Leggere non scrivere

Riempirsi la bocca di cultura è sempre facile, si fa bella figura con poca fatica, frasi fatte attorno al
tema che l’Italia è il paese con più cultura al mondo, ma la trasformazione di questi ultimi anni sta
mutando in maniera devastante e tutto il mondo che ruota attorno a questo tema. Il mondo
dell’editoria e della musica si muovevano in un ambito in cui le case editrici, i direttori artistici, le
redazioni, le major, filtravano le proposte e decidevano su chi puntare. Libri e dischi venivano
promossi quando ritenuti validi, pur con tutti gli errori di valutazione possibili, ma il filtro faceva sì
che su scaffali ed espositori arrivassero titoli promossi con autori sotto contratto.
Ora tutto questo mondo si è ribaltato, musicisti e scrittori in erba e convinti del proprio valore
devono pagare per farsi pubblicare, ovviamente nessun filtro, qualunque agente accetta i soldi e si
muove di conseguenza. Il risultato è che nel mondo musicale arrivano circa 6.000 proposte annue
alle redazioni musicali, impossibile anche solo ascoltarne un decimo. Autoproduzione? Certo, ma
in questo mare magnum chi riesce ad attirare l’attenzione? I servizi di streaming, come Spotify ad
esempio, remunerano l’ascolto solo se questo supera i 30 secondi, ergo i pezzi devono essere tutti
‘piacioni’ subito per colpire, il conformismo regna sovrano.
Nella scrittura va anche peggio, sul sito dell’editore Gallimard è apparsa la scritta: “Date le
circostanze eccezionali, vi chiediamo di rimandare l’invio dei manoscritti. Per favore, prendetevi
cura di voi e godetevi la vostra lettura”. La casa editrice è stata sommersa di manoscritti proposti
come opere letterarie, il lockdown ha costretto le persone in casa, il risultato è stata la riscoperta
della chitarra, la Gibson ha incrementato le vendite del 48%, e scoprirsi tutti scrittori. Ma quando
devi pagare per farti pubblicare, forse, il proclama di Gallimard: “Leggete, invece di scrivere”, non
ha forti fondamenti?
Il mondo editoriale è cambiato, inviare un manoscritto a una casa editrice vuole dire attendere 6
mesi per avere una risposta positiva, o nessuna risposta in alternativa. Resta l’opzione DIY (Do It
Yourself), pubblicare in autonomia come su Amazon, ma senza supporto editoriale o promozione.
Altra alternativa il crowdfunding in versione crowdpublishing. Grande successo ha avuto
Bookabook, piattaforma che legge tutti i manoscritti inviati dalla prima all’ultima pagina e decide
se vale la pena puntare su uno scrittore. In questo caso, se il progetto raggiunge il target previsto
di pre-order, lo staff edita e prepara il libro con tutti i crismi del caso. Ma lettori ne abbiamo
ancora? O restano solo scrittori? Il progetto “INCROCI PERICOLOSI SULLA ROUTE 666”,
(https://bookabook.it/libri/incroci-pericolosi-sulla-route-666/) , un viaggio tra i demoni personali
che ogni persona vive nella propria esistenza, metafora avvinta a personaggi di tutti i giorni,
uomini e donne di stampo dylaniano, normali e spesso perdenti, che combattono per andare
avanti ogni giorno, ma con quel tocco di freschezza e ironico divertimento sempre indispensabile,
avanza lottando per la sopravvivenza, così come altri progetti presenti in cerca di lettori.
MAURIZIO DONINI