Pensioni, quota 100 costerebbe 15 miliardi l’anno

By on maggio 12, 2018

Consentire l’accesso alla pensione con la quota 100 (somma tra età e contributi, fissando comunque un minimo di 35 anni di contributi) potrebbe costare nel 2019 11,5 miliardi per arrivare a quasi 15 a regime, il terzo anno dall’avvio della normativa.

Il calcolo arriva da Stefano Patriarca, a lungo consulente di Palazzo Chigi per la previdenza e ora responsabile della società di consulenza e ricerca Tabula. Nel 2017 – spiega all’Ansa a proposito delle proposte di modifica della legge Fornero che potrebbero arrivare con il nuovo Governo – sono state liquidate dall’Inps nel solo settore privato circa 290.000 nuove pensioni previdenziali dirette e tra queste circa 160.000 di anzianità. In media chi è andato in pensione anticipata aveva 61 anni. Nonostante fossero necessari 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi le donne) oltre la metà dei nuovi pensionati è uscito in anticipo.

«Se oltre a quota 100 si prevedesse anche la possibilità di uscire con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età – dice – il costo il primo anno sarebbe di 12,3 miliardi e di quasi 16 a regime». Secondo le elaborazioni di Patriarca sulla base di dati Inps la quota 100 costerebbe nel 2019 11,5 miliardi mentre la doppia possibilità di uscita dal lavoro con quota 100 o in alternativa con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età, costerebbe sempre per il primo anno 12,3 miliardi. La quota 100 con un’età minima fissata a 62 anni costerebbe nel 2019 11,2 miliardi mentre solo il requisito di 41 anni di contributi per tutti costerebbe 9,1 miliardi.

L’ipotesi meno costosa, secondo i calcoli presentati, sarebbe quella del requisito a 41 anni ma con almeno 62 anni di età che potrebbe costare nel 2019 3,7 miliardi. Le cifre del primo anno di utilizzo dell’intervento dovrebbero essere però incrementate negli anni successivi con un valore che nel terzo anno dovrebbe essere circa del 20-30% superiore a quello del primo anno. In pratica se ci si limitasse a quota 100, dagli 11,5 miliardi del primo anno si passerebbe (con un aumento del 30%) a 14,9 miliardi. Con questi interventi – spiega Patriarca – in media i pensionati di anzianità accederanno alla pensione con un’età media intorno ai 59 anni (a fronte dei 61 medi attuali) con otto anni di anticipo rispetto all’età di vecchiaia dato che nel 2019 salirà a 67 anni. La spesa cumulata in 10 anni – conclude Patriarca – potrebbe essere attorno ai 50 miliardi per l’ipotesi meno costosa e di 150

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