Il barometro politico di settembre 2020

L’Italia è sempre uno strano paese, e come sempre alle elezioni tutti vincono e nessuno perde! Il
M5S ha perso 8 milioni di voti in 18 mesi eppure Di Maio esulta perché il Sì ha vinto in un
referendum scontato. Più realistico Di Battista che giudica la tornata elettorale “la peggiore
sconfitta di sempre per il Movimento”. Resta il fatto che i candidati grillini hanno preso percentuali
di voto pari a pochi punti e che oggi in Parlamento sarebbero ben pochi i seggi occupati dai seguaci
del Rousseau di sua maestà Casaleggio junior. Le 6 regioni oggetto dell’elezione erano, prima del
voto, 2 al centro-destra e 4 al centro-sinistra, se è vero che la partita è finita in pareggio, 3 a 3, è
altrettanto certo che il centro-destra governa in una che era appannaggio del centro-sinistra.
Il PD ha tenuto con qualche punto di vantaggio in regioni simbolo come la Toscana e la Puglia, ma
già il fatto che fossero state considerate contendibili dal centro-destra dovrebbe fare pensare il
partito di Zingaretti. Dove il centro-destra ha vinto, ha letteralmente asfaltato gli avversari con
percentuali bulgare, il PD ha vinto con ampio margine solo in Campania. La sinistra è riuscita a
perdere, a favore della formazione di destra di Fratelli d’Italia, le Marche, regione governata per
mezzo secolo dalla sinistra; ed è stata una sconfitta netta.
E’ vero che la Lega perde voti, ma rimane il primo partito in Italia, e gli elettori che abbandonano al
suo destino l’ondivago Salvini non passano alla sinistra, ma alla destra, ingrossando le fila del
partito della Meloni che ora soffia sul collo del Movimento 5 Stelle. Se guardiamo la mappa
dell’Italia si vede come in 14 regioni su 20 sventoli la bandiera del centro-destra, mentre la sinistra
governa solo in 5 regioni, in Valle d’Aosta si è formata una coalizione autonoma, ma la Lega resta il
primo partito.
In sintesi e senza prendere le parti di nessuno, il M5s non ha perso perché ha vinto il referendum;
il PD non ha perso perché ha limitato i danni con un risultato superiore alle aspettative, per quanto
negativo; il centro-destra non ha ottenuto quello che sperava, ma ha comunque portato a casa il
governo di assemblee che era in carico alla parte opposta. Ora possiamo prepararci per le
prossime elezioni a cuore sereno.
MAURIZIO DONINI