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Tipicità & archeologia: binomio vincente a Monte Rinaldo

I centri dell’entroterra dispongono di risorse straordinarie, ma risultano carenti
sotto l’aspetto della promozione e del marketing e spesso gli stessi abitanti non hanno
la consapevolezza di possedere tanta ricchezza proprio perché, vivendoci in mezzo da
sempre, sono portati a sottovalutarne il reale valore.
Monte Rinaldo è un suggestivo borgo medioevale del Piceno, in Val d’Aso, la
rinomata fruit valley. Dai 485 m. slm del colle sul quale l’abitato è adagiato, si gode
un panorama mozzafiato in ogni direzione, che evoca l’infinito di leopardiana
memoria: dal mare Adriatico alle cime del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dal Gran
Sasso d’Italia al Monte Conero.
Tuttavia, le attrattive di Monte Rinaldo non si limitano alla sua felice posizione
geografica. Infatti, poco fuori dell’abitato c’è una sorpresa di eccezionale valore
storico: l’area archeologica “La Cuma”, con un santuario di età ellenistica dedicato a
Giove e molteplici resti di epoca romana, tra i quali un imponente portico colonnato ed
un tempio. Inoltre, numerosi reperti e decorazioni architettoniche sono conservate nel
Museo civico archeologico, ubicato nel centro storico.
Ebbene, da questo remoto quanto affascinante angolo di Marca arriva un
esempio di best practice idoneo a far uscire i centri delle aree interne dal cono
d’ombra, da quell’anonimato di cui soffrono cronicamente. Mettendo intelligentemente
a sistema le proprie risorse, Gianmario Borroni, Sindaco del piccolo Comune (poco più
di 300 anime!), è riuscito a proporre un’offerta complessiva di turismo esperienziale,
un format peraltro facilmente replicabile da altri centri con caratteristiche simili, che è
sintetizzato in una giornata-evento dall’eloquente denominazione “Tipicità e
archeologia”. Il programma dell’iniziativa, che è sede di tappa del Grand Tour delle
Marche e che si svolge ogni anno nel mese di agosto, rappresenta lo schema di un
prodotto turistico esperienziale ad ampio spettro, articolato in una proposta fruibile in
gran parte dell’anno.
L’edizione di quest’anno, appena conclusasi, è iniziata con una visita guidata
all’area archeologica, è proseguita con un aperitivo gustato (è proprio il caso di dirlo!)
sul balcone naturale affacciato sulla sottostante Val d’Aso dinanzi all’incomparabile
spettacolo di stupendi paesaggi ed è proseguita con una cena gourmet dall’evocativo
titolo Al Convivio di Giove, ambientata nella piazza del paese illuminata, per
l’occasione, da scenografici giochi di luce e con tanto di musica dal vivo in sottofondo.
La memorabile esperienza si è conclusa con una puntata al Museo archeologico.
Un eccellente modo di offrire al turista, nell’arco di poche ore, un fantastico mix
di storia, arte, paesaggio e tipicità. Cos’altro si può desiderare?