Coldiretti Marche, Covid: “In campagna meno contagi ma più danni economici”

Pochi abitanti e grandi spazi per garantire il distanziamento sociale: è la ricetta anti Covid delle campagne marchigiane dove nel corso del 2020 si è registrato appena lo 0,3% dei contagi. Assembramenti pressoché impossibili, al netto delle zone colorate o delle limitazioni alla possibilità di movimento, secondo Coldiretti Marche che cita le percentuali delle denunce complessive di infortunio da Covid 19 registrate nel corso del 2020 dall’Inail nella nostra regione. L’agricoltura, settore che non si è mai fermato nel corso della pandemia per garantire le forniture alimentari agli italiani, risulta l’attività con la percentuale più bassa di contagi. “Questo accade – spiegano da Coldiretti Marche – perché nelle aree rurali le distanze si misurano in ettari e non in metri ma ad essere meno pericolosa è anche la vita nei borghi rispetto alle città costiere segnate da una forte densità di popolazione. Circa un marchigiano su 5 vive in Comuni sotto i 5mila abitanti. Sono 50 quelli che hanno ne contano addirittura meno di 1000. Territori che vedono meno di 65 abitanti per chilometro quadrato, densità abitativa di gran lunga inferiore alla media regionale (161 abitanti/kmq). Una situazione  di maggiore tranquillità riconosciuta dallo stesso ultimo DPCM che, come chiarito dalla FAQ del Governo, consente a chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti di spostarsi anche entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi nei capoluoghi di Provincia. “Si tratta tuttavia di una magra consolazione per un’economia già fragile come quella dell’entroterra perché poi attività economiche come bar, ristoranti, alberghi e agriturismi devono comunque restarsene chiusi e lavorare. Contare  esclusivamente su asporto e consegne a domicilio non può bastare. Queste chiusure penalizzano a cascata tutto il settore agricolo e agroalimentare. In particolare gli agriturismi, con ampi spazi e numeri contenuti di posti letto e tavola sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.