Coldiretti incorona 15 nuovi agrichef: “Sono le mani sapienti che fanno conoscere le Marche attraverso i prodotti e la cultura alimentare”

By on febbraio 4, 2018

Sono 8 donne e 7 uomini provenienti della province di Ancona e di Pesaro Urbino i nuovo agrichef che nei giorni scorsi hanno ricevuto l’attestato dai vertici di Coldiretti Marche dopo una settimana di master affiancati dallo chef Roberto Dormicchi. Una settimana iniziata portando ognuno i prodotti della propria campagna che si sono trasformati in ingredienti per le prelibate ricette ideate dallo chef: dalla trota vissana farcita con ricotta, puntarelle e verza croccante ai passatelli verdi alle erbe di campo con ceci e rosmarino, dal coniglio disossato in porchetta con crema di patate allo stinco di maiale cotto sottovuoto in formo a 66° per 18 ore. “È stata una settimana molto interessante – spiega chef Dormicchi – con corsisti molto motivati che hanno formato un bel gruppo. Ognuno ha portato il suo sapere, le informazioni sono state messe a confronto e tutti si sono arricchiti”. Un corso che ha toccato anche aspetti storici della cucina marchigiana: dalla cucina dell’agriturismo Pieve del Colle di Urbania, dove il gruppo ha anche soggiornato, sono uscite due ricette prese da un prezioso manoscritto del 1600: la frittata rognosa, con pezzetti di salsiccia, e le uova in trippa.

Tra le lezioni sono state viste nuove tecniche di cottura, nuovi stili di impiattamento. “Nelle Marche – aggiunge Dormicchi – la strada degli agriturismi è quella giusta. Chi opera crede in ciò che fa. La presentazione del piatto e il modo di accogliere i turisti sono fattori importanti ma basilare è la qualità dei prodotti e il modo di conservarli”. Oltre all’attestato, i corsisti sono stati inseriti nell’albo nazionale degli Agrichef. “Gli agrichef sono le mani sapienti che trasformano i prodotti in cibo e raccontano i territori – ha concluso il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante – Campagna Amica viene vista spesso solo come i mercati ma di fatto ha potenzialità per una crescita culturale dell’intera società. Dobbiamo divulgare, riconoscendo che abbiamo bisogno di altre professionalità per crescere sul territorio. Dobbiamo rimboccarci le maniche e da questo risultato dobbiamo ripartire insieme a questo grande appeal che ha l’agricoltura e il Made in Italy”.

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