L’Itinerario Romantico nella provincia di Pesaro Urbino: mare, borghi e la città dell’amore

Godersi il mare al tramonto a Gabicce per poi salire all’interno del borgo fortificato di Gradara con il suo Castello dell’amore, rilassarsi ammirando i riflessi magici del ponte della Concordia sul fiume Metauro a Fossombrone, passeggiare mano nella mano nel centro storico di Cagli, fino ad arrivare a Sassocorvaro, città dell’amore che conserva le reliquie del Santo Patrono degli innamorati, San Valentino.

Il fascino di borghi ricchi di arte e cultura, il mare e le meraviglie della natura, paesaggi suggestivi, luoghi dove si sono vissute grandi storie d’amore: questo e tanto altro è capace di regalare al visitatore l’Itinerario Romantico, percorso di promozione turistica realizzato da Confcommercio Marche Nord nell’ambito del progetto Itinerario della Bellezza nella Provincia di Pesaro e Urbino. Dopo il successo della prima edizione nelle fiere di tutto il mondo, online e nei punti d’accoglienza e d’informazione turistica, è stata presentata la seconda versione, molto più di una guida, ampliata e rinnovata, in italiano e in inglese, che vede l’ingresso del Comune di Sassocorvaro Auditore, che va ad aggiungersi a Cagli, Fossombrone, Gabicce, Gradara.

«All’interno della Provincia di Pesaro e Urbino, nella straordinaria e misteriosa Regione Marche, dove la bellezza è coniugata all’infinito – evidenzia il direttore di Confcommercio Amerigo Varotti – esistono luoghi e città che definire romantici è solo una ovvia constatazione. Come definire, altrimenti, una città balneare come Gabicce Mare con la sua spiaggia dorata, i tanti ristorantini per serate a lume di candela, le passeggiate tra le botteghe e i negozi ed il Parco regionale del monte San Bartolo con sentieri, insenature e panorami mozzafiato? E non sono romantiche, oltre che ricche di storia, le città di Gradara, Fossombrone e Cagli dove si sono vissute grandi storie d’amore? E non è forse Sassocorvaro la città dell’amore conservando le reliquie del Santo Patrono degli innamorati, San Valentino? Luoghi romantici, manifestazioni dedicate agli innamorati nel giorno di San Valentino, in un contesto ambientale di grande fascino in località ricche di storia con un ragguardevole patrimonio artistico e architettonico. L’Itinerario Romantico è un percorso, un viaggio all’interno di un territorio tra i più belli ed affascinanti d’Italia dove poter vivere o rivivere passioni e amori. Proprio come è accaduto, qui, nei secoli scorsi».

Un Itinerario che si affianca agli altri progetti di Confcommercio: «Come l’Itinerario della Bellezza, l’Itinerario Archeologico e l’Itinerario delle Rocche, sono strumenti preziosi per valorizzare questo territorio. La promozione sta dando ottimi risultati, con molte agenzie di viaggio interessate ai luoghi degli itinerari e tanti visitatori attirati dalle nostre bellezze, basti pensare che diversi borghi e musei l’estate scorsa hanno fatto registrare un’affluenza record. Percorsi che rispondono appieno a ciò che cerca un numero sempre maggiore di turisti: luoghi sicuri, dove vivere esperienze autentiche, genuine e che sappiano regalare emozioni. Appena possibile presenteremo i nuovi progetti nelle fiere più importanti».

Gabicce Mare

Località balneare (Bandiera Blu) sul mare Adriatico, è la porta di ingresso alla regione Marche, Gabicce Mare è unica: una perla incastonata fra il mare e le pendici del Parco Regionale del Monte San Bartolo. Una spiaggia di sabbia fine ma anche sentieri collinari fioriti di ginestre, la falesia a strapiombo sul mare con piccole insenature come la splendida Baia di Vallugola. Luogo romantico per eccellenza, con la sua spiaggia, il porticciolo turistico, i ristorantini sul mare e la leggenda (o il mistero) di VALBRUNA, l’Atlantide dell’Adriatico, una piccola città sommersa proprio davanti alla Baia. In mezzo alle meraviglie della natura, nel promontorio a ridosso della baia di Gabicce Mare, sorge, poi, Gabicce Monte. Il paese è suggestivo: un piccolo borgo a misura d’uomo, con scorci romantici, immerso nella natura, meta di innamorati e di appassionati di bicicletta e trekking. Numerosi i sentieri all’interno del Parco. Tra questi il «Sentiero del Coppo» dove ci si imbatte nella «Fonte del Coppo» da cui sorge un’acqua benefica e curativa. Sul Monte San Bartolo c’è un luogo chiamato “tetto del mondo” perché da qui lo sguardo si perde all’infinito, a 360°, dal mare agli Appennini. E che vista mozzafiato!! Il sole sorge e tramonta sul mare: uno spettacolo unico e… romantico. Come lo sono i tanti locali di Gabicce Monte – raffinati ed eleganti – da cui si gode un panorama indimenticabile. L’offerta turistica di Gabicce Mare è paragonabile alla bellezza del luogo: alberghi, ristoranti, negozi e stabilimenti balneari di qualità. Gabicce Mare: quanti amori sono nati passeggiando sulla spiaggia, al tramonto o ammirando l’incanto del panorama da Gabicce Monte o dal “tetto del mondo”. E confermare l’amore, celebrando il matrimonio o l’unione, sulla spiaggia, è la nuova opportunità che offre la città!

