Giornata dell’Alimentazione, Coldiretti Marche: aumentano sia obesi che poveri, agricoltori chiamati a un ruolo di responsabilità sociale

Marchigiani over size: negli ultimi 10 anni si contano 10mila obesi in più nella nostra regione anche se, in generale, diminuiscono del 2,6% le persone sovrappeso. A fronte però di oltre mezzo milione di girovita “abbondanti” sono aumentate del 2% le famiglie povere nella nostra regione. Contraddizioni sociali che Coldiretti Marche fa emergere su dati Istat nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione (15 ottobre) istituita dalle Nazioni Unite e dedicata quest’anno agli “eroi dell’alimentazione”, agricoltori e operatori di filiera che nel corso dell’emergenza sanitaria hanno garantito l’approvvigionamento alimentare alle famiglie. Tornando ai marchigiani, sono circa 148mila gli obesi e 440mila le persone sovrappeso, con la diminuzione di quanti sono abituati a mangiare cibi salutari come verdure, ortaggi e frutta almeno una volta al giorno dall’84% all’82% in appena un anno (Istat 2018/2019).  “Anche nella definizione dei corretti stili di vita – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – il ruolo degli agricoltori è determinante perché parte dalla produzione di un cibo sano e a portata di tutti. Il riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio dell’umanità nasce proprio dalla qualità del cibo offerto nell’equilibrio della proporzioni alimentari. Gli agricoltori svolgono un lavoro responsabile, dall’altra parte vogliamo sensibilizzare sempre di più i cittadini a una spesa alimentare coscienziosa perché ciò influisce anche sulla diminuzione delle patologie e della conseguente spesa sanitaria”. Sul fronte opposto, invece, superano quota 41mila le persone assistite da onlus come il Banco Alimentare. Proprio Coldiretti Marche, in tutte le province, nel corso del lockdown ha cercato in più modi di assistere le famiglie. Attraverso le consegne a domicilio della spesa – arrivate a una media di 65 consegne ad azienda ogni settimana – fino alle donazioni ad enti caritatevoli per raggiungere le famiglie in difficoltà economica, maggiormente aggravate dal chiusura delle attività economiche. Cibo di qualità che arriva direttamente dal campo alla tavola attraverso i contadini che sono garanzia di stagionalità, per la salute e, in generale, per il benessere della persona e dell’ambiente.