Il barometro politico di maggio, tra governo neutrale ed elezioni

By on maggio 10, 2018

“Tanto tuonò che piovve”
Socrate

Come già evidenziato in passato la situazione politica italiana rimane incentrata su due partiti simili, quello
di Silvio e di Little Silvio, Forza Italia ed il PD, entrambi schiavi dello sconfinato ego del proprio leader.
Organizzazioni gestite con fare dispotico ed aziendalista, gonfie di grigi e servili apparatcik con l’unico
obbligo di dedizione ed obbedienza al capo. Entrambi hanno evitato testardamente di fare quanto serviva a
far nascere un governo, il Caimano conscio che il destino delle sue aziende cariche di debiti è legato a
doppio filo al gioco della politica, il polituncolo di Firenze circondato da lupi che sentono l’odore del suo
sangue e covano validi motivi di vendetta, sapendo che uscire dall’impasse ne avrebbe decretato la morte
politica.
Ora rimangono con il cerino acceso in mano e la tagliola delle elezioni che si è improvvisamente realizzata,
con un crollo totale e verticale di PD e Fi, cali di punti percentuali tali che renderebbero la Lega autonoma,
se non dai crediti verso Arcore, almeno dai suoi voti.
Riuscirà la ciambella di salvataggio che Mattarella, eletto con i voti renziani a suo tempo, butterà ai partiti
storici con questo ‘governo neutrale’? Contrariamente ai precedenti governi ‘tecnici’, in questo caso le
opposizioni che vogliono andare alle elezioni subito hanno tutti i voti necessari a bocciare fiducia e
provvedimenti dell’eventuale neo-governo. Un eventuale incarico ad una donna sarebbe un colpo politico
geniale del Presidente che potrebbe puntare sul superamento del gender gap per coalizzare attorno a
questa figura il consenso necessario.
MAURIZIO DONINI

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