Gorra: L’arte dell’attimo a Pietrasanta

Pietrasanta è una meravigliosa cittadina carica di storia e arte, ricca di 30 gallerie di arte contemporanea,
buen retiro dell’immenso Fernando Botero, nominato cittadino onorario nel 2001, ospita ora la mostra di
Sandro Gorra. Oltre gli affreschi e le sculture dell’artista colombiano, abitano ora le realizzazioni oniriche e
salaci dell’ex-Art Director milanese, ora nel pieno di una carriera artistica di grande successo. L’esposizione,
che inaugurata alla presenza dell’artista e delle istituzioni con il sindaco a fare gli onori di casa, è co-
organizzata con il Comune di Pietrasanta, in collaborazione con la galleria Laura Tartarelli Contemporary
Art e grazie al sostegno di Monini S.p.A., Attilio Bindi ed Henraux S.p.A.
Una mostra che Gorra ha voluto “diffusa”, per invadere i luoghi e non rinchiudere le sue opere d’arte in un
recinto, e le giraffe esposte all’aria aperta rappresentano un inno alla libertà, unendo la disperazione nello
sguardo che l’artista è riuscito a imprimervi per evidenziare la paventata estinzione della razza, a un invito
all’uomo a provvedere che tutto ciò non accada.
L’articolato percorso, che conta 42 opere tra lavori pittorici, illustrazioni e sculture sia monumentali che di
piccola e media dimensione, di cui 26 inediti realizzati appositamente per quest’occasione, oltre a più di
120 disegni e studi preparatori, bozzetti e lettering concept. Dalle giraffe che perdono le macchie – come
nell’opera monumentale Grande Max in marmo bianco Altissimo del 2021, alta oltre 2 metri e dal peso di
10 tonnellate, metafora della fragilità dell’esistenza -, agli uomini fiammifero della più piccola scultura
Teste calde del 2020, evidenza dell’ansia da conquista che oscura gli animi e infuoca le passioni, per
passare poi a Victoria, acquerello del 2021 che mostra come solo il successo possa tenere a galla sul mare
di ansie di chi “sta sotto”. Perché Gorra getta uno sguardo sulle miserie umane, dalla fame di ricchezza e
potere che porta a depauperare la natura e l’Africa, così magistralmente rappresentata con le macchie che
fuggono dal manto delle giraffe, fino alle miserie umane. I forti che schiacciano i piccoli, i manager che non
si occupano dei sottoposti, l’edonismo imperante e il labile attimo fuggente che è il successo effimero,
destinato a esaurirsi come la bellezza narcisistica fine a sé stessa.
Il connubio tra l’arte del maestro e la Versilia è forte e immediato, Pietrasanta offre la possibilità di
ammirare tutto il litorale salendo sulle antiche mura e godendosi un panorama mozzafiato, ma anche
passeggiando tra le antiche vie popolate di gallerie d’arte e botteghe storiche. Non solo meraviglia
architettonica, intorno alla piazza gioiello che è il centro del comune, si snodano vie dove è possibile
gustare una cucina toscana d’eccellenza, ricca di sapori, gusto e accoglienza. Dalla cucina vegana di
Sementis ai crostoni dell’Enoteca Libero, dalla classica fiorentina alla scoperta di un angolo di Sicilia nella
Trattoria Il Marzocco, difficile sbagliare nella scelta. Se poi si vogliono scoprire lavorazioni di alta cucina
come le vediamo in Masterchef, basta uscire dalla cinta e in pochi minuti di automobile ci si trova a La
Martinatica, dove fra osmosi, riduzioni, affumicature, il tempo vola leggero come l’aria marina della
Versilia.
MAURIZIO DONINI