Da Keith Raniere al bdsm consapevole, il lato oscuro del sesso

By on maggio 14, 2018

“Come riportato dall’accusa, Allison Mack reclutava donne in un presunto gruppo femminile
automotivazionale creato da Keith Raniere. Le vittime venivano sfruttate, sia sul piano sessuale che lavorativo, a beneficio della difesa.”
Richard P. Donogue, procuratore degli Stati Uniti

Ci sono molti lati ‘oscuri’ dell’essere umano che vengono alla luce quando si tratta di sesso, desideri inespressi che trovano improvvisamente sfogo, repressioni che esplodono, liberazione sessuale dai conformismi e dai legacci della società puritana e religiosa in cui siamo immersi. Ampia eco ha trovato il bdsm (bondage sado maso e dintorni) negli ultimi mesi con l’arresto del leader della potente organizzazione NXIVM, Keith Raniere (aka Vanguard). Ha soprattutto destato scalpore che fossero implicate due note attrici come Nicky Clyne e soprattutto Allison Mack (la Chloe star di Smallville), protagoniste fra l’altro di un rocambolesco tentativo di fuga con tanto di inseguimento da parte delle volanti della polizia.
Non è stata certo l’attività sessuale ad essere al centro delle attenzioni della NYPD, ma il fatto che il Raniere pare avesse intrattenuto rapporti con minorenni anche di 12 anni, e che la Mack avesse reclutato ‘schiave’ non più consenzienti, tramite il ricatto. Tramite diete terrificanti e controllo mentale le adepte venivano ridotte in condizioni fisiche pessime con l’obiettivo di superare momenti particolarmente difficili della loro vita. Persone fragili che divenivano marionette inconsapevoli nelle mani del guru della setta.
Tutto questo non ha ovviamente niente a che fare con il mondo del BDSM, che contrariamente a quello che si può pensare e temere, non è semplice dolore fisico fine a sé stesso, ma un gioco dove vige il paradigma SSC: Sano, Sicuro, Consensuale. All’interno di questo mondo che definiamo ‘lato oscuro’ solo per via del conformismo sociale e dell’essere prevenuti verso tutto quello che non si conosce, vigono vari ruoli e derivazioni, in sintesi c’è sempre un dominante ed un sottomesso, ma fondamentale è che ci sia un consenso consapevole. Il dolore, che può essere presente, ma sempre nei limiti di arrivare a provocare piacere ed in quelli del sottomesso, non è importante, ma è il rapporto che si crea tra i due attori.
Come dicevamo un conformismo puritanista che fa sembrare il bdsm una pratica da evitare, ma che non impedisce a milioni di persone di leggere o guardare l’aberrante e noiosissima trilogia delle 50 sfumature. Il bdsm fa orrore a sentir dire, ma non impedisce ai critici di versare tanti euro per la paccottiglia delle 50 sfumature, un poco di ipocrisia borghese non guasta mai. A sentire chi lo pratica da tempo il bdsm serve a parlarsi nella coppia, a svelarsi i reciproci desideri, è oltretutto poco costoso, si possono usare molti oggetti già disponibili per casa cui non si sarebbe pensato.
Ma si tratta di qualcosa di nicchia? Mica tanto, perché il bdsm si disprezza pubblicamente, ma si pratica privatamente, esattamente per il 70% sono etero, il 29% bisex e l’1% gay. I generi sono suddivisi tra un 40% di sottomessi, un 32% di dominanti ed un 28% di switch (dominanti o sottomessi a seconda della situazione). Psicologicamente i praticanti sono molto stabili e meno ansiosi, più felici della media, preferiscono nel 26,4% il bondage, al 24% la frusta, il 22,8% si accontenta dello spanking, il resto tra dominazione psicologica ed umiliazioni di vario tipo. Ora è quindi il momento di accantonare la letteratura per bambini delle 50 sfumature, e, se volete, consensualmente e consapevolmente, iniziare a fare i giochi da grandi.
MAURIZIO DONINI

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