Gradara

A due passi da Gabicce Mare c’è il Castello dell’amore all’interno del borgo fortificato di Gradara. Qui si è svolta la tragica ed appassionata storia d’amore tra Paolo e Francesca narrata da Dante nel V Canto dell’Inferno della Divina Commedia. La Fortezza e la doppia cinta muraria furono costruite dai Malatesta tra il XIII e il XIV secolo (su precedente costruzione). Il dominio su Gradara dei Malatesta finì nel 1463 – quando Federico da Montefeltro espugnò la rocca al comando delle milizie papali. Qui, all’interno delle mura del castello, lungo i vicoli del Borgo medievale od i camminamenti di ronda, si respira l’atmosfera romantica, eterna e misteriosa della passione e dell’amore che unì due giovani nella Gradara del 1289: Francesca, figlia di Guido da Polenta e Paolo, suo amante e fratello del marito Giangiotto Malatesta, a cui fu data in sposa con l’inganno e che poi ucciderà i due amanti. Francesca «donna di singolare grazia e d’infinita beltade» era spesso sola per le prolungate assenze del marito (podestà di Pesaro) e riceveva spesso visite dal bel Paolo. Un giorno, però, i due giovani s’imbatterono in una lettura che segnerà il loro destino, la storia di Lancillotto e Ginevra. Trasportati dalla passione Paolo e Francesca non riuscirono a trattenere il loro desiderio. I due amanti vennero sorpresi da Giangiotto che li trafisse entrambi con la spada. Dante ricorda i celebri innamorati con versi indimenticabili… «amor, ch’a nulla amato amar perdona, mi prese del costui piacer si forte…» e pur condannando l’adulterio dei due amanti li colloca, sì all’inferno, ma inseparabilmente uniti. Il Castello e tutto il borgo medievale di Gradara (Borgo più bello d’Italia del 2018) è intriso dell’amore di Paolo e Francesca. Nel verde che circonda la cinta muraria, la passeggiata degli innamorati offre un “Itinerario romantico” da fare mano nella mano tra il suono della natura e gli splendidi panorami (cit. da Itinerario della bellezza). E insieme alla passeggiata degli innamorati, con la Scalinata dell’amore di Elio Fiorucci e la visita alla rocca, si respira un’atmosfera unica, incantevole: il tempo sembra essersi fermato. Ogni pietra, ogni palazzo ti consentono di rivivere il passato glorioso dei Malatesta, degli Sforza, di Lucrezia Borgia, dei Della Rovere e, appunto, degli innamorati Paolo e Francesca. E poi nel Borgo medievale tante locande, ristoranti e taverne in una cornice romantica di grande impatto emotivo.

