Towards the future of Brain Research: Besta Young Researchers’

By on settembre 19, 2018

Milano, Auditorium Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”
27-28 Settembre 2018
Quattro sessioni di lavori scientifici, decine di ricercatori italiani e stranieri e due intensi giorni di
lavori cercheranno di delineare a Milano quelli che sono gli scenari sulla ricerca sul cervello dei
prossimi anni. Il convegno internazionale “Towards the future of Brain Research: Besta Young
Researchers’ International Conference” è organizzato dalla Fondazione IRCCS Istituto
Neurologico Carlo Besta che nel 2018 celebra i suoi primi 100 anni.
“La ricerca in neuroscienze necessita innovazione che può emergere solo dalla stretta
collaborazione dei giovani ricercatori con chi li ha preceduti in una continuità che si evolve e
cresce. Investire sui giovani significa investire sul futuro. Mi preme sottolineare che la nostra
conferenza del centenario è stata volutamente affidata ai giovani, con un format innovativo ma in
linea sul significato di quello che un Istituto all’avanguardia deve saper fare, coinvolgendo tutti per
un obiettivo comune che è la cura delle malattie” dichiara Alberto Guglielmo, Presidente
dell’Istituto Neurologico Carlo Besta.
“Investire sui giovani significa favorire lo sviluppo di nuove idee e realizzazione di progetti
innovativi, con aumento della competitività e incremento dei finanziamenti da enti pubblici e
privati. Nel 2017 il Besta ha ottenuto circa 11 milioni di Euro per finanziare la ricerca in
neuroscienze, producendo oltre 350 pubblicazioni scientifiche di alto livello (circa una al giorno),
una parte significativa delle quali è il risultato del lavoro dei nostri giovani ricercatori” afferma
Fabrizio Tagliavini, Direttore Scientifico dell’Istituto Neurologico Carlo Besta.
Fabio Moda e Alberto Raggi, i due giovani ricercatori che con il contributo di tutti i colleghi
dell’Istituto Besta hanno organizzato questo evento: “Si tratta sicuramente del più rilevante tra tutti
gli eventi organizzati quest’anno, durante il quale si farà il punto sui nuovi trend di ricerca e cura
nell’ambito delle neuroscienze per il futuro, grazie all’opportunità che avremo di confrontarci con
colleghi provenienti da tutti i paesi del mondo”.
Il convegno, che si svolge nella Settimana Europea della Scienza, ha particolare rilevanza poiché
traccia una linea sui progressi fatti e sui quesiti che ancora richiedono intensi sforzi mondiali per
essere risolti. Il Besta è parte di questo grande sforzo della scienza e proprio a fine settembre
saranno presentate in Europa le richieste di migliaia di Istituti europei. Accanto al Besta,
Fondazioni, politici e scienziati richiederanno di non ridurre i finanziamenti per la ricerca sul
cervello nel nuovo programma Horizon Europe, poiché non c’è futuro senza ricerca.

Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Anna Maria Grossi
cell. +39 338 3685945 – anna.grossi@istituto-besta.it
I lavori si apriranno giovedì 27, alla presenza del Sottosegretario del Ministero della Salute
Adriano Bortolazzi, dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera e del
vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo.
Nella prima sessione verranno presentati gli approcci diagnostici più innovativi per le malattie
neurologiche, in particolare demenze e tumori cerebrali. Per il tipo di demenza, Grazie a una
ricerca coordinata dal Besta si farà presto diagnosi del tipo di demenza in uno stadio precoce della
malattia mediante un esame del sangue, delle urine o della mucosa olfattoria, potendo così
intervenire sul paziente prima che il cervello vada incontro a danni gravi ed irreversibili. , Gli studi
sugli aspetti molecolari dei tumori cerebrali del bambino hanno permesso di identificare diverse
entità cliniche all’interno di uno stesso istotipo, e questo ha aperto la strada a sperimentazioni
terapeutiche in grado di modificare l’andamento della patologia.
I neurochirurghi del Besta presenteranno l’ottimizzazione della resezione della massa tumorale
cerebrale negli adulti e nei bambini grazie all’uso della fluorescina, una sostanza che ha la capacità
di evidenziare più chiaramente il tessuto patologico.
La seconda sessione del 27 settembre tratterà i progressi nell’identificazione dell’origine delle
malattie e i conseguenti nuovi sviluppi terapeutici. In particolare si parlerà di epilessia, che affligge
circa 65 milioni di persone nel mondo, e di dolore neuropatico, una patologia neurologica
diffusissima e spesso difficilmente trattabile. Grazie alle ricerche e alle nuove strumentazioni
diagnostiche, nelle forme di epilessia farmacoresistenti, è oggi possibile l’identificazione precisa
dell’area epilettogena che può essere rimossa chirurgicamente, fornendo a pazienti per i quali
sembrava impossibile controllare le crisi, un’opzione terapeutica estremamente importante. Sviluppi
recenti della ricerca sul dolore hanno permesso di riconoscere una predisposizione genetica
individuale: l’analisi di queste varianti permette di identificare fattori predisponenti ed elementi
protettivi per l’insorgenza del dolore.
Venerdì 28 la terza e la quarta sessione saranno dedicate agli approcci terapeutici innovativi in
neuroscienze. Le malattie neuromuscolari autoimmuni, quali la miastenia gravis, oggi possono
beneficiare di innovative terapie immunologiche. Il Besta conduce numerosi studi sul loro uso
anche in campo oncologico, coordinando una importante ricerca per il trattamento del
glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi. Le indagini sul silenziamento genetico in
una rara e complessa malattia neurologica come la leucodistrofia autosomica dominante ha
permesso di capire come si può “spegnere” il gene in eccesso, evitando l’accumulo dei suoi prodotti
proteici che causano la malattia. Nell’ottica di sviluppare e testare nuove strategie terapeutiche in
malattie rare – quali le patologie mitocondriali – il Besta presenterà come ha contribuito a
costruire negli anni una modalità di lavoro in rete che permette di condividere le informazioni sui
fenotipi e sui meccanismi patologici, e questa modalità di lavoro è essenziale in un mondo globale e
transculturale come è il mondo della scienza.
Non c’è innovazione senza formazione, ed è proprio sulla formazione delle nuove generazioni di
neurochirurghi che l’Istituto Besta sta puntando mediante nuove tecnologie, come il sistema
NeuroSIM,che permette l’apprendimento in realtà virtuale, riducendo il rischio di errori sui pazienti
da parte degli operatori.
Le giornate del futuro della ricerca sul cervello non potevano chiudersi senza un focus sul valore
della cura. Senza ricerca il paziente resta senza cura e per le malattie del cervello restare senza cura
vuol dire incrementare la disabilità e i costi. Oggi le malattie neurologiche causano circa un terzo
della disabilità globale e costano 800 miliardi di euro all’anno ai cittadini europei. La ricerca

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europea “Value of Treatment”, a cui partecipa il Besta, dimostra il valore della cura come ritorno
economico e di salute per i pazienti e in genere per tutta la società.
Un panel di scienziati di fama internazionale raccoglierà gli stimoli delle due giornate dei giovani
ricercatori e, chiudendo la conferenza, lancerà un appello a che la ricerca in neuroscienze e i
ricercatori possano godere dell’appoggio e dei finanziamenti nazionali ed europei adeguati. Perché
“dal progresso delle scienze dipende in modo diretto il progresso complessivo del genere umano.
Chi frena il primo frena anche il secondo”, come scriveva il filosofo Johann Gottlieb Fichte nel
suo Fondamenti dell'intera dottrina della scienza.

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