Peggy Guggenheim – Venezia Gen Z Art Storiez

L’arte che riparte per portare bellezza in periodi bui, il Museo Peggy Guggenheim di Venezia
propone i protagonisti di “Gen Z Art Storiez”, miniserie di 4 video che attraverso le loro parole
raccontano, attualizzandoli, i temi di altrettanti capolavori del museo: Paesaggio con macchie
rosse n.2 di Vasily Kandinsky, L’impero della luce di René Magritte, La pastorella delle sfingi di
Leonor Fini, e Dinamismo di un cavallo in corsa + case di Umberto Boccioni. Alice C., Alice S.,
Enrico, Eugenia, Lorenzo, Maia, Marcello, Pietro, Sofia. Sono giovani, hanno tra i 17 e i 24 anni.
Amano la musica, la fotografia, la letteratura, amano l’arte in ogni sua forma, guardano il mondo
con occhi curiosi, veloci, indagatori e vogliono dire la loro. Ad affiancare i giovani protagonisti, di
volta in volta, quattro guest, scelti dai ragazzi stessi secondo un gioco di affinità elettive, invitati a
rapportarsi con l’arte di Kandinsky, Magritte, Fini, Boccioni in uno scambio reciproco di idee e
opinioni su tematiche e valori che queste opere fanno arrivare fino a noi.
Si parla del capolavoro surrealista di René Magritte L’impero della luce, La dimensione onirica e
surreale, centrale nell’opera dell’artista belga, è altrettanto presente nell’immaginario visivo del
fotografo pugliese, i cui scatti sono arrivati sulle pagine del New Yorker e del British Journal of
Photography, e, in generale, tra le sue fonti d’ispirazione per andare oltre la realtà del mondo
visibile. “Non avevo mai visitato la Collezione Peggy Guggenheim, ed è stata per me un’esperienza
illuminante vedere dal vivo. L’impero della luce, un’emozione che sinceramente non saprei
descrivere. E l’essermi confrontato con due giovani ragazzi come Sofia e Marcello è stato super
interessante perché da questo dialogo ho imparato qualcosa di nuovo sul mio stesso lavoro”. Piero
Percoco
E d al 6 ottobre riapre al pubblico la mostra Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall'Oceania e dalle
Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim, inaugurata alla Collezione Peggy Guggenheim il 15 febbraio
2020 e chiusa dopo appena tre settimane a causa della pandemia. L’esposizione rimarrà aperta fino al 10
gennaio 2022, grazie al sostegno di Pilar Crespi Robert, socia e Chair dell’Executive Committee dell’Advisory
Board della Collezione, e del marito Stephen Robert, trustee della Solomon R. Guggenheim Foundation,
New York. L'esposizione mette in luce un episodio meno conosciuto ma decisamente significativo
del collezionismo di Peggy Guggenheim. Passata alla storia per aver sfidato le convenzioni come
collezionista e mecenate, e da sempre celebrata per la sua collezione d’arte moderna europea e
americana, nel corso degli anni ’50 e ’60 Peggy Guggenheim inizia a guardare oltre i confini
dell’Europa e degli Stati Uniti interessandosi all’arte dell’Africa, dell’Oceania e delle culture
indigene delle Americhe.
MAURIZIO DONINI