Quando la politica su scava la fossa

“Accattare tre voti”, questo l’intento espresso nella presa di posizione contro il forno crematorio a Cura Mostrapiedi. Sempre più la politica è incapace di mediare le istanze e le rimostranze dei cittadini e supina ne sposa le battaglie, anche se queste sono di retroguardia e non certo di civiltà. Alla matematica del consenso tutto si sacrifica, coerenza, necessità, urgenza, efficacia, utilità e civiltà. Così una “illustre”, ma non illuminata consigliera regionale ha inteso dare lo stop al forno crematorio di Cura Mostrapiedi. Perchè? Inquinante? Emetterebbe miasmi nocivi? Fumi dannosi? Nessuno di questi. I forni, una scelta di civiltà contro l’espansione abnorme dei cimiteri e la “speculazione” che vi si trova all’interno con la vendita dei loculi è una soluzione adottata in tutti i paesi occidentali e da molti comuni italiani alle prese con la necessità di limitare l’uso delle sepolture tradizionali. Cosa cambia se si ricorda e si prega un congiunto davanti ad un’urna cineraria o davanti ad una lapide? Perché dovremmo incentivare ancora la costruzione di loculi e di cappelle private con tutto il contorno economico che ne scaturisce e non educassimo la popolazione alla sana e civile abitudine della cremazione. Saremmo al massimo concetto della livella tanto cara a Totò, se non dessimo sfogo alle ingiustificabili proteste di pochi cittadini disinformati e distratti, tali e quali a quelli che “lottarono” contro la centrale a biomasse di Campiglione. la storia si ripete, sempre uguale e c’è sempre un “politico” eletto per sbaglio che certe scelte avvalla.

ARES