I racconti del venerdì- La rinascita del The Original Sin

Il passaggio di proprietà del “The Original Sin” fu veloce, il vecchio proprietario non vedeva l’ora di
liberarsene e andarsene a nord, Ernest Mello intravide subito cosa si poteva ricavare dal locale,
una rapida indagine gli aveva mostrato come non ci fossero posti del genere nella cittadina.
Avrebbe realizzato tutti i sogni proibiti dei bravi cittadini di Badlands.
Jill Evander ed Evelyn Morrison erano comodamente sedute nella vasca a idromassaggio nel
dungeon di Madame E, uno schiavo servizievole si accostò carponi posando due calici sul bordo,
allontanandosi poi velocemente per non incorrere nelle ire della sua padrona.
“Carino, dove lo hai trovato?”, chiese lo sceriffo in libera uscita Evander a Madame E, il soggetto
era vestito con una specie di boxer di pelle e indossava una maschera con borchie che mostrava
solo il naso, gli occhi e la bocca.
“E’ abituato a dare ordini tutto il giorno, quando viene qui si rilassa, passa da manager a schiavo
ubbidiente e la sua mente si svuota, quando esce torna la carogna che licenzia senza motivo, ma
qui è lui a prendere ordini”
“Ma dai? Ma chi è?”
“Ah ah, no, no, non lo posso dire nemmeno a te”, rispose Evelyn appoggiando le labbra a quelle di
Jill. “Come va con Lucyus?”
“E’ come chiedermi cosa succede in un’altra galassia, lui è, è, non so veramente cosa dirti, ma è
unico”
“Mi sembri preoccupata”
“Già, te lo dico prima che lo impari da solo, è arrivato in città il fratello di Giorgio, la famiglia Mello
pare specializzata nella produzione di animali”
“Stai scherzando? Quello stronzo aveva un fratello?”
“A quanto pare, ho provato a dissuaderlo dal fermarsi qui, ma non so, pareva deciso a fare affari
qui, e non ho motivi per cacciarlo, cercherò di tenerlo d’occhio”
Ernest Mello uscì in strada per guardare i lavori sulla facciata, l’insegna luminosa era stata
montata, i furgoni con il materiale e gli artigiani che andavano e venivano in maniera frenetica. Si
chiese da dove venisse questo malinconico e stridulo suono di violino, non poteva vedere i
lineamenti scolpiti nella faccia di pietra di Volpe che Guarda, che dall’alto dello sperone rossiccio
di pietra che sovrastava Badlands, fissava pensieroso la cittadina.

MAURIZIO DONINI