Titoli di studio in Europa opportunità per gli studenti

L’obiettivo dell’UE è quello di costruire uno spazio europeo dell’istruzione, per permettere a tutti i giovani
di ricevere un’educazione e una formazione di qualità, e di trovare lavoro in tutto il continente. Lo studio e
la preparazione dei nuovi cittadini è asset fondamentale per la nascita di una società avanzata, inclusiva,
tesa alla modernità, alla tecnologia, all’ambiente. Ogni paese ha un suo proprio sistema scolastico, e per
spostarsi da un paese membro all’altro è indispensabile che vedere riconosciuti i propri titoli scolastici.
Avviato nel 1999, il processo intergovernativo di Bologna, ha facilitato il riconoscimento reciproco dei
diplomi di istruzione superiore in 40 paesi. Ad oggi, esiste un processo europeo di riconoscimento
reciproco non vincolante per diplomi di laurea triennale, laurea magistrale e dottorato. Nel 2018, per
promuovere ulteriormente il processo di riconoscimento, l’UE ha adottato la Raccomandazione sulla
promozione del riconoscimento reciproco automatico per titoli dell’istruzione superiore e dell’istruzione e
della formazione secondaria superiore e dei risultati dei periodi di studio all’estero. La Raccomandazione
invita gli stati membri a prendere iniziative per introdurre il riconoscimento automatico dei titoli entro il
2025. Nell’UE esistono già diversi strumenti che possono aiutare a supportare il riconoscimento delle
qualifiche e facilitare la convalida transfrontaliera dei certificati di formazione e di apprendimento
permanente, come per esempio: Il quadro europeo delle qualifiche, uno strumento legalmente non
vincolante istituito nel 2018 per aiutare a comparare i sistemi di qualifiche nell’UE; L’Europass, ovvero
l’insieme di documenti chiave in grado di presentare in modo chiaro e univoco il livello di istruzione e
l’esperienza lavorativa a livello internazionale. Tra questi documenti ci sono il template per CV
standardizzato in tutta Europa e il passaporto per le lingue; Il Sistema europeo di crediti per l'istruzione e la
formazione professionale, istituito per facilitare la convalida e il riconoscimento di competenze e
conoscenze professionali acquisite in sistemi e paesi diversi.
L’Erasmus+ il programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa, e si
focalizza sulla mobilità e la cooperazione transnazionale. Iniziato nel 1987 come programma di scambio tra
studenti, è passato a diventare un programma quadro che copre l’istruzione scolastica primaria, secondaria
e universitaria internazionale, l’educazione e la formazione professionale, l’apprendimento degli adulti,
l’apprendimento non-formale e informale, e lo sport. Oggi, l’Erasmus+ offre agli studenti possibilità di
studio all’estero, opportunità di insegnamento e formazione per il personale del settore dell’istruzione,
supporta tirocini e scambi giovanili. Le varie organizzazioni (scuole, università, associazioni giovanili, etc.)
possono anche ricevere dei fondi per costruire partnership e alleanze strategiche con organizzazioni di altri
paesi. Il nuovo programma Erasmus+ per il periodo 2021-2027 è stato approvato dal Parlamento il 18
maggio 2021. Gli eurodeputati hanno ottenuto l’aumento di 1,7 miliardi di euro durante i negoziati con il
Consiglio, portando così lo stanziamento a 28 miliardi di euro provenienti da varie risorse, quasi il doppio
rispetto al programma precedente. Si focalizza su inclusione sociale, transizione verde e digitale e
partecipazione più agevole per le persone più svantaggiate.
Altro strumento a disposizione per un sistema scolastico, riconosciuto e integrato è stato lanciato
ufficialmente a 2016, il Corpo europeo di solidarietà finanzia attività di volontariato, tirocinio e lavoro per
giovani impegnati in progetti di solidarietà a favore delle comunità e delle persone in tutta Europa. A
settembre 2019 più di 161.000 giovani si erano già registrati per prendervi parte. Nel maggio 2021 il
Parlamento europeo ha approvato il nuovo programma del 2021-2027 che adesso comprende il
volontariato per scopi umanitari e che, per la prima volta, dispone di un proprio budget.
MAURIZIO DONINI