Note di viaggio: Castello Bevilacqua

Occorre fare un passo indietro in questi tempi bui, quasi medioevali, e il tema abbraccia proprio una
mansion storica come il Castello Bevilacqua a Legnago (VR). Dovevamo recarci in questo resort per
Halloween, la festa tanto invisa a De Luca, ma che risultava estremamente affascinante nella proposta del
Castello Bevilacqua. Cena, spettacolo, tour del castello, lo scenario e la coreografia perfette per passare un
Halloween d’eccezione, purtroppo arrivò l’ennesimo dpcm a tarparci le ali. Ma il tarlo di questa
affascinante dimora era oramai gettato, e dopo avere studiato le varie offerte proposte, il primo giorno di
ritrovata libertà ci siamo recati presso questa dimora, augurandoci che la realtà corrispondesse alla realtà,
senza sgradite sorprese.
Innanzitutto si raggiunge facilmente dall’autostrada, parcheggio senza problemi davanti al castello, questo
non è asfaltato, giustamente, ma se piove non presentatevi con i tacchi per andare dall’auto alla
reception… Già dall’esterno il maniero si presenta in ottimo stato, tutto curato, dal giardino ai muri, già i
dettagli dicono tanto, e l’interno non sarà da meno. Un’accoglienza sorridente ed efficiente, rapida e
superiore a ogni attesa, la signorina che ci accoglie non si limita a disbrigare le pratiche del check-in, ma ci
accompagna fino in camera facendoci strada nei lunghi corridoi del castello, dove già ammiri oggetti
facenti parte del corredo dei castelli più rinomati, armi, elmi, armature, mobili, dipinti, una ricchezza
visuale a livello dei migliori castelli europei.
La Junior Suite che avevamo scelto si trova in cima alla torre, ci si arriva per una ripida scala (è una torre)
carica di fascino, dentro è come essere catapultati indietro di secoli. Un trono, uno scranno, mobili
d’epoca, dipinti, letto a baldacchino, un vero must da rimanere ammirati per mezzora a gustarsi il tutto.
Ma il vintage e la modernità si sposano perfettamente nell’offerta, il riscaldamento è perfetto, e non
manca un bagno da vero nobile, con tanto di grande vasca angolare a idromassaggio, il tutto celato dietro
un pannello di legno per preservare l’atmosfera. Ma è tempo di recarci all’evento in programma, e si tratta
di una lezione di cucina personale nella cucina del castello con lo chef Carlo Trambaioli. Due ore in cui il
maestro ci insegna un menu completo, trucchi, aneddoti, pensieri, un concentrato di bravura e savoir faire
che fa volare il tempo passato assieme.
A seguire è lo stesso proprietario Roberto Iseppi ad accompagnarci nella programmata visita del castello,
facendo da guida per la vastità della dimora, raccontandoci tutta la storia del castello, amori e battaglie.
Purtroppo anche in questo caso il tempo vola, ammaliati dalla sua competenza e passione, percorriamo
corridoi, visitiamo il giardino sospeso creato sulla vecchia piazza d’armi, le sale con gli strumenti di tortura.
Ci sarebbe da parlare di storie di fantasmi, ma la cena ci aspetta, ci saranno altre occasioni, perché come in
ogni dimora antica, gli spettri non possono mancare, e ho sentito parlare di bambine e rumori, visite di
ghostbusters e cacciatori di leggende, ne riparleremo.
Passiamo alla parte culinaria, la cena preparata dallo chef Trambaioli si basa su un menù dalle giuste
dimensioni, carne, pesce, delizie del territorio, ordiniamo assistiti da un servizio perfetto. Presente e
competente, amichevole senza mai essere invadente o eccessivo, conoscenza dei piatti senza scendere in
inutili dettagli, anche il vino del territorio si rivela fresco e piacevole per accompagnare le portate. Il letto a
baldacchino si rivela perfetto per il sonno, l’atmosfera non va a discapito della comodità, non ci sono
nemmeno visite di fantasmi, decidete voi se questa debba essere una fortuna o una delusione. Ma una
ennesima lieta sorpresa è la colazione, abbondante e ottima, è la degna chiusura di una visita appagante
quanto mai. Per concludere il conto è assolutamente in linea con l’offerta e invoglia a tornare, magari in
primavera quando sarà possibile noleggiare una delle spider in dotazione al castello per andare a zonzo sui
colli lessini magari.
MAURIZIO DONINI