Calano gli studenti: Pesano la crisi, serve cura, programmazione e attenzione

By on settembre 14, 2018

Lunedì 17 settembre suonerà nelle 232 istituzioni scolastiche marchigiane distribuite in
1308 sedi scolastiche (questa è la vastità del patrimonio edilizio scolastico) e per i 210.045
studenti la campanella d’inizio di un nuovo anno scolastico.
“Il mio primo pensiero d’augurio lo rivolgo ai ragazzi e ai loro familiari – dichiara la
segretaria regionale della FLC-CGIL Lilli Gargamelli -; non posso, però, dimenticare che,
per la nostra regione, i dati statistici del MIUR dichiarano una diminuzione di alunni dal
2016 ad oggi di 9.428 studenti”.
Un trend che accomuna la nostra regione ad altre del centro sud dove l’unico dato in
crescita è purtroppo rappresentato dagli alunni con handicap (6.504).
Continua Gargamelli: “Accanto ad una sostanziale tenuta di iscritti alle superiori di 71.327
alunni che continuano a privilegiare la scelta scolastica per i licei 34.158 a cui seguono i
tecnici 21.968 e infine da ultimo i professionali 15.201, il forte calo di alunni lo registriamo
nella scuola dell’infanzia e alla primaria”.
E’ numericamente costante la presenza degli alunni stranieri nel triennio con una presenza
di 6.504 di iscritti nella secondaria di 2 grado, 4.868 in quella di primo grado, 8.043 nella
scuola primaria e 3.622 nella scuola dell’infanzia, ciononostante questi numeri non sono
sufficienti a frenare il crollo delle iscrizioni che riguarda soprattutto la scuola dell’infanzia e
la primaria, perché legato al crollo delle nascite.
La crisi economica che ha colpito la regione ha conseguenze, naturalmente, anche nelle
scelte e nei progetti di vita delle giovani coppie.
“Non nascono bambini e a ciò si somma il dato della dispersione scolastica – continua la
segretaria -; perdiamo nel quinquennio nella scuola superiore il 17% degli iscritti perché
rinunciano a conseguire il titolo di studi 1 studente su 4 circa”.
Questo comporta che su 232 autonomie scolastiche e 5 centri per l’educazione adulta 14
sono sottodimensionate cioè hanno meno di 600 alunni.
Accanto al calo demografico ci sono altri elementi che preoccupano il sindacato, la
carenza strutturale dei Dirigenti scolatici (-58) che significa un sovraccarico di lavoro
perché hanno la responsabilità di 2 autonomie e ancor più grave è quella dei Direttori
Amministrativi ed in generale di tutto il personale ausiliario.
Altrettanto grave è la carenza di insegnanti il cui organico per il 2018/19 dovrebbe essere
composto da 17.996 posti comuni e 557 di adeguamento che non ci sono e di altrettanti
posti di docenti specializzati sul sostegno ad oggi 2.609 a cui si dovrebbero aggiungere
1.564 posti in deroga perché l’organico consolidato per le Marche è di 4.173 (dato MIUR).

Se questi sono i numeri la realtà è ben diversa, le assunzioni dei docenti che si sono
realizzate entro il 31 agosto non sono state sufficienti ,nè hanno soddisfatto le previsioni
determinate dal decreto di assunzioni emanato dal governo, sia per carenza di personale
nelle specifiche graduatorie concorsuali sia per un immotivato ritardo nella produzione
delle graduatorie stesse.
I posti rimasti vacanti, in particolare quelli delle materie scientifiche e letterarie compreso
quelli di sostegno verranno ricoperti come di consueto oramai da alcuni anni con docenti
privi delle specifiche abilitazioni.
“Come sindacato – conclude Gargamelli – operiamo tutti per ottenere organici adeguati.
Inoltre, non ci sono docenti da mettere in ruolo. Iniziamo l’anno scolastico in salita con le
scuole che tenteranno di colmare i buchi cercando docenti e personale ATA”.
La scuola ha bisogno di attenzione, di programmazione, di cura, di una comunità che
consideri l’investimento in istruzione una priorità per lo sviluppo e non una perdita, a
partire dalle realtà ancora provate dal sisma.

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