Alitalia: “cambiare nome non è sufficiente a prendere le distanze da una reputazione di inaffidabilità. Il rilancio arriva in un momento sbagliato.”

Ottobre 2020. Il governo italiano ha firmato un decreto sul trasporto aereo per la creazione della nuova compagnia di bandiera italiana battezzata con il  nome di ITA (Italia Trasporto Aereo) e che si pone, a partire dal nome, “in netta discontinuità con il passato”, secondo le parole della ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Gli aerei della Newco potrebbero entrare in funzione già all’inizio del 2021 ma il settore aereo è stato uno dei più colpiti in termini economici dalla pandemia. ITA sarà in grado di rilanciare il trasporto aereo italiano e di essere competitiva a livello nazionale, europeo ed internazionale?

Lo abbiamo chiesto a Linus Bauer, consulente dell’industria aeronautica e Visiting Lecturer presso la City University of London:

LINUS BAUER, consulente dellindustria aeronautica:

Cambiare nome è una strategia efficace in termini di immagine?

Il nuovo nome e la nuova identità della neonata compagnia aerea rappresentano la volontà di rimarcare una netta discontinuità rispetto alla travagliata storia di Alitalia, tuttavia sembra complicato prendere le distanze dalla sua inaffidabile reputazione. Il nuovo cda avrà il suo da fare per trasformare questo piano di rilancio in un successo commercialeAnche perché  da quando, dopo il fallimento, Alitalia ha subito l’intervento del governo, la sua storia è stata piena di investitori speranzosi e di crolli improvvisi.

Lepidemia di coronavirus ha colpito duramente il settore aereo

L’attuale mancanza di domanda, a livello globale, significa per il successore di Alitalia, un debutto difficile in un contesto sfavorevole visto lo stato attuale dell’industria aeronautica. Il momento attuale non è lideale per rilanciare una compagnia aerea full service – soprattutto in un mercato, quello nazionale italiano, dove la consapevolezza dei prezzi da parte dei clienti è molto alta rispetto ad altri paesi europei come la Svizzera e la Germania. L’Italia è infatti uno dei più grandi mercati low-cost in Europa (con compagnie come Ryanair, EasyJet, Vueling). Negli ultimi anni, la crescente presenza di vettori low-cost sul mercato italiano ha portato ad una concorrenza spietata sul mercato nazionale di Alitalia. Oltre all’attuale mancanza di domanda e alla crescente complessità delle reti globali, il settore del lungo raggio è destinato a riprendersi più lentamente rispetto a quello domestico e di medio raggio.

Come riuscire ad essere competitivi nonostante i low-cost?

Ogni crisi è unopportunità di migliorarsiGli errori del passato possono essere corretti. Per poter svolgere un ruolo di primo piano sul mercato europeo e internazionale come compagnia aerea sostenibile e competitiva di nuova formazione, lattenzione di ITA dovrebbe focalizzarsi sulle principali rotte europee e sui mercati a lungo raggio. Una partnership con uno dei vettori low-cost, come ad esempio EasyJet per il mercato italiano, potrebbe essere fattibile (ad esempiotraffico aereo di raccordo tramite loro hub di Roma).