Lo scontro UE – Bielorussia e il caso Protasevich

Nel 2020, i deputati del Parlamento Europeo hanno assegnato il Premio Sacharov per la libertà di pensiero
all’opposizione democratica in Bielorussia. Mai premio fu più azzeccato potremmo dire, Lukashenko è
indicato come l’ultimo dittatore europeo e fedelissimo di Putin, usa il pugno di ferro per eliminare gli
oppositori e evincere le elezioni in maniera bulgara. L’ultimo atto di protervia dell’autocrate bielorusso è
avvenuto con una forma di pirateria aerea, lo scorso 23 maggio. Il giornalista bielorusso Roman Protasevich
era in viaggio con la sua fidanzata Sofia Sapega su un volo Ryanair da Atene a Vilnius, quando il governo
bielorusso ha costretto l’aereo a compiere un atterraggio forzato a Minsk, per arrestarli. Protasevich viveva
da circa due anni all’estero e pochi mesi fa era stato accusato dal regime bielorusso di “atti di terrorismo»”
per aver sostenuto le proteste contro il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che governa il paese
in maniera autoritaria dal 1994.
Questa operazione, è stata subito accolta da un coro di condanne e di richieste di sanzioni da tutto il
mondo. Il presidente del Parlamento David Sassoli ha dichiarato: “I fatti della Bielorussia, con l’ipotesi di un
dirottamento di Stato di un aereo civile per arrestare oppositori del regime, ci impongono un salto di
qualità e tempestività della nostra risposta. Penso che sarebbe un gesto molto positivo se una foto di
Roman Protasevich fosse esposta nei principali aeroporti degli Stati membri dell’Unione Europea, come
segno di solidarietà e per mostrare che non lo abbandoneremo. La nostra risposta dev’essere forte,
immediata e unitaria. L’Unione Europea deve agire senza esitazioni e punire i responsabili. Stasera avete
una grande responsabilità per dimostrare che l’Unione non è una tigre di carta”.
Immediata la reazione del Parlamento e delle altre istituzioni UE, che ne hanno chiesto l’immediato rilascio
immediato di Protasevich e invitano tutti a denunciare questa palese violazione dei diritti fondamentali. Il
26 maggio, la commissione per gli affari esteri del PE, ha discusso con la leader dell’opposizione Sviatlana
Tsikhanouskaya, dei recenti fatti in Bielorussia. La Tsikhanouskaya ha chiesto ai deputati: “assicurazione
da parte del Parlamento europeo che la reazione della comunità internazionale non si limiti all’incidente del
volo Ryanair, ma prenda in considerazione la situazione in Bielorussia nel suo complesso”. Il Parlamento è
tornato a chiedere ripetutamente l’indizione di elezioni regolari in Bielorussia, nonché il rispetto dei diritti
umani e dello Stato di diritto.
All’indomani del dirottamento del volo Ryanair, i leader UE si sono riuniti per discutere su una risposta
comune, i ministri degli Esteri dei paesi membri dell’Unione Europea hanno deciso di imporre nuove
sanzioni nei confronti di 78 persone e 8 società bielorusse. I leader dell’UE hanno deciso di vietare il
sorvolo degli spazi aerei UE e l’utilizzo degli aeroporti UE, agli aerei bielorussi. Hanno chiesto inoltre, il
rilascio di Protasevich e Sapega contestualmente all’apertura di un’indagine da parte dell’Organizzazione
Internazionale per l’aviazione civile. I leader hanno infine concordato sull’imposizione di sanzioni
economiche mirate e sull’aggiunta all’elenco delle persone soggette a sanzioni. L’abuso dei diritti umani
può proliferare solo nel silenzio generale. Protasevic e Sapega sono stati messi a tacere agli arresti, ma
parlando di loro sui social media si può dare eco alla loro vicenda. Ora ai due dissidenti sono stati concessi
gli arresti domiciliari, ma come dichiarato da loro stessi, non vi è alcuna certezza riguardo il loro futuro.
Utilizzare l’hashtag #FreeRomanProtasevich e #FreeSofiaSopega su Twitter e sulle altre piattaforme.
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MAURIZIO DONINI