La noia ed i noiosi

By on marzo 30, 2018

La noia è il più nobile dei sentimenti umani in quanto ci mostra l’insufficienza delle cose esistenti
di fronte alla grandezza del desiderio nostro.
(Giacomo Leopardi)
La ‘noia’ pare essere diventata la malattia del secolo, una delle parole più usata per giustificare
fatti, eventi, stati d’animo. La noia è alla base dello sballo in molti servizi di cronaca, è corruttiva,
invasiva, applicabile a mille ambiti. Ralph Greenson, lo psicoanalista di Marylin Monroe, definiva
la noia come una sensazione di “vuoto attivo”, identificandola come uno stato di inquietudine. E’ un
vuoto animato da inappropriatezza del proprio stato emozionale, l’impossibilità di riempire e dare
un senso al proprio tempo.
Ma tutto questo non va visto in senso puramente negativo, la noia è proprio il motore che ci spinge
a nuove ricerche ed alla sperimentazione di novità, a cercare nuove strade che un perenne stato di
stabilità ci vieta. Quando si è annoiati la mente inizia a lavorare per combatterla, progresso, novità,
ricerca, tutto questo viene azionato dal non essere sazi, dal sentirsi annoiati.
In campo di rapporti interpersonali le variabili sono poi molteplici, l’uomo che corteggia
incessantemente una donna, una specie di stalkeraggio gentile ed educato, volto alla conquista della
donzella. Poi quando finalmente riesce ad ottenere l’agognato premio, lei gli apre le porte del
paradiso, dopo una prima uscita o anche meno, lui si dilegua. Senza apparente motivo. I casi
possono essere due, o alla prova dei fatti la donna non corrisponde alle aspettative del corteggiatore,
oppure il gaudente don Giovanni si era lanciato all’attacco spinto dalla noia di una relazione di
coppia, e tutto è finito quando lei ha ceduto alle lusinghe dell’improvvisato Casanova, ora pronto
per nuove missioni. Al livello più basso è proprio uno che se non corteggia qualunque donna gli
passi accanto, passa il proprio tra partite a carte, aperitivi con gli amici, cazzeggi inutili e parole
senza senso infarcite di luoghi comuni e banalità.
In tutto questo scempio emozionale non ne esce certamente indenne la donna, tipico animale da
uscita in comfort zone, esce con l’uomo affidabile per noia più che per piacere, se teme che uno
possa coinvolgerla, farla vibrare oltre il lecito sfugge. La comfort zone è il campo di battaglia della
donna, un uomo noioso, ma prevedibile e gestibile è il suo ideale, il classico Mr. Endicott da
compagnia, molte fantasie inespresse, ma sesso da missionario.
Cosa si ottiene dalla somma di quanto scritto precedentemente? Il classico, triste e squallido
quadretto del capo che va a letto con l’impiegata, lui è annoiato, insegue tutte le nuove arrivate, le
statistiche e gli studi sono unanimemente concordi. Nella sua noiosa prevedibilità è chiaro che non
lascerà mai niente di quello che ha per un’altra, perché gli oggetti della sua vita, dalla moglie
istituzionale alla posizione sociale, sono enormemente più importanti di qualunque sciacquetta
occasionalmente orizzontalizzata. La sua specialità sono le tipiche smancerie da romanticone, di
solito non spende un centesimo, ma i paroloni sono il suo pane quotidiano, ma alla impiegata di
turno dedica solo poche ore alla settimana per sfogarsi, il resto del suo tempo è dedicato
all’immagine, agli amici, allo sport.
La vita noiosa spinge anche le ragazzine ad uscire con uomini molto più avanti con gli anni, loro
hanno l’ego soddisfatto dalla gioventù, di cui fingono di non capire l’interesse pratico, le fanciulle
escono dal tran tran fatto di brufolosi ragazzotti palestrati dal sesso al fulmicotone per sedersi in
belle auto, trattate e sedotte da qualcuno che per una volta sa quello che fa.
Ma fondamentalmente bisogna distinguere la noia dai noiosi, liberarsi delle persone negative che
portano solo malessere e ti usano per scaricare i loro problemi addosso, ti usano finchè sei

funzionale ai loro bisogni del momento, salvo poi dimenticarsi di te appena il problema è superato.
Coltivate la noia, recidete i noiosi.
MAURIZIO DONINI

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