Fossombrone

Lasciata Gradara si raggiunge la Città di Fossombrone, sul fiume Metauro, “il fiume più antico d’Italia”. Fossombrone, l’antica “FORUM SEMPRONII” romana, è una Città da vivere e visitare: i suoi tanti negozi lungo il Corso (l’unico nelle Marche con il doppio porticato), i numerosi ristoranti di qualità, le chiese, i musei, i tanti palazzi storici, un ambiente straordinario ed incontaminato (vedesi il canyon delle Marmitte dei giganti), il fascino del Ponte della Concordia che al tramonto regala colori ed emozioni… A Fossombrone si rivive tutta la storia del nostro Paese: dalla Città romana (Parco Archeologico di Forum Sempronii e Museo Archeologico), al Medioevo e Rinascimento (l’antica Rocca Malatestiana potenziata da Federico da Montefeltro e la Corte Alta, i tanti palazzi signorili del centro storico, la splendida Chiesa barocca di San Filippo), al Novecento (caratterizzato dalla Quadreria Cesarini, Casa Museo ricca di opere d’arte tra cui la collezione unica di quadri e incisioni di Anselmo Bucci, artista di Fossombrone) alla Pinacoteca “Augusto Vernarecci”: qui sono custodite opere di insigni pittori: da Francesco Guerrieri (altro artista forsempronese) a Gaetano Lapis, Barocci, Podesti etc. Nel cuore della Corte Alta, già sede del Palazzo Ducale, nei locali oggi in parte occupati dalla Pinacoteca e dal Museo Archeologico, si è vissuta la grande storia d’amore tra GUIDUBALDO DA MONTEFELTRO ED ELISABETTA GONZAGA. Nel 1489, Elisabetta, della nobile stirpe dei Gonzaga di Mantova, andò in sposa a Guidubaldo, giovane Duca del Montefeltro, allacciando un importante legame tra le due potenti famiglie rinascimentali. Quello che poteva essere un arido contratto economico, nel caso di Elisabetta e Guidubaldo, fu amore a prima vista. Il loro matrimonio si rivelò un’unione indissolubile, un legame esclusivo, ammirato da tutti, e cantato dai poeti del tempo, non privo di una nota tragica e amara che rese ancora più struggente la loro storia d’amore. Sebbene al tempo in cui si conobbero Guidubaldo fosse un giovane bellissimo e dotato di ogni virtù cavalleresca, la sua grazia e una certa fragilità fisica nascondevano una malattia inesorabile, che dopo averlo invalidato lentamente, lo portò alla morte a soli 35 anni. Elisabetta lo amò ancor di più, forse proprio in virtù di questa sua avvenenza ferita, intuendo che il tempo a loro disposizione sarebbe stato breve. Nella splendida cornice della corte, circondati da artisti, letterati, poeti, le due figure si stagliavano come esempi perfetti dell’ideale rinascimentale descritto da Baldassarre Castiglione nella celebre opera “Il cortegiano”. Anche quando furono costretti a fuggire senza denaro e senza roba, e rifugiarsi a Venezia, per scampare al tradimento e all’invasione del ducato da parte del Valentino, dimostrarono la forza del loro amore. Il Papa, Alessandro VI, si era intestardito a sciogliere il loro matrimonio, da cui non erano nati figli. Sarebbe stato in questo modo più semplice legittimare l’usurpazione di Urbino e del Montefeltro. Elisabetta rifiutò categoricamente, tenendo testa coraggiosamente al Pontefice dichiarò che “Preferiva tenere Guidubaldo per fratello, piuttosto che rifiutarlo come marito.” Parole che fecero il giro delle corti italiane, suscitando ammirazione e stupore. Passata la bufera rientreranno a Fossombrone, finchè l’11 aprile 1508 Guidubaldo dovette congedarsi per sempre dalla sua adorata Elisabetta. Lei si chiuse in una stanza dalle imposte serrate e stette per otto giorni seduta su di un materassetto, senza mangiare, con la sola luce di una candela posta a terra. Nonostante Elisabetta fosse ancora giovane non si volle mai risposare e si diceva che il ciondolo a forma di scorpione, simbolo di freddezza, che portava sulla fronte, fosse fatto per scoraggiare i numerosi ammiratori. Fossombrone, città dell’amore e della bellezza, rende omaggio a questo amor cortese, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei con una visita guidata ai luoghi de “L’amore ai tempi di Guidubaldo e Elisabetta”.

