“Ascolta il suono del silenzio”, concerto di musica contemporanea

By on agosto 13, 2018

Dopo il fortunato esperimento dello scorso anno, torna mercoledì 15 agosto
l’evento “Ascolta il suono del silenzio” (ore 21.30, ingresso libero). E’ nato
dalla collaborazione del Festival Musicale Piceno con l’Amministrazione
comunale. Nell’inusuale cornice del mercato ittico, al porto peschereccio, il
concerto dedicato alla musica il celebrato “Concerto di Colonia” di Keith Jarrett
sarà eseguito dal pianista Fausto Bongelli, specialista riconosciuto nel
repertorio contemporaneo.
Nel 1973, a Brema e Losanna, Keith Jarrett iniziò a sperimentare una formula
nella quale affrontava il concerto senza l’ausilio degli standard, in una specie
di improvvisazione totale che faceva leva non solo sulla sua esperienza nel jazz
ma anche sulla sua solida preparazione classica che lo porterà ad incidere
pagine di Bach, Händel, Mozart, Shostakovich e Harrison. “Non ho nemmeno
un seme quando comincio: è come partire da zero”, ha dichiarato Jarrett. Il 24
gennaio del 1975 tenne un concerto all’Opera Haus di Colonia di Colonia che
ebbe una risonanza straordinaria. L’improvvisazione, della durata di poco più di
un’ora, fu registrata e pubblicata dal fondatore della casa discografica Ecm
Manfred Eicher e risulta il disco per piano solo più venduto nella storia della
discografia con più di cinque milioni di copie. Nel 1991 la casa musicale
Schott’s pubblicò lo spartito a cura di Kishimani e Yamashita che trascrissero
tutto il concerto che così divenne oggetto interpretativo. La musica, che
inizialmente sconcertò gli amanti del jazz per l’impossibilità di essere
catalogata, è un viaggio attraverso la memoria musicale di Jarrett: dalll’innodia
al blues ed al gospel, dalla polifonia di Bach alle armonie di Schostacovich,
dagli incisi di Gurdjeff alle formule di Hovhaness, dagli ostinati al lirismo
espressivo di frasi che sintetizzano la visione globale, oltre i confini e gli
steccati dei “generi”, del pianista americano. The Köln Concert è la chiave del
suo pianismo improvvisativo e di come in esso l’esperienza “classica” sia
messa al servizio del gospel, del rag e del jazz tutto.

13 agosto 2018

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