Secondo la Corte dei conti europea, il sostegno dell’UE agli investimenti produttivi nelle imprese deve essere maggiormente focalizzato sulla durabilità

By on aprile 12, 2018

Tra il 2000 e il 2013, la gestione del sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale agli investimenti produttivi nelle imprese europee non ha posto sufficiente enfasi sulla durabilità dei risultati, stando a una nuova relazione della Corte dei conti europea. La Corte ha concluso che i risultati di circa un progetto su cinque non sono stati mantenuti oltre il completamento del progetto e che per un quarto dei progetti i risultati sono stati mantenuti solo in parte. Ciò è stato principalmente dovuto alla insufficiente enfasi posta sulla durabilità nella gestione del sostegno.

Il Fondo europeo di sviluppo regionale contribuisce a finanziare investimenti in capitale o in attivi per la creazione e il mantenimento di posti di lavoro stabili attraverso misure che incoraggino anche lo sviluppo locale e regionale. Tra il 2000 e il 2013, sono stati stanziati a tal fine oltre 75 miliardi di euro e oltre 68 miliardi di euro sono previsti per il periodo 2014‑2020.

Gli auditor hanno valutato se questi fondi siano stati gestiti in modo da garantire la durabilità delle realizzazioni e dei risultati, cercando di individuare i principali fattori che la influenzano. Sono stati presi in esame 41 progetti di investimenti produttivi completati che erano stati cofinanziati tra il 2000 e il 2013 in Austria, Repubblica ceca, Germania, Italia e Polonia.

Gli auditor hanno rilevato che gli obblighi di durabilità stabiliti dalla normativa dell’UE erano stati soddisfatti in tutte le regioni interessate dall’audit. Inoltre, i progetti esaminati avevano prodotto, in genere, le realizzazioni previste e, nella maggior parte dei casi, i beni acquistati e le altre realizzazioni esistevano ancora ed erano in uso al momento dell’audit. In molti casi, però, non erano stati raggiunti risultati duraturi.

“La maggior parte dei progetti esaminati aveva generato i risultati diretti attesi, riguardanti per lo più la creazione di posti di lavoro, il migliorato accesso a finanziamenti e a crediti, una maggiore produzione e produttività. Tuttavia, in un quinto di essi, i risultati conseguiti al momento del completamento dei progetti non sono stati mantenuti nel tempo,” ha dichiarato Ladislav Balko, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione.

Inoltre, per quasi la metà dei progetti esaminati, non è stato possibile valutare la durabilità alla fine del periodo di durabilità stabilito dalla normativa, in quanto non sempre durante l’attuazione del progetto e successivamente erano state raccolte informazioni al riguardo e/o perché al momento dell’audit i relativi documenti non erano più conservati negli archivi.

In alcuni casi, l’assenza di risultati duraturi era dovuta a fattori manifestamente al di fuori del controllo delle autorità e dei beneficiari, come la crisi economica dopo il 2007‑2008 o le modifiche alla normativa nazionale. Spesso, però, le ragioni erano riconducibili a carenze gestionali, come una insufficiente focalizzazione sulla durabilità a livello di pianificazione strategica, procedure inadeguate per la selezione, il monitoraggio e la stesura di relazioni relative ai progetti e l’applicazione non uniforme di misure correttive da parte delle autorità in caso di mancato raggiungimento dei valori-obiettivo perseguiti.

Gli auditor rilevano che il quadro normativo ha introdotto miglioramenti per il periodo 2014‑2020. Sono necessari però ulteriori interventi per conseguire risultati duraturi nell’attuale periodo di programmazione e migliorare la concezione dei programmi per il periodo successivo al 2020.

Gli auditor raccomandano agli Stati membri di:

  • favorire il conseguimento di risultati duraturi attraverso una maggiore focalizzazione sull’individuazione e sulla riduzione dei rischi e una migliore analisi dei bisogni dei diversi tipi di imprese;
  • migliorare le procedure ed i criteri di selezione, nonché i dispositivi di monitoraggio e di rendicontazione;
  • definire misure correttive chiare collegate al raggiungimento dei valori-obiettivo a livello dei progetti (ove esistenti) e applicarle in modo uniforme.La Commissione dovrebbe:
  • prestare particolare attenzione al modo in cui gli Stati membri affrontano la questione della durabilità dei risultati dei progetti durante il processo di approvazione dei programmi operativi;
  • provvedere affinché gli Stati membri applichino uniformemente misure correttive chiare, compresi i meccanismi di recupero dei finanziamenti, nel caso i progetti non rispettino gli obblighi di durabilità stabiliti dalla normativa UE.

Inoltre, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero accertarsi che le valutazioni prendano in esame in modo più sistematico la durabilità dei risultati dei progetti, per preparare nel modo migliore i futuri regimi di sostegno alle imprese dell’UE.

Note agli editori

Il sostegno agli investimenti produttivi da parte del Fondo europeo di sviluppo regionale è attualmente limitato alle PMI. Anche le grandi imprese ne possono però beneficiare, a condizione che gli investimenti prevedano la cooperazione con le PMI e contribuiscano a rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione o a sostenere il passaggio ad un’economia a bassa emissione di carbonio.

La relazione speciale n. 8/2018, intitolata “Sostegno dell’UE agli investimenti produttivi nelle imprese – è necessaria una maggiore focalizzazione sulla durabilità”, è disponibile in 23 lingue dell’UE sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).

 

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