali senza cancellazioni (8.350) (8.350) (13.412) (13.412) (8.660) (8.660)
Dividendi e proventi simili 145 145 3.232 3.232 5.137 5.137
Utile (perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto 5.129 5.129 1.752 1.752 7.261 7.261
Commissioni nette 380.514 380.514 400.630 400.630 407.338 407.338
di cui: commissioni di performance 3.645 3.645 6.745 6.745 1.744 1.744
Risultato netto dell’attività di negoziazione, copertura, cessione/riacquisto e delle
attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (59.343) (59.343) 18.494 18.494 33.742 33.742
Risultato della gestione assicurativa 4.031 4.031 5.548 5.548 5.455 5.455
Altri oneri/proventi di gestione 24.929 24.929 23.394 23.394 28.367 28.367
Proventi operativi 808.049 – 808.049 911.408 – – – 911.408 925.094 – – 925.094 –
Spese per il personale (367.871) (367.871) (374.325) (374.325) (375.534) (375.534)
Altre spese amministrative (198.699) (198.699) (186.643) 12.885 (173.758) (205.914) (205.914)
Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali (40.962) (40.962) (40.384) (40.384) (41.617) (41.617)
Oneri operativi (607.532) – (607.532) (601.352) – – 12.885 – (588.467) (623.065) – (623.065) –
Risultato della gestione operativa 200.517 – 200.517 310.056 – – 12.885 – 322.941 302.029 – 302.029 –
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (123.957) (123.957) (142.252) (142.252) (124.088) (124.088)
– att.fin. valutate al costo ammortizzato: crediti verso banche 217 217 265 265 (1.725) (1.725)
– att.fin. valutate al costo ammortizzato: crediti verso clientela (123.767) (123.767) (140.495) (140.495) (117.671) (117.671)
– att.fin. valutate al costo ammortizzato: titoli (602) (602) 15 15 (119) (119)
– att.fin. valutate al fv con impatto sulla redditività complessiva 195 195 (2.037) (2.037) (4.573) (4.573)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri – impegni e garanzie rilasciate (2.939) (2.939) 3.477 3.477 11.063 11.063
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri – altri accantonamenti netti (2.145) (2.145) (15.700) (15.700) (1.413) (1.413)
Utili (perdite) dalla cessione di investimenti e partecipazioni 298 298 170 170 793 793
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 71.774 – 71.774 155.751 – – 12.885 – 168.636 188.384 – 188.384 –
Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente (26.166) (26.166) (55.557) (4.189) (59.746) (61.351) (61.351)
Utile (perdita) di periodo di pertinenza di terzi (7.102) (7.102) (7.794) (7.794) (6.009) (6.009)
Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo ante impatto Piano
Industriale e altri 38.506 – 38.506 – 92.400 – 8.696 – 101.096 121.024 – 121.024 –
Oneri per esodi anticipati al netto delle imposte e dei terzi (36.880) 36.880 – (164) 164 – 164 (164) – Oneri progetti Piano Industriale al netto delle imposte e dei terzi (22) 22 (1.029) 1.029 – – (3.528) 3.528 – Utile (perdita) del periodo 1.604 22 36.880 38.506 91.207 1.029 164 8.696 101.096 117.660 3.528 (164) 121.024
Gruppo UBI Banca: Conto economico consolidato riclassificato al netto delle più significative componenti non ricorrenti – dettaglio trimestrale

I trimestre
2018
IFRS 9
Piano Industriale 2017-2020 I trimestre
2018
IFRS 9
al netto delle
componenti
non ricorrenti

Oneri Progetti
Piano
Industriale
Oneri per
esodi anticipati

II trimestre
2018
IFRS 9
Piano Industriale 2017-2020 II trimestre
2018
IFRS 9
al netto delle
componenti
non ricorrenti

Oneri Progetti
Piano
Industriale
Oneri per
esodi anticipati
Contributo
straordinario
Fondo di
Risoluzione

Oneri Progetti
Piano
Industriale
Oneri per
esodi anticipati

III trimestre
2018
IFRS 9
Piano Industriale 2017-2020 III trimestre
2018
IFRS 9
al netto delle
componenti
non ricorrenti

vi

Importi in migliaia di euro

30.9.2018 31.12.2017
riesposto

VOCI DELL’ATTIVO
10. Cassa e disponibilità liquide 625.652 811.578
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.469.508 1.972.209
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 432.887 887.153
b) attività finanziarie designate al fair value 11.515 11.271
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.025.106 1.073.785
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 10.640.301 12.369.616
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 103.431.623 102.648.875
a) crediti verso banche 10.248.343 7.821.132
b) crediti verso clientela 93.183.280 94.827.743
50. Derivati di copertura 65.350 169.907
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (6.002) -2.035
70. Partecipazioni 243.646 243.165
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 195 347
90. Attività materiali 1.824.737 1.811.743
100. Attività immateriali 1.710.712 1.728.328
di cui: avviamento 1.465.260 1.465.260
110. Attività fiscali 4.076.685 4.170.387
a) correnti 1.408.502 1.497.551
b) anticipate 2.668.183 2.672.836
– di cui alla Legge 214/2011 1.814.627 1.817.819
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 735 962
130. Altre attività 1.123.257 1.451.059
125.206.399 127.376.141

Importi in migliaia di euro

30.9.2018 31.12.2017
riesposto

VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 110.633.386 111.182.776
a) debiti verso banche 16.678.273 16.733.006
b) debiti verso clientela 70.258.101 68.434.827
c) titoli in circolazione 23.697.012 26.014.943
20. Passività finanziarie di negoziazione 347.184 411.653
30. Passività finanziarie designate al fair value 95.434 43.021
40. Derivati di copertura 93.351 100.590
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 30.103 –
60. Passività fiscali 188.193 223.397
a) correnti 51.739 68.565
b) differite 136.454 154.832
80. Altre passività 2.116.819 2.694.744
90. Trattamento di fine rapporto del personale 323.809 350.779
100. Fondi per rischi e oneri: 567.401 583.609
a) impegni e garanzie rilasciate 76.803 47.344
b) quiescenza e obblighi simili 128.496 137.213
c) altri fondi per rischi ed oneri 362.102 399.052
110. Riserve tecniche 1.856.585 1.780.701
120. Riserve da valutazione (352.126) -54.901
150. Riserve 2.919.862 3.149.541
160. Sovrapprezzi di emissione 3.294.604 3.306.627
170. Capitale 2.843.177 2.843.177
180. Azioni proprie (-) (17.421) -9.818
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 55.567 79.688
200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 210.471 690.557
125.206.399 127.376.141

TOTALE DELL’ATTIVO

TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO
Gruppo UBI Banca: Stato patrimoniale consolidato
– schema obbligatorio –

vii

Importi in migliaia di euro

30.9.2018 30.9.2017
riesposto
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.675.425 1.625.003
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 1.534.057 –
20. Interessi passivi e oneri assimilati (263.681) (461.267)
30. Margine di interesse 1.411.744 1.163.736
40. Commissioni attive 1.341.766 1.297.831
50. Commissioni passive (151.933) (146.314)
60. Commissioni nette 1.189.833 1.151.517
70. Dividendi e proventi simili 10.068 10.882
80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 55.995 53.806
90. Risultato netto dell’attività di copertura (7.389) 89
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: (34.366) 131.557
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (96.794) 26.375
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 67.455 116.190
c) passività finanziarie (5.027) (11.008)
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (12.058) 11.430
a) attività e passività finanziarie designate al fair value (921) 11.430
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (11.137) –
120. Margine di intermediazione 2.613.827 2.523.017
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (390.297) (555.514)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (383.882) (417.680)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (6.415) (137.834)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (30.422) –
150. Risultato netto della gestione finanziaria 2.193.108 1.967.503
160. Premi netti 318.967 122.285
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (334.131) (137.214)
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 2.177.944 1.952.574
190. Spese amministrative: (1.950.701) (1.890.414)
a) spese per il personale (1.172.859) (1.100.267)
b) altre spese amministrative (777.842) (790.147)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (7.657) (2.990)
a) impegni e garanzie rilasciate 11.601 5.747
b) altri accantonamenti netti (19.258) (8.737)
210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (63.368) (60.529)
220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (56.424) (50.678)
230. Altri oneri/proventi di gestione 238.696 237.796
240. Costi operativi (1.839.454) (1.766.815)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 14.142 16.501
275. Differenza negativa di consolidamento 616.240 –
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1.261 1.125
290. Utile (Perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 353.893 819.625
300. Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente (122.604) (98.722)
310. Utile (Perdita) dell’operatività corrente al netto delle imposte 231.289 720.903
330. Utile (Perdita) del periodo 231.289 720.903
340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (20.818) (18.488)
350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 210.471 702.415
Gruppo UBI Banca: conto economico consolidato
– schema obbligatorio –

viii

Tavola crediti
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato al 30 settembre 2018
Importi in migliaia di euro

Rettifiche
di valore

Grado di
copertura
esclusi write-off

Grado di
copertura
inclusi write-off
Crediti deteriorati (Terzo stadio) (11,14%) 10.491.621 4.122.439 (7,11%) 6.369.182 39,29% 45,55%
– Sofferenze (6,16%) 5.804.891 2.960.431 (3,18%) 2.844.460 51,00% 59,43%
– Inadempienze probabili (4,87%) 4.585.777 1.151.766 (3,83%) 3.434.011 25,12%
– Esposizioni scadute/sconfinate (0,11%) 100.953 10.242 (0,10%) 90.711 10,15%
Crediti in bonis (Primo e Secondo stadio) (88,86%) 83.718.594 533.238 (92,89%) 83.185.356 0,64%
Totale 94.210.215 4.655.677 89.554.538 4,94%

Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato al 30 giugno 2018
Importi in migliaia di euro

Rettifiche
di valore

Grado di
copertura
esclusi write-off

Grado di
copertura
inclusi write-off
Crediti deteriorati (Terzo stadio) (12,41%) 12.008.425 4.865.777 (7,82%) 7.142.648 40,52% 50,53%
– Sofferenze (7,43%) 7.192.530 3.719.025 (3,80%) 3.473.505 51,71% 63,90%
– Inadempienze probabili (4,83%) 4.676.478 1.132.267 (3,88%) 3.544.211 24,21%
– Esposizioni scadute/sconfinate (0,15%) 139.417 14.485 (0,14%) 124.932 10,39%
Crediti in bonis (Primo e Secondo stadio) (87,59%) 84.748.042 548.047 (92,18%) 84.199.995 0,65%
Totale 96.756.467 5.413.824 91.342.643 5,60%

Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato al 1° gennaio 2018
Importi in migliaia di euro

Rettifiche
di valore

Grado di
copertura
esclusi write-off

Grado di
copertura
inclusi write-off
Crediti deteriorati (Terzo stadio) (12,85%) 12.413.612 4.965.818 (8,19%) 7.447.794 40,00% 49,54%
– Sofferenze (7,60%) 7.340.234 3.821.113 (3,87%) 3.519.121 52,06% 63,67%
– Inadempienze probabili (5,08%) 4.910.074 1.129.026 (4,16%) 3.781.048 22,99%
– Esposizioni scadute/sconfinate (0,17%) 163.304 15.679 (0,16%) 147.625 9,60%
Crediti in bonis (Primo e Secondo stadio) (87,15%) 84.175.509 642.344 (91,81%) 83.533.165 0,76%
Totale 96.589.121 5.608.162 90.980.959 5,81%

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