“Un nuovo bersaglio per l’immunoterapia con linfociti modificati”

By on marzo 13, 2018

Nuovo progetto dell’Istituto Neurologico Carlo Besta in collaborazione con la University

of North Carolina per la terapia del glioblastoma:
Sarà dedicato alla memoria di una giovane paziente.

“Immunoterapia usando linfociti modificati” è un nuovo progetto dell’Istituto Neurologico
Carlo Besta per la terapia del glioblastoma, il più aggressivo tra i tumori cerebrali, intitolato
alla memoria di una giovane paziente, Viola Kraus, e sostenuto dall’Associazione “Il Fondo di
Gio”, istituita per promuovere la ricerca sui tumori cerebrali, con particolare riguardo a quelli
infantili.
“Recentemente sono stati mossi enormi passi avanti nell’ambito della terapia adottiva che prevede
di modificare in vitro i linfociti dei pazienti utilizzando una molecola chiamata chimeric antigen
receptors (CAR), per reindirizzarli contro specifiche proteine espresse dalle cellule tumorali”.
Afferma Serena Pellegatta, Biologa del Laboratorio di Immunoterapia dei Tumori celebrali e
prima autrice della ricerca.
Continua Serena Pellegatta: “Volendo esemplificare, è come se dotassimo i linfociti di potenti lenti
che permettono di riconoscere le cellule tumorali e di ucciderle definitivamente. Immaginiamoci dei
linfociti killer”.
“Questo potente strumento ha ridato speranza a molti pazienti affetti da leucemie e linfomi e solo
recentemente alcuni gruppi negli Stati Uniti hanno iniziato a valutarne l’efficacia contro i
glioblastomi”. Aggiunge Gaetano Finocchiaro direttore dell’unità operativa di Neuro-
Oncologia Molecolare, che da anni si occupa di immunoterapia con cellule dendritiche; tali cellule
collaborano all’attivazione della risposta del sistema immunitario, sia contro agenti patogeni, sia
contro cellule tumorali.
Per cercare di introdurre la complessa tecnologia dei CAR all’interno dell’Istituto Carlo
Besta, è stata avviata una collaborazione nel luglio del 2015 con Gianpietro Dotti, Professore
di Microbiologia e Immunologia presso il Lineberger Comprehensive Cancer Center della
University of North Carolina (UNC) di Chapel Hill.
“Desidero sottolineare l’importanza di questi studi congiunti fra realtà scientifiche di grande
eccellenza internazionale e la complementarietà di questa ricerca. Abbiamo infatti una nuova
avvincente ipotesi scientifica che le due istituzioni stanno sviluppando su nuovi potenziali target per
il glioblastoma”. Evidenzia Gianpietro Dotti.

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