La Finestra di Overton e la manipolazione delle masse

By on giugno 8, 2018

“Il linguaggio politico è concepito in modo da far sembrare vere le bugie e rispettabile l’omicidio, e per dare parvenza di solidità all’aria.”
George Orwell

Tutti, o almeno la stragrande maggioranza, pensiamo che alcuni assunti sociali siano giusti e sacrosanti, sia
nell’accettazione che nel diniego. E’ pacifico che sia legale ed accettato l’aborto come il divorzio, come
altrettanto sia assolutamente da condannare la pedofilia financo il cannibalismo. Almeno finché la società, nella sua interezza, ritiene questi principi fondanti ed immutabili, ma siamo proprio sicuri che nulla possa cambiare nella percezione. La manipolazione di massa è strisciante e per funzionare deve ovviamente essere non percepita. Uno dei sistemi più efficienti per trasformare ciò che è vietato o aborrito in qualcosa che possa divenire accettabile è la “Finestra di Overton”. Questi era un sociologo Vice Presidente del Mackinac Center for Public Policy, un think tank (grosso modo un istituto di ricerca) sulle politiche pubbliche, deceduto a soli 43 anni in un incidente aereo. La Finestra di Overton permette di vedere come il cambiamento nell’opinione pubblica possa avvenire senza che ci se ne renda conto, è una finestra di opportunità che in un determinato momento concede la possibilità di far diventare accettabile ciò che non lo era.
Secondo Overton la manipolazione delle masse avviene in sei passaggi conseguenziali: Impensabili
(inaccettabile, vietato), Radicali (vietato, ma con delle eccezioni), Accettabili, Sensate (razionali), Diffuse (socialmente accettabili), Legalizzate (consacrazione nella politica statale). Non siete convinti? Pensate come fosse vietato ed addirittura punito dalla legge ciò che oggi è normalmente accettato e presente nella società, l’omosessualità, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, la legalizzazione delle droghe, l’aborto, guerre fatte passare per missioni di pace. Seguendo questi esempi potete facilmente vedere come idee allo stato iniziale ‘Impensabili’, siano diventate, passo dopo passo, impercettibilmente, ‘Legalizzate’.
L’omosessualità era considerata una malattia fino al 1973, anno in cui l’APA (Associazione degli Psicologi Americani) la derubricò dal suo manuale diagnostico, seguita a ruota dall’OMS. Ora è stato reso legale anche il matrimonio, una serie di passaggi successivi hanno portato in pochi decenni un cambiamento epocale nella percezione sociale del fenomeno.
La manipolazione della masse è un fenomeno attuale e spesso pericoloso, negli ultimi anni si è assistito anche ad una sottile forma di sdoganamento dell’aberrante pedofilia, appena 4 anni fa, l’APA aveva ridefinito la questione come un “orientamento” sessuale e non un disturbo del comportamento, travolta dalle critiche è dovuta tornare sui suoi passi. Ma non del tutto, venne istituita una differenziazione tra ‘pedofilia’ e ‘disordine pedofiliaco’, tra l’attrazione verso i bambini (che viene ritenuta un orientamento) e un’attrazione patologica, distinzione molto vaga che non cambia la sostanza della manovra di riposizionamento.
Concetti come la pedofilia appaiono estremi ed estranei alla Finestra di Overton, ma basta spostare un
poco la finestra per adoperare la manipolazione delle masse in maniera subdola. Esprimere un concetto estremo, come alcuni estremisti affermano sia giusto bruciare gli zingari, rende accettabile il ‘solo’ rinchiuderli in campi di concentramento. Basta guardarsi attorno e leggere le dichiarazioni di politici e social media per rendersene conto.
MAURIZIO DONINI

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