ITALO ZUFFI: “Fronte e Retro” – Mostra a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri

Dal 20 gennaio al 1 maggio 2022 è possibile ammirare la retrospettiva Fronte e retro, mostra personale
di Italo Zuffi (Imola, 1969), a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri, suddivisa in due spazi, il MAMbo (Museo
d’Arte di Bologna, Sala delle Ciminiere Via Don Minzoni 14, Bologna), dove apre al pubblico il 20 gennaio
2022, e Palazzo De’ Toschi, sede delle iniziative dedicate all’arte contemporanea di Banca di Bologna, dove
è prevista l’apertura in primavera.
La mostra, nel suo insieme, ruota attorno ad alcuni nuclei tematici che da sempre sostengono il lavoro di
Zuffi e si traducono in contrasti e opposizioni che possono agire sul corpo (talvolta quello dell’artista
stesso) come sulla forma scultorea: tra le idee di costruzione e al contempo di distruzione/caduta; di lavoro
e, insieme, di dispersione di energia; di mollezza e di rigidità; di fragilità e di competizione. Installazioni
geniali che lasciano il visitatore attonito di fronte a idee che possono lasciare interdetti a prima vista, ma
vanno traslate nell’universo artistico. Un mucchio di sabbia apparentemente abbandonata in un angolo
può fare pensare alla dimenticanza di un operaio edile. Viceversa, corrisponde esattamente al peso
dell’artista al momento della creazione, ma è un’opera viva, come il corpo umano cambia di massa
continuamente, parimenti l’opera risente dell’umidità e della temperatura, modificando il proprio peso.
Classico esempio di un’opera estrema di pura vitalità.
L’esposizione al MAMbo si compone di opere che spaziano in tutte le forme artistiche, scultura, fotografia,
video e performance, linguaggi attorno a cui si è sviluppata nel tempo la poetica di Zuffi mostrando il
percorso dell’artista attraverso accostamenti inediti e senza necessariamente seguire una progressione
cronologica. Le opere esposte, oltre cinquanta, generano nuove ipotesi di dialogo tra loro mettendo
insieme le più note dell’artista ad alcune nuove o meno viste. Tra i lavori più conosciuti, ad esempio, due
video degli inizi: The Reminder, l’immagine di un corpo che si tende e irrigidisce fino al limite delle sue
possibilità, e Perimetro, all’interno del quale un corpo cerca di stabilire la sua relazione con lo spazio
generando un senso di attesa e perpetua irrisoluzione.
La mostra a Palazzo De’ Toschi, che seguirà quella al MAMbo, si concentrerà soprattutto sulla pratica
scultorea, configurata come fedele riproduzione di una forma, e messa in discussione della stessa
attraverso intrusioni e frammentazioni. Questa parte del progetto, inoltre, evidenzierà uno degli aspetti
fondamentali della ricerca di Zuffi degli ultimi anni: quello dell’indagine attorno alla parola, usata sia in
forma poetica (si intitola Poesie Doppie una raccolta di brevi testi poetici dell’artista, scritti tra il 2013 e
2014) sia come elemento da cui si genera la forma scultorea.
L’allestimento, che ogni anno reinterpreta in maniera completamente nuova lo spazio della Sala Convegni
di Palazzo De’ Toschi, avrà uno dei suoi baricentri nel dialogo tra due opere commissionate per l’occasione:
Civilizzando, un lavoro che si sviluppa a partire dalla parola, usata qui come strumento di descrizione di
azioni semplici e quotidiane, accostate a generare processi di azione, reazione e sintesi; e una nuova
versione de Gli ignari, uno dei lavori più importanti degli ultimi anni: una serie di nature morte in ceramica
accompagnate dal suono di un fischio – in questo caso ricollocato in un inedita partitura. Ciascuna delle
due opere sarà installata sulle pareti di una struttura triangolare, con una forte presenza scultorea
all’interno dello spazio: i due poli, veri e propri dispositivi fruibili su ogni lato, saranno dotati di
un’illuminazione autonoma e permettono al visitatore di creare un proprio percorso nell’oscurità della sala.
Nella stessa Sala Convegni verrà anche presentato un terzo lavoro installativo.
MAURIZIO DONINI