Note di viaggio – Lago Maggiore e le Isole Borromee

Il lago di Garda è al primo posto nell’attenzione mediatica, ma non meno bello, con il suo fascino
aristocratico e sottotraccia per così dire, quel riserbo piemontese che permea questa zona al confine tra
Piemonte e Lombardia. Dominio dei Borromeo, toscani di nascita, milanesi di adozione, le loro opere
architettoniche sono l’attrazione della zona, iniziando dalla monumentale Rocca di Angera. Roccioso
maniero difensivo che domina il lago regala ai visitatori anche un famosissimo museo della Bambola e del
Giocattolo. Il biglietto unico dà la possibilità di visitare, oltre il castello, le altre proprietà dei Borromeo, le
dimore sulle omonime isole e Parco Pallavicino a Stresa.
Trovare un posto economicamente accessibile e libero non è stato semplice, ma l’Hotel Mazzoccone a
Quarna di Sopra si è rivelato una soluzione valida; camera spaziosa e vista panoramica, è necessario avere
pratica di guida per farsi le numerosissime curve che portano a valle, ma in 15-20 minuti si è a Omegna.
Peccato questo vezzo italico che in nome della pandemia offre colazioni confezionate, quando in
qualunque paese oltre confine i prodotti sono sempre freschi.
E a proposito di tavola, la zona è quanto mai prodiga di prelibatezze, il risotto in questo versante
piemontese del lago la fa da padrone. E nell’agriturismo di Ponte Bria, raggiungibile dopo un breve, e per
nulla problematico, tragitto di qualche centinaio di metri nel bosco, si parcheggia davanti al ristorante e ci
si trova in un ambiente caldo e accogliente. Il risotto erborinato è ottimo e il bonnet non delude, così come
il vino della casa che risulta eccellente.
Da Stresa si parte per visitare le celeberrime isole Borromee, magnificenza rinascimentale e l’amore per la
bellezza la fanno da padrone nelle due isole borromee, Isola Bella e Isola Madre, che assieme all’Isolino di
San Giovanni e allo Scoglio della Malghera), sono di proprietà dei Borromeo. Alcuni particolari importanti
distinguono i due siti nobiliari, Isola Bella era la residenza di rappresentanza tipica, con i suoi grandi spazi e
lo sfarzo barocco. Se in entrambe troviamo sale e arredi conservati con maniacale cura ed esposti con
attenzione, su Isola Bella il giardino è all’italiana, con un anfiteatro circondato dalla magnificenza della
natura. Impossibile non restare a bocca aperta quando si passa nella grotta costruita a piano terra, stanze
per avere una sorta di condizionamento, ma che sono un vero capolavoro di bellezza con pietre e tufo a
comporre le arcate delle stanze. Isola Madre è una versione più famigliare, intima, raccolta, un vero e
proprio scrigno di sorprese, il giardino all’inglese che gira attorno al palazzo è un piccolo eden naturalistico,
con piante provenienti da ogni parte del mondo, la sublimazione si ha nel cipresso secolare antistante il
palazzo, abbattuto da una tromba d’aria, ma fatto rinascere a costo di enormi sforzi. Non mancano animali
preziosi come il pavone bianco, che passeggiano tranquillamente in questo piccolo paradiso botanico da
oltre 2.000 esemplari di flora. All’interno del palazzo è possibile, oltre le stanze padronali, ammirare il
salone da ballo alla veneziana, due teatri di marionette, scontato ricordare come anche qui siano da
ammirare mobili e arredi in perfetto stato di manutenzione, che mostrano come era la vita secoli fa.
Fra le due isole borromee si trova l’isola dei Pescatori, l’unica abitata stabilmente, dove i residenti non
vedono di buon occhio l’arroganza dei “forestieri” borromeo, ma dal punto di vista turistico questa località
una chicca da vivere passeggiando per i suoi vicoli, esplorandone gli angoli e ammirandone la rude bellezza,
così diversa dalle aristocratiche isole ai fianchi. E stuzzicante diventa trovare un ristorante come La
Pescheria, in luoghi ad alto tasso turistico come questi, il rischio di finire a mangiare pranzi ‘precotti’ è
sempre presente, ma in questo caso la sorpresa è iperpositiva. Spaghetti al sugo di pesce di lago davvero
buoni, ottimo dolce, buono tutto. Servizio ai massimi livelli per simpatia ed efficienza, tutto ottimo.
Per concludere degnamente la visita in questi splendidi luoghi è d’obbligo una cena di classe, e a Omegna si
trova la Locanda La Francisca, posto romantico e raffinato posto in un chiostro francescano, servizio
attento e di classe, tutto è improntato al bello. Ma in un ristorante è importante mangiare bene, e il risotto
ai mirtilli e gorgonzola si rivela una prelibatezza. Ottima offerta di vini di qualità, tutto di alto livello.
MAURIZIO DONINI