Il barometro politico di marzo – elezioni si, elezioni no!

By on marzo 15, 2018

IL BAROMETRO POLITICO DI MARZO
Cosa è successo nella politica italiana? Verrebbe da dire un evento importante e fondamentale nella vita democratica di un paese, le elezioni. Ma in realtà il risultato pratico è totalmente nullo, al momento perlomeno, i vincitori in termini di voti non hanno portato a casa nessun risultato tangibile, il traguardo di avere sfondato il muro del 30% da parte del Movimento 5 Stelle ha effettivamente del clamoroso. Così come il 17% della Lega di Salvini, che supera il recinto settentrionale del 10% in cui era avvolta, e con un programma elettorale che sembra scritto da Paperoga, dove si gioca solo sulla paura e su un populismo fatto di promesse che farebbero impallidire Cettolaqualunque, prende voti un poco ovunque.
Perdenti sicuramente il PD di Renzi, il clone della DC che il buon Matteo, con i sodali Orfini, Guerini, Franceschini, Serracchiani, Boschi, prendeva in giro il 22% raccolto sotto la guida di quel brav’uomo di Bersani, ha raccolto un miserrimo 18%. In 3 anni Renzi ha distrutto quello che restava della sinistra italiana, sempre che di sinistra si possa parlare visto che tutti i maggiorenti provengono dalla DC o da CL, riuniti sotto il cappello del Giglio Magico. Ma ci si poteva stupire? Quando la sinistra porta come capolista un Casini nella rossa Emilia-Romagna, spedisce MBE a Bolzano a farsi eleggere con i voti della SVP? Un segretario che è stato quanto più possibile divisivo, rancoroso, presuntuoso, arrogante, si è esibito nel peggio di quello che un politico può apportare alla vita di un paese, Forza Italia ha perso persino la leadership del centro-destra, il partito azienda ha confermato di essere solo una matrice Mediaset, passata la stagione televisiva resta poco se si parla di politica. E adesso? Il buon Silvio cerca disperatamente di stipulare un Nazzareno bis, sapendo che altri governi potrebbero fare quello che la sinistra non ha mai voluto fare, leggi democratiche che evitino l’unica concentrazione mediatica di potere saldata tra TV, radio e giornali, che si è verificata in Italia con il monopolio Mediaset. Salvini intanto cerca di stringere in un abbraccio mortale i pentastellati, bramati dal PD sottotraccia, ufficialmente ripudiati da Renzi, ma adulati per altri versi da esponenti più intelligenti e meno vendicativi.
Intanto rigettano fantasiose richieste di governi M5S+PD mai giunte, un poco come quella ragazza che si negava a fantomatici spasimanti, salvo poi morire zitella.
Ma perché non è successo niente? Bisogna stupirsi che ci si stupisca, PD e Centro-destra hanno fatto un Rosatellum che è una legge elettorale platealmente fatta per non far vincere il Movimento 5 Stelle, e peggiora di molto perfino il precedente Porcellum. Ma nulla di nuovo, questo era stato già fatto notare da tutti i giuristi e costituzionalisti, perfino il Presidente Grasso di fronte ad una forzatura che sarebbe difficile trovare perfino in un regime di Ayatollah, prese cappello e se ne andò dalla maggioranza che l’aveva eletto.
Sapendo di non poter vincere il PD in primis, a colpi di voti di fiducia, ha fatto passare una legge che gli impediva di perdere e comunque lo pone tra gli attori della scena.
Ora resta da vedere l’evolversi della situazione, per correttezza procedurale di norma il Presidente della Repubblica inizia ad investire di mandato il partito di maggioranza relativo. Presumibilmente Di Maio tenterà di formare un governo, come sarà divertente da vedere, se mettendo assieme forze opposte, reclutando probabili transfughi? Nuove elezioni paiono una soluzione impraticabile con questa legge, una nuova legge diversa sarebbe una forma di suicidio assistito per molte forze attuali, quindi per restiamo alla finestra ed osserviamo il passaggio in attesa di sviluppi.
MAURIZIO DONINI

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