Il costo della negligenza professionale e degli abusi perpetrati dalle banche ammonta a più di 410 miliardi di euro

Il progetto CBR Conduct Costs Project denuncia i cattivi comportamenti degli istituti bancari.

Londra, settembre 2020. Il Centre for Banking Research (CBR) della Business School (ex-Cass Business School) di Londra ha inaugurato il progetto CBR Conduct Costs Project, che prende in esame le cause, l’entità e il costo delle pratiche scorrette di 20 fra le principali banche mondiali.

Co-finanziato dall’EMEA (Euro-Mediterranean Economists Association), il progetto ha lo scopo di promuovere la trasparenza in ambito finanziario, calcolando l’ammontare dei costi in caso di pratiche scorrette per le banche e i loro stakeholder.

Il progetto fornisce anche una preziosa visione della cultura, della condotta, della competenza e dei rischi normativi delle banche.

Basandosi su dati raccolti tra gennaio 2008 e dicembre 2018 su 20 fra i maggiori istituti bancari mondiali, l’ultimo rapporto del CBR rivela il costo globale delle pratiche bancarie scorrette per le singole banche, per regione geografica e per il settore bancario nel suo complesso, come risultato di reati quali vendite abusive, riciclaggio di denaro e abusi di mercato.

Tra le scoperte più significative dell’ultimo rapporto del CBR troviamo le seguenti:

  • Le 20 banche in questione hanno pagato per la loro cattiva condotta più di a 377 miliardi di sterline (più di 410 miliardi di euro) durante il periodo preso in esame. Questa somma globale include sanzioni, sentenze e transazioni in sfavore della banca, la restituzione dei profitti e i costi di riacquisto dei titoli e azioni private legati a comportamenti scorretti.??
  • Le banche statunitensi hanno pagato 202,5 miliardi di sterline – circa il 55% – della somma globale. Quelle del Regno Unito 86,09 miliardi di sterline, più del doppio di quelle dell’Eurozona (41,31 miliardi) e della Svizzera (40,19 miliardi).
  • Quasi il 60% dei 377 miliardi di sterline è stato impiegato per risarcimenti imposti dal regolamento, le banche hanno infatti pagato per risarcimenti per cause legali antecedenti o investito per meglio conformarsi alle normative.
  • I costi di cattiva condotta sono dovuti per lo più a violazioni delle normative relative all’integrità professionale – il che ha minato la fiducia riposta nelle banche – o a carenze nella condotta imprenditoriale.

La Prof.ssa Barbara Casu, Direttrice del Centre for Banking Research (CBR) e docente di Finanza presso la Business School (ex-Cass Business School), ha dichiarato che:

“Le banche sono in prima linea nell‘economia e nella società globale, è quindi importante che simpegnino positivamente in pratiche etiche e legali. Il progetto Conduct Costs cerca di utilizzare i dati storici per mettere in luce le carenze del settore e fornire un quadro di riferimento per le buone pratiche nel settore bancario. Siamo lieti di rivelare i nostri ultimi risultati e non vediamo l’ora di analizzare nuovi dati. Nel prossimo futuro ci concentreremo principalmente sulle banche europee e ci auguriamo che possa servire da cartina tornasole per aiutare le banche a ridurre i costi, migliorare la trasparenza e ad ispirare maggiore fiducia negli stakeholder“.

La Prof.ssa Rym Ayadi, Presidentessa dell’EMEA e Honorary Visiting Professor alla Business School (ex Cass Business School), ha affermato che:

“Il rapporto cerca di fornire agli stakeholder una visione più chiara della cultura, della condotta, della competenza e del rischio normativo di una banca. Mentre stiamo per entrare in un nuovo periodo dinstabilità politica ed economica, le banche sono di nuovo sotto i riflettori – come nel 2008. È fondamentale che il settore mantenga un livello di conformità e di fiducia degli stakeholder durante questi periodi dincertezza. Il CBR Conduct Costs Project individua i casi in cui le banche non hanno agito in conformità con le normative vigenti e, così facendo, può contribuire a ridurre il rischio e i costi associati al loro mancato rispetto”.