L’effetto Cassandra e la prevalenza dell’idiota

By on febbraio 27, 2018

Il vero incompetente si può riconoscere dal fatto che non ha dubbi sulla propria competenza
Avevamo già affrontato il discorso del prevalere dell’incompetenza al salire di grado negli studi accademici
di Laurence J. Peter e noto come ‘Il principio di Peter’. Riassumendo brevemente, persona adatte e dotate
per un certo incarico, proprio per il loro valore nello svolgerlo, vengono via via promosse ad incarichi
superiori fino ad arrivare a ricoprire una posizione apicale per cui non sono adatti. In pratica erano perfetti
per gli incarichi sottostanti, ma inadatti per dirigere da posizioni che richiedono skill diversi dal loro.
Se in quel caso abbiamo affrontato il caso scientifico di persona competenti posizionate in modo da diventarlo rispetto ai nuovi incarichi, ancor più grave è il cosiddetto ‘Effetto Cassandra’, per cui le posizioni apicali
vengono attribuite a personaggi totalmente inadatti a ricoprire alcunché ruolo che richieda competenze
specifiche, siamo di fronte alla prevalenza dell’idiota.
Sono tre le leggi che determinano l’ascesa dell’idiota, che in quanto tale non viene riconosciuto dai
superiori che continuano a premiarlo, e riesce molto bene a mascherare la sua totale inadeguatezza. Il tutto
nasce dal fatto che l’idiota non si rende conto di esserlo, anzi, si ritiene capace, questo gli impedisce di
riconoscere la propria stupidità e quindi di studiare e migliorare. E’ così bravo a nascondere la sua idiozia da
non riuscire a percepirla nemmeno lui, è anche aggressivo ed arrogante, atteggiamento che spesso viene
scambiato per sicurezza in sé stessi e diventa quindi un fattore premiante.
Contrariamente al principio di Peter, per cui l’incompetente è tale rispetto alla nuova posizione assunta,
l’idiota affetto dall’effetto Cassandra lo è a prescindere, la sua ottusità è totale e si manifesta in qualunque
ruolo gli venga assegnato. Riesce a limitare i danni causati e mascherare la propria idiozia dedicandosi ad
attività semplici e ripetitive che non necessitano di particolari attitudini, ricordiamo ad esempio il ragionier
Fantozzi usato come spugna per i francobolli.
La terza legge si richiama al postulato di Murphy, l’incompetente è anche uno ‘sfigato’, la sua stupidità
accoppiata alla protervia di credersi bravo, comporta che la sfortuna si accanisca contro di lui, e ‘se
qualcosa potrà andare male, andrà sicuramente di male in peggio’. Questo comporta che l’idiota è
assolutamente e probabilmente in grado di fare danni, e dato che tutto il sistema tende a privilegiare la
prevalenza degli idioti, è indubbiamente facile pronosticare l’apocalisse dovuta alle tre leggi dell’effetto
Cassandra.
MAURIZIO DONINI

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