San Benedetto, per danni all’erario Gaspari e alcune dirigenti a giudizio

By on marzo 1, 2017

gaspariSAN BENEDETTO – La Corte dei Conti ha rinviato a giudizio l’ex sindaco Giovanni Gaspari, le due ex segretarie generali Serafina Camastra e Fiorella Pierbattista oltre la dirigente Catia Talamonti per le nomine dirigenziali risalenti al 2010. Capo di imputazione aver superato i limiti per l’assunzione di dirigenti a nomina sindacale e non aver indetto il concorso. La sentenza di assoluzione o condanna al risarcimento di 400mila euro è attesa entro la fine dell’anno. Tutto risale al 2010 quando l’allora primo cittadino Gaspari, procedette alla nomina di tre nuovi dirigenti quali Catia Talamonti al Bilancio, Renata Brancadori ai settori Turismo, Cultura e Sport e Germano Polidori all’Urbanistica. Si trattava di tre nuovi dirigenti a nomina che si andavano ad aggiungere agli altri a tempo determinato, contro i due a tempo indeterminato quali Roberto De Berardinis e Tonino Rosati. La legge, invece, impone che solo il 18% dei dirigenti siano a nomina sindacale e gli altri assunti tramite concorso. Da qui la richiesta a gran voce dei sindacati che ribadirono la necessità di effettuare queste nomine attraverso concorso, ma l’amministrazione procedette per la sua strada. A questo punto arrivarono gli esposti inviati alla Presidenza del Consiglio dei ministri, alla Corte dei Conti regionale, al Ministero per la pubblica amministrazione, alla Procura della Repubblica e al Collegio dei revisori dei conti. Tanto che la Polizia tributaria inviata dalla Corte dei Conti, nel 2013, per settimane ha acquisito dati e faldoni nelle stanze del municipio per poter portare avanti le indagini.
Indagini che sono culminate con il rinvio a giudizio per il sindaco Gaspari che decise per le nomine, per le due segretarie generali Serafina Camastra e Fiorella Pierbattista che si sono susseguite dal 2010 al 2015, fino a quando si diede seguito al concorso per i dirigenti e infine per la dirigente Catia Talamonti in qualità di dirigente del personale. È stato calcolato un danno erariale di circa 400mila euro, quale cifra che il Comune avrebbe pagato per cinque anni ai tre dirigenti nominati. Un risarcimento che verrebbe ripartito tra i quattro imputati per il 50% Gaspari, per il 20% Camastra, per il 20% Pierbattista e per il 10% Talamonti.

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