Le ragione del no al referendum sul taglio dei parlamentari

Di Paola Pieroni
Il 20 e il 21 settembre gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo riguardo la riforma costituzionale che prevede la riduzione del
numero dei parlamentari. verranno modificati gli articoli gli art 56, 57 e 59. Con questa riforma i deputati passerebbero da 630 a 400, mentre invece i senatori
passerebbero da 315 a 200, quindi in tutto avremmo una riduzione dei parlamentari da 945 a 600. Vediamo alcune delle ragioni del no, mettendole a confronto
con quelle che Di Maio esprime per il sì. La prima ragione riguarda, il numero dei parlamentari troppo alti, il secondo è che tagliando il numero si generebbe
una qualità dei parlamentari e meno furbetti, la terza è che si risparmieranno un sacco di soldi inutili. E’ davvero che il numero dei parlamentari in Italia è
troppo alto, come sostiene Di Maio? Se si prendono in considerazione i dati assoluti, l’Italia è al secondo posto con 945) dopo la Gran Bretagna (1430), ma
questo dato, sarebbe ben poco se non lo si rapporto al numero di abitanti. Se consideriamo il numero di parlamentari ogni 100mila abitanti. in questo caso
l’Italia con il suo 1,6 , in fondo alla classifica, sotto il Belgio e la Francia. Se passasse la riforma l’Italia andrebbe all’ultimo posto in Europa, insieme alla
Germani che è una repubblica federale. Sulla rappresentanza del popolo. E’ qui che sta la chiave. Ad esempio gli abitanti della Marche, passerebbero da 1
deputato ogni 96mila abitanti ad uno ogni 154mila abitanti. Domanda, a chi giova che il popolo sia governato così? Come diceva il presidente dell’assemblea
Umberto Terracini “quando si vuole diminuire l’importanza di un organo rappresentativo si incominciano sempre col limitare il numero dei parlamentari. La
seconda ragione del sì, sbandierata ai quattro venti, è quella della guerra ai furbetti. Nessuno mette in dubbio questo. Ma anche qui, non è tagliando il numero
dei parlamentari che si risolve la questione. Il taglio dei parlamentari non migliorerebbe la qualità di chi siede in parlamento, anzi la casta potrebbe peggiorare.
Il terzo argomento, riguarda i soldi risparmiati. Il risparmio netto, secondo l’osservatorio sui conti pubblici italiani, presieduto da Cottarelli, sarebbe 37 milioni
per la camera dei deputati e di 20 milioni per quella dei senatori. In tutto sarebbero 57 milioni di euro risparmiati all’anno, che equivalgono 0,95 centesimi per
ogni cittadino italiano. Se si volesse davvero risparmiare basterebbe togliere i vitalizi e le figure come senatori a vita, non credete? Il governo in questa
pandemia ha scavalcato con dpcm le camere, talmente allineato alle direttive europee. Il Centro destra è unito sul sì, come il M5s, in forse il Pd che entro
settembre prenderà una linea unitaria.
Dal blog: Le News di Paola Pieroni