Dal ghosting a orbiting zombeing e haunting passando per il mosting – personalità malate nell’era dei Milleniannials

By on maggio 23, 2018

“Che siano esperienze simulate o sogni, le informazioni sono al tempo stesso realtà e fantasia. E, in ogni caso, tutti i dati che una persona accumula durante il corso della propria esistenza non sono che una goccia nel mare.”
Batou in Ghost in the Shell
Avevamo già trattato in passato la sindrome della sparizione, la deriva malata tratta da Sex & The City.
Persone labili e psicologicamente disagiate che spariscono da oggi a domani senza preavviso e nessuna spiegazione. Se questo era il campo dei baby boomers, i Millennials, immersi nell’universo digitale, hanno partorito il ghosting, una sparizione accentuata dal mare magnum della social life.
Il sito di appuntamenti Plenty of Fish ha rilevato che su un campione di 800 utenti – fra i 18 e 33 anni – l’80% ha avuto un’esperienza di ghosting. E contrariamente a quello che si potrebbe pensare non si tratta di una caratteristica maschile, secondo un altro sondaggio realizzato da Elle USA , su un campione di 185 persone erano il 16,7% uomini e il 24,2% delle donne gli autori di ghosting.
E non parliamo di rapporti sentimentali solo, di amori nati e non sbocciati, ma anche di amicizie e
conoscenze. Uscite e poi siete convinti sia stata una serata indimenticabile, vi scambiate decine di messaggi e telefonate ogni giorno, poi all’improvviso, l’altro sparisce, flop, un fantasma, un ghost. Il ghost è una persona poco empatica, non sa instaurare rapporti, se uno gli si avvicina troppo fugge, il suo motto è ‘vicino, ma non troppo’. La sua personalità è problematica, non sa gestire ed affrontare rapporti, preferisce evitare ogni problema e vigliaccamente sparisce senza dare spiegazioni. Questo crea forti problemi ad entrambi, scatena insicurezza e timore di essere inadatti.
Non vi basta il ghosting? Ecco il mosting, la versione estrema del ghosting, il moster non solo vi ha convinto che state bene assieme per poi sparire, ma assolutizza il rapporto bombardandovi di frasi d’amore eterno, vi ripete ossessivamente che siete nati per incontrarvi. Che siete due semicerchi perfetti che si sono riunti, che siete la metà esatta dell’altro, poi sparisce lasciando solo devastazione e domande insolute dietro di sé.
Ma nell’era dei Millennials sono nati fenomeni laterali come lo zombeing, l’haunting, l’orbiting. Nomi
diversi, piccole varianti, per identificare lo stesso fenomeno, il ghoster riappare improvvisamente, ma senza palesarsi nella sua pienezza. Mette dei likes ai vostri post, visualizza le vostre storie su Instagram, guarda il vostro stato su Whatsapp, e la loro vittima si chiederà quale messaggio voglia passare? Sparisci senza una spiegazione per poi fare orbiting? Vieni a vedere il mio profilo per metterci un like dopo mesi? Una interpretazione è che si sia reso conto di avere fatto un errore e voglia aprire una porta, dare una seconda possibilità, o almeno è quello che vorreste credere per trovare una spiegazione al ghosting. Se siete fra le vittime di questi personaggi, ricordatevi che il ghoster ed il moster sono personalità immature e malate di disagio psicologico, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…
MAURIZIO DONINI

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