Cagli

Da Fossombrone si sale alla Città di Cagli. Posta nell’antica via Flaminia, alla confluenza del Bosso col Burano, la città di Cagli è delimitata dai monti Catria, Petrano, Nerone e Paganuccio. Un ambiente incontaminato, ricco di storia ed eccellenze artistiche. Cagli ha origini antichissime: sotto il dominio bizantino costituiva uno dei capisaldi della Pentapoli annonaria; sotto l’impero romano l’antica CALE ebbe un ruolo importantissimo essendo posta lungo una delle principali vie di comunicazione (come è evidente dai tanti reperti custoditi nel Museo Archeologico o dai manufatti ancora esistenti come il Ponte Mallio). Nei secoli successivi Cagli divenne centro commerciale, produttivo e artistico tra i più importanti della Regione: ne sono un segno eloquente le tante chiese (ricche di straordinarie opere d’arte), i meravigliosi e ricchi palazzi, la Rocca ed il Torrione ideati da Francesco di Giorgio Martini, il Teatro Comunale ed un centro storico di una bellezza unica. Disse Vittorio Sgarbi: «Cagli è una Città bellissima, con grandi palazzi che nascondono bellezze impreviste». E Cagli è sicuramente una Città dell’amore dell’Itinerario Romantico. Qui, nel 1826, si consumò una grande storia d’amore tra Lucia Ugolinucci e il dottor Vincenzo Piccinini ed oggi è possibile visitare tutti i luoghi in cui si è consumata. Il 22 gennaio del 1826 un giovane medico di nome Vincenzo Piccinini fa il suo ingresso in Cagli varcando l’arco di Porta Massara in sella al suo cavallo. Ha accettato suo malgrado il posto di medico interino nella città di Cagli. Egli ambisce infatti di svolgere la sua professione in Roma. Ma già subito dopo il suo ingresso in Cagli, la bellezza della Città, le sue vie strette, le sue chiese e soprattutto il Torrione rinascimentale, vero simbolo della Città, lo impressionano favorevolmente, al punto di avvertire nell’aria una sorta di maléa di cui non capisce ancora la matrice. Sono trascorsi dei mesi dal suo primo ingresso in Cagli, e Vincenzo si è già conquistato una buona reputazione. Il 22 ottobre egli è chiamato a Palazzo Ugolinucci per visitare il nobile Signor Nicola Ugolinucci, ricco proprietario del Palazzo. Durante la visita accade l’incontro fatale tra Vincenzo e Lucia, la figlia del nobile Ugolinucci. Vincenzo l’ama appena la vede, ed è ricambiato da Lucia che si infiamma subito per il giovane medico. Ma dopo un primo bacio focoso, Lucia gli dice di dimenticarla, perché lei ha promesso di sposare un collega di Vincenzo, e le è impossibile rompere il fidanzamento senza venire diseredata dal padre e additata a vita da tutta la comunità. Vincenzo si convince che l’unico modo per aggirare l’ostacolo del fidanzamento di Lucia, sia quello di mettere tutti davanti al fatto compiuto mediante il cosiddetto “matrimonio clandestino”, ossia quella dichiarazione espressa davanti a due testimoni e al curato ignaro e colto di sorpresa, che si è reciprocamente marito e moglie. Lucia è talmente innamorata che finisce per accettare il piano dell’amato, consegnandosi al destino. La sera del 15 dicembre dell’anno 1826, Vincenzo e Lucia in compagnia di due testimoni si recano alla casa del parroco della chiesa di San Bartolomeo, Don Gaspare Carpineti. Bussano al portone e, con la scusa che il Piccinini deve conferire con il Curato per cose della massima importanza, si fanno introdurre nella camera del Curato dove questi è a letto. Immediatamente Vincenzo, rivoltosi a questo e ai testimoni, dice: “Questa è mia moglie”, e Lucia dice: “Questo è mio marito”, il tutto accade in un attimo, e Don Gaspare non ha il tempo di dire nulla. Il giorno dopo, il Sacerdote si reca davanti al Vescovo di Cagli e denuncia ufficialmente l’accaduto. Per ordine del Vicario Generale della Curia Vescovile di Cagli, Vincenzo Piccinini è tratto in arresto mentre si trova rifugiato nel Palazzo Ugolinucci. Lucia è insieme a lui. Mentre il Brigadiere Comandante della Brigata di Cagli, insieme ai Carabinieri lo stanno ammanettando, Lucia gli si getta al collo disperata. In breve tempo tutta Cagli canta la canzone di Vincenzo e Lucia. Una canzone a due facce, come le due facce di Cagli, quella tradizionale e quella trasgressiva. La sentenza del Vicario Generale è temperata dalle due anime del popolo e perciò non troppo severa: “… Decreta che la riferita Nobil Donna Sig.ra Lucia fosse a modo di custodia condotta nella casa del Nobil Uomo Sig. Carlo Ugolinucci di lei parente, e cugino da cui fosse ben guardata, e custodita, né potesse sortire senza un espresso ordine. Ordinò, che i testimoni dovessero stare in ginocchio in mezzo alla Chiesa per tutto il tempo della Messa festiva e ordinò che il Dottor Vincenzo Piccinini si ritirasse nel Convento di S. Andrea de’ Padri Riformati di Cagli a fare i Santi Spirituali esercizi ad nutum, e lo multò di scudi 100, non comprese le spese di cattura etc”. Scontata la pena, i due innamorati, così come ha previsto Vincenzo, si uniscono in matrimonio con rito regolare, e vivono felici la loro vita in Cagli.

Sassocorvaro Auditore

SASSOCORVARO

Capoluogo del Comune di Sassocorvaro Auditore (dal 1/1/2019), é un borgo sviluppatosi attorno alla ROCCA UBALDINESCA che si erige su un colle che domina la Valle del Fiume Foglia. La Rocca – opera dell’architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini chiamato da Federico da Montefeltro ne 1474 a fortificare il Ducato di Urbino – e il Borgo di Sassocorvaro, furono luogo di scontri militari tra i Malatesta ed i Montefeltro costellati da saccheggi e distruzioni, sino a quando Federico da Montefeltro sconfisse definitivamente, nella battaglia del Cesano, Sigismondo Pandolfo Malatesta. Nella Rocca di Sassocorvaro – grazie al professor Pasquale Rotondi, all’epoca Sovrintendente dei Beni Culturali a Urbino – vennero salvate, nascondendole per proteggerle dalla guerra e dai bombardamenti, circa 10.000 opere d’arte, i grandi capolavori dell’arte italiana. Ma Sassocorvaro, oltre alla Rocca ed a questa fantastica storia d’amore, di passione e di coraggio per la salvezza del nostro patrimonio artistico, é veramente un luogo romantico. Anzi è la Città dell’Amore!!! Qui, nell’Oratorio della Santissima Trinità, sono custodite le reliquie del Patrono degli Innamorati San Valentino. Circa a metà di una lunga, stretta e molto caratteristica scalinata che dalla Rocca Ubaldinesca conduce alla parte più bassa del borgo (da cui si può ammirare il panorama – bellissimo e a dir poco romantico – del lago di Mercatale) si trova, con una semplice facciata in laterizio, l’Oratorio della Santissima Trinità. Fu eretto nel 1722 dall’Abate Gaspare Fabbrini su licenzia del Vescovo di Urbania, Castelli. Da un inventario notarile del 1727, conservato in forma autentica nella curia vescovile di Urbania, si documenta la dote di reliquie in possesso dell’oratorio tra cui il corpo di San Valentino martire prete romano (cranio ed altre ossa) con autentica del Vescovo agostiniano Pietro Alberto Ledron del 1696. Insomma i resti del Santo martire prete romano giunsero a Sassocorvaro in un’urna sigillata e con documenti ufficiali ed autenticati. La storia della reliquia di San Valentino martire è documentata, inoltre, dall’autentica rilasciata il 27 ottobre 1747 dal Vicario Apostolico di Urbania e Sant’Angelo in Vado Eustachio Carotti. E Sassocorvaro festeggia la festa di San Valentino il 14 febbraio con visite guidate all’Oratorio della S.S.ma Trinità e, durante la festa che si protrae per diversi giorni, si organizzano tante iniziative (spettacoli teatrali, eventi enogastronomici – la cena a lume di candela – e la «Benedizione degli Innamorati»). Nel borgo di Sassocorvaro la “Passeggiata degli innamorati”, con la via degli incontri, la fontana dell’amore e la scalinata degli amanti oltre all’Oratorio di San Valentino, costituisce la perfetta scenografia per vivere romanticamente una storia d’amore. E il panorama – da qui – è veramente affascinante con il lago di Mercatale (un invaso artificiale originato dalla costruzione, negli anni ’50, di una diga sul fiume Foglia) che rappresenta un’oasi di pace, tranquillità e… bellezza.

AUDITORE

Sull’altro lato della vallata del fiume Foglia, su uno sperone di roccia, c’è il municipio di Auditore, un meraviglioso borgo medievale che conserva le antiche mura con due bastioni e la severa Torre civica a base circolare e cella esagonale (secolo XV) che domina sul borgo e la vallata. Nel XIV secolo “Lauditorio” finì sotto il dominio dei Malatesta che governarono su Auditore fino al 1463; successivamente passò sotto le mani dei Montefeltro e annesso al Ducato di Urbino fino al 1631 quando avvenne il passaggio del Ducato alla Santa Sede. Il Borgo è veramente suggestivo e romantico: la passeggiata lungo le antiche mura che cingono il borgo storico ed una sosta davanti alla Torre civica da cui si ammira un panorama straordinario sulle colline della media Valle del Foglia. Un paesaggio collinare di una bellezza unica, un luogo romantico da dove lo sguardo si perde nel mare verde e giallo delle colline, che cattura il cuore